Auto aziendali, il suicidio fiscale spiegato in 4 punti - Seconda parte

3) Le industrie automobilistiche italiane andranno in crisi. Dite che esageriamo? Manco per niente: il 40 per cento delle nuove immatricolazioni vanno in flotte aziendali. Ma quale azienda o privato avrà più convenienza a farsi dare un’auto aziendale?

4) L’ambiente di cui tutti si riempiono la bocca subirà un colpo: altro che plastica. La vita media di un’auto privata è di undici anni. Quella di un’auto aziendale è tra i tre e i quattro. Le aziende infatti stipulano accordi di affitto di lunga durata o di leasing o di proprietà con rivendita, che non superano mai i quattro anni. Alla fine lo Stato perderà soldi, come successe con le tasse di Monti su barche, aerei e Tobin tax. Viene infine da sorridere come il governo, che si dice lotti contro l’evasione fiscale, bastoni i dipendenti in regola e trascuri il fatto che un Paese che non cresce, muore.

Nicola Porro, Il Giornale 1 novembre 2019

Stangata (anche) sulle auto aziendali

Ecco il trucco: mettono una tassa verde e la pillola va giù

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6 Commenti

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  1. Ringraziamo le politiche di SX con a capo tutti quelli che NON sono stati eletti dai cittadini italiani e che ci vogliono tutti uguali per mantenere in vita la farraginosa e costosa macchina del palazzo. Questi NON ELETTI ci vogliono uguali di fronte ai loro benefici (quelli permangono anche a sinistra) ma ridotti con le pezze ai pantaloni affinché la nazione possa continuare a sostenere i costi delle LORO poltrone. Una norma insostenibile che non ha nessun motivo di esistere visto l’auto aziendale, IN AZIENDA, la danno esclusivamente a chi fa un sacco di chilometri all’anno in lungo e in largo a cercare fatturato. A quelli che sono per l’equiparazione verrebbe da dire di provare anche a loro a farsi 50.000kmn all’anno sempre in giro, lontano dalla famiglia e senza le proprie abitudini! L’auto è un bene strumentale, e molto spesso premia le capacità, non si capisce ora un’azione massiva di tale entità. Certo è che anche questa mossa sarà con assoluta certezza una delle tante che contribuiranno a far cadere un governo non voluto da nessuno che tutto fa tranne che pensare ad una crescita.

  2. Ciao a tutti, proprio cosi.
    Per fare un esempio concreto sono un dipendente che lavora come ISF, per un azienda farmaceutica e ho appunto un’auto aziendale.
    Le nostre auto vengono prese in Leasing aziendale , es ARVAL, e concesse a noi ” non per scelta”, ma perché siamo costretti dall’azienda, in uso promiscuo. Per quest’uso io pago un canone auto abbastanza elevato e in più la tassa “Prodi”, perché introdotta da Prodi credo nel 2006. In totale già paga in trattenute dallo stipendio una cifra importante circa 130 euro mensili, sia come canone auto che come “uso privato”.
    Considerando che su circa 50.000 km all’anno nel 2018 ho percorso per uso privato solo 3863 km, credo che pago gia abbastanza per un auto che non sarà mai mia e che uso quasi totalmente per lavorare. Questa è una vera ingiustizia e non credo che possa essere considerato un benefits.

  3. Lavoro in una grande azienda, dove ci sono colleghi venditori con le sw aziendali ad uso promiscuo = carburante gratis e noi che la macchina ce la dobbiamo comprare e per lavoro usiamo le auto utilitarie aziendali in pool. Anche noialtri andiamo dai clienti ma con la macchina sociale, trovo ingiustificabile tale diversità di trattamento. L’azienda per risparmiare tanti soldi potrebbe estendere l’uso delle auto in pool anche a loro.Quindi ben venga la modifica della tassazione alle auto aziendali.

    • Gentile Giuseppe mi permetto di risponderle avendo io una vettura aziendale ad uso promiscuo. In primo luogo deve distinguere la parte ad uso privato da quella ad uso aziendale. La parte privata è già tassata ed è pari al 30% del valore del nolo e se guardo al mio caso le assicuro che i km che faccio per il lavoro sono ben oltre il 70% dell’uso complessivo. In secondo luogo la vettura è, nella stragrande maggioranza dei casi, parte della trattativa con l’azienda e dunque concorre a definire la retribuzione totale. Di conseguenza il problema non è tassare o meno la vettura ma dare ai dipendenti ed alle aziende certezze sul modo in cui si tasserà. Non è ammissibile che dalla sera alla mattina si decida di stravolgere un regime fiscale solo perchè si è incapaci di governare un paese e di farsi due conti su cosa significa introdurre nuove tasse. In terzo luogo nel momento in cui questa idea di tassa dovesse divenire realtà le assicuro che la maggior parte di chi ha le vettura aziendale, me compreso, opterà per la restituzione. Compreremo delle bellissime vetture di seconda mano, gli monteremo un fantastico impianto a gas e le terremo in funzione per vent’anni con buona pace di governo e grete di turno. In tutto questo a perderci non saranno solo gli attuali detentori di vetture aziendali ma soprattutto tutti quelli che dalle vetture aziendali traggono il proprio stipendio.

    • Purtroppo questa è la realtà.. la tassazione delle auto aziendali è un modo improprio per ridurre il peso del fisco su alcuni lavoratori dipendenti.
      Per come la vedo io, meglio togliere questa stortura e diminuire le imposte in modo uguale per tutti, e non distorcente.
      Oggi si parla di auto, ma vale per qualsiasi benefit.

  4. Premesso che aumentare le imposte sulle auto (il succo è questo) è sbagliato (per i motivi che cita ma anche per altri, in primis perchè la lotta al trasporto privato è ideologicamente socialista e sbagliata), mi sento di aggiungere un paio di dati e considerazioni.

    -Il dato delle flotte aziendali in realtà è minore, a quanto mi risulta. Siamo intorno al 18% in Italia. Abbiamo poi noleggio a breve termine (9% circa), case e concessionari (15% circa – molte delle quali finiscono con l’essere km 0) – che non sono realmente flotte aziendali.
    -I privati sono intorno al 57%. Sicuramente i privati scendono e le flotte salgono.
    -Il punto, però, è che questo fenomeno è in gran parte riconducibile a distorsioni varie, fiscali in primis, che penalizzano il privato e premiano relativamente altri, come appunto nel caso delle flotte.
    Perchè il privato che si compra la sua auto deve pagare più imposte di chi passa dall’auto aziendale, o da noleggi vari?
    Per me, questa distorsione non è una buona cosa, ed eliminarla è una buona idea. Andrebbe fatto, però, senza aumentare l’imposizione complessiva.
    Lei dice che le flotte crescono e sono sempre più importanti.
    Vero, ma accade proprio per un regime relativamente di favore, che penalizza insensatamente il privato. Anzi, la proprietà privata.
    A parità di tassazione e regole varie, vedremmo se queste forme alternative sono realmente convenienti, o sono solo l’ennesima inefficiente imposizione statale.

    L’auto privata è sotto attacco dichiarato da ogni dove, e la discriminazione fiscale è solo uno dei tanti modi per farlo.
    Le gretinate ecologiste – non se le sono fatte mancare neanche in questo caso, graziando elettrici ed ibridi se non erro – sono solo la punta dell’iceberg.
    L’auto privata (TUA – non dell’azienda che te la toglie se non fai il bravo soldatino, e che sceglie ciò che piace a lei e non a te) va difesa, perchè è uno dei principali strumenti di libertà rimasti.
    Che ovviamente vogliono eliminare.

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