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Basta con questa oscena fiction, si vada al voto

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Per chi politologo non è, ma osserva la politica con l’occhio disincantato dell’ex manager, dell’apòta, del nonno, l’unica analisi sulla crisi innescata da Matteo Salvini, che mi ha convinto compiutamente è stata quella di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera. Analisi impeccabile, verità con passaggi inconfessabili da parte di noi élite (Chapeau!), purtroppo con un titolo non all’altezza del testo, che non invitava certo il lettore alla lettura. Mi sia permessa una battuta scanzonata: la fake truth di cui spesso è intrisa la stampa mainstream, in questo caso era solo nel titolo.

Bene ha fatto il professore a ricordare l’attuale situazione del Pd, che nella vision di lungo termine di Palmiro Togliatti (non per nulla lo chiamavano il Migliore), “dovesse egemonizzare l’establishment, in realtà dall’establishment è stato egemonizzato”. Nella cultura popolare si dice: “Andato per gabbare è stato gabbato”. E così, per insipienza, il Pd si è ridotto in Italia ad essere il partito della Ztl, e a livello internazionale si sta collocando nella imbarazzante gauche kèrosène di Emmanuel Macron.

Galli della Loggia nelle conclusioni scrive: “E così dopo poco più di un anno l’establishment italiano ha riportato la vittoria sulla dabbenaggine e sulla pochezza politica della coalizione giallo-verde, sul fare inutilmente smargiasso del capo della Lega e le velleità inconcludenti dei 5 stelle. Ma è una vittoria che non contiene la promessa di niente.” Ripeto, analisi impeccabile. Di lì bisogna partire.

La mossa di Matteo Renzi, politicamente e umanamente speculare a Matteo Salvini (solo molto più scaltro, forse troppo, per cui a volte l’eccesso di furbizia ostentata lo penalizza), ha modificato lo scenario. Le florentin ha anzitutto “denudato” il Presidente del Consiglio, politicamente gli è rimasta solo più la pochette a quattro punte. Ha “denudato” il Segretario del Pd e la sua corte che già sognavano il ritorno a casa dei Sinistri. Ha “denudato” quelli che operavano per la creazione di un partito di centro che fosse serbatoio di “competenze” per un Pd sbilanciato a sinistra e costretto a convivere con “l’incompetenza strutturale” dei 5 stelle. Ha “denudato” la Piattaforma Rousseau” e ridicolizzato le sue App laiche e religiose. Ha messo con le spalle al muro l’establishment costretto a decidere, subito, se andare avanti per 3 anni in una guerra di bande, per lui ingestibile, scendendo a continui compromessi con i vari Ghino di Tacco, già emersi e che emergeranno. Matteo Salvini si era già denudato da solo, ed era entrato in questa gigantesca, insopportabile fiction. Mi ricorda il recente spettacolo Bestie di scena di Emma Dante allo Strehler di Milano (anche se questo lavoro teatrale aveva motivazioni ben più alte)