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Autostrade: l’accordicchio giallorosso lo pagano gli italiani - Seconda parte

Un distacco dalle attività autostradali italiane graduato nel tempo con uno stretto controllo su pratiche di gestione rivolte alla manutenzione, tariffe ed investimenti non avrebbe certamente messo in grave pericolo la sopravvivenza della società. Le si sarebbe permesso di spostare il baricentro della attività industriale ancor più sull’estero che sul mercato domestico, di effettuare incorporazioni come appunto quella con la spagnola Abertis, permettendo il mantenimento di livelli occupazionali nel tempo.

Fabrizio Jorio Fili, 15 luglio 2020

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