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In difesa dei combustibili fossili (Alex Epstein)

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Perché l’ambientalismo fa rima con marxismo? Come è possibile che le sue declinazioni più estremiste, non siano altro che una battaglia, con diverse armi, contro il capitalismo e il libero mercato? Eppure il tema dell’ambiente non dovrebbe essere così connotato politicamente, dovrebbe riguardare tutti. Non è così. E il motivo ce lo spiega, secondo me in modo magistrale, nel suo ultimo capitolo di In difesa dei combustibili fossili, Alex Epstein: «La versione dei leader ambientalisti per i combustibili fossili non è un tentativo di preservare la vita umana come valore supremo ma andando per il verso sbagliato. La loro avversione consiste in un deliberato tentativo di perseguire il valore che hanno più a cuore: quello dell’ambiente immacolato, della natura incontaminata. L’energia è il mezzo più potente che abbiamo a disposizione per trasformare l’ambiente affinché soddisfi le nostre esigenze. Se il nostro valore fondante è l’ambiente inalterato, allora non c’è nulla di peggio di una forma di energia economica, abbondante e affidabile. Quel che cerco di dire è che se i combustibili fossili non generassero alcun materiale di scarto, compresa la CO2, se fossero persino più economici, se durassero praticamente in eterno, se non ci fossero preoccupazioni per l’esaurimento delle risorse, il movimento ambientalista continuerebbe comunque ad opporvisi».

A chi non ci dovesse credere basterebbe ricordare la reazione degli ambientalisti a quello che successe negli anni 80 quando si pensò di aver trovato la fusione nucleare, più pulita e meno pericolosa di qualsiasi forma di produzione di energia esistente. Ebbene gli stessi ambientalisti che si scagliano contro i fossili, e che non amano l’energia nucleare tradizionale e il pulito idroelettrico, si sono preoccupati per la nuova invenzione (che poi non è stata ancora realizzata). Jeremy Rifkin disse che «si trattava della cosa peggiore che potrebbe accadere al nostro pianeta» e con lui gran parte della comunità ambientalista. «Con l’energia trasformiamo l’ambiente in un posto migliore. Migliore si intende dal punto di vista umano». «Se invece il vostro valore fondante – scrive polemicamente Epstein – è la purezza della natura allora fanno bene questi ambientalisti a preoccuparsi. Con più energia abbiamo la capacità di alterare maggiormente la natura e lo faremo certamente perché trasformare l’ambiente è il nostro modo per sopravvivere e prosperare».

Insomma avete capito la morale, il problema non è da dove si ricava l’energia, ma il fatto che l’uomo e il suo progresso non piacciono a questi signori. Fu il principe Filippo di Edimburgo, ex capo del Wwf, a dire: «Nell’eventualità che mi reincarnassi mi piacerebbe rinascere come un virus mortale in modo da contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione».

Nicola Porro, Il Giornale 31 ottobre 2022