Qui al bar non ci beviamo la storiella di Mark Rutte che parla di 500 aerei decollati dalle basi Usa in Italia per sostenere la guerra in Iran, al solo scopo di scagionare gli alleati Nato degli Stati Uniti dall’accusa di non aver dato sostegno a Donald Trump. Ma se anche il segretario generale dell’Alleanza atlantica avesse voluto mettere in imbarazzo Giorgia Meloni, ricordarle che Roma è sempre sottoposta a mille pressioni e vincoli esterni e che quando alza la testa c’è qualcuno pronto a darle una sberla, il vero punto della querelle sul conflitto in Medio Oriente è un altro. È quello sollevato dal generale Leonardo Tricarico, che ad Adnkronos ha ventilato l’ipotesi che gli americani possano occultare i motivi dei voli, facendo passare per operazioni logistiche, autorizzate dal trattato in vigore con l’Italia, missioni di tutt’altra natura: “Non è da escludere”, ha detto Tricarico, “che il vero motivo dei voli, da precisare nei piani di volo, non corrisponda alla natura vera del volo o sia troppo generico, per nascondere finalità non consentite. Poiché è già successo che tale strumento sia stato utilizzato in maniera proditoria, vedasi tragedia del Cermis del 1998, non si può escludere che possa accadere di nuovo”. Ecco perché, secondo Tricarico, bisogna cogliere l’occasione per rivedere questo “punto debole dell’interazione Italia-Usa nell’utilizzo delle infrastrutture concesse in uso”.
Insomma, gli italiani fino ad oggi avrebbero fatto i finti fessi e gli americani avrebbero approfittato delle vulnerabilità degli accordi in vigore. Non stupisce: noi siamo alleati in posizione più che subordinata – noi come la Spagna, che tra mille condanne e dissociazioni da parte del governo socialista, ha autorizzato altrettanti voli dalle sue basi in Andalusia. Washington, settant’anni fa, avrà scucito un patto all’apparenza dignitoso, che però consente all’aviazione a stelle e strisce di fare comunque quello che vuole. Lo confessiamo: qui al bar non sappiamo come interpretare la cosa. Bisognerebbe protestare? Chiedere che si faccia chiarezza? Oppure tirare avanti, perché è comunque meglio essere vassalli degli Usa che consegnarsi armi e bagagli ai cinesi?
Il Barista, 25 giugno 2026
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