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Benvenuti nell’era del sesto potere: la paura

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Benvenuti nell’epoca del Sesto Potere, quello della paura e basta. Un’epoca dove per sfuggire ad un virus infame la politica di governo invoca o paventa di frequente il lockdown ed i media – stampa, televisioni, star, opinion leader – nella stragrande maggioranza dei casi si limitano a dargli ragione. Punto.

Sarebbe facile citare, qui, una frase tratta dal film Quinto Potere, basica e semplice: “Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male”. Eppure già questa frase, oggi, nel conformismo comunicativo verrebbe scambiata per una faciloneria controcorrente. I media infatti, dai bollettini dei contagi alla cattiveria del virus, non fanno altro che ricordarci l’ovvio: è un virus di merda e le cose vanno male. Aderiscono, oggi, i media, al messaggio del Potere e di chi governa perché, con buona pace del filosofo Marshall McLuhan, oggi nella maggior parte dei casi i media non sono più il messaggio ma sono il messaggio del potere (con la minuscola).

Scrivere questo, badate bene, non vuol dire essere negazionisti. Noi siamo affermazionisti: il virus esiste, Nicola Porro che ha inventato questo sito lo ha pure incontrato di persona. Ed è un virus vigliacco. Questo però non vuol dire che l’unica politica possibile per combatterlo sia chiudere la gente in casa, limitarne le libertà, invocare periodicamente il lockdown su ogni media ed ogni santo giorno.

Sulle politiche per combatterlo il virus si potrà ancora dissentire senza finire nel girone dei dannati? Vedendo il racconto mediatico sembra di no e mai come oggi ci tocca dare ragione a quel liberale coraggioso di Karl Popper quando sottolineava che “ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere”.

Per questo, cari lettori e lettrici, non serve dirvi che le cose vanno male. Quello lo sapete. Occorre darvi una opportunità, una speranza, che non sia il chiudetevi in casa e il non uscite. Un’alternativa. Un po’ di fiducia. Cose di cui la classe politica ed i media nel nostro caro e vecchio Occidente democratico non sembrano essere più capaci.

Il Corsaro Nero, 28 ottobre 2020

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28 Commenti
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Graziella
Graziella
8 Giugno 2021 19:32

Corsaro Nero, bazzico questo sito da un bel po’, ma ti scopro solo ora, mannaggia. Cmq, già ti adoro.

Roberto Bianco
Roberto Bianco
2 Novembre 2020 20:35

Ho paura del non vivere : cioè essere chiuso in casa . Per vivere bene è indispensabile fare una vita sana , libera e possibilmente soddisfacente . Ho 72 anni e sono ancora in buona forma fisica : faccio tranquillamente 2000 metri di dislivello a piedi o con sci ( in salita ) . Frequento posti solitari e stupendi , con rischio di contagio uguale a zero ( spesso in solitaria ) . E questi qui vogliono chiudermi in casa per proteggermi …….?
Direi che sarebbe il metodo migliore per farmi ammalare . Bertoncelli , sono sicuro che tu mi capisci.

Gianni
Gianni
30 Ottobre 2020 19:18

Non ho capito l’alternativa del corsaro nero!
Forse non ce l’ha?

Nedo Micci
Nedo Micci
29 Ottobre 2020 14:47

@Bertoncelli…questo post potrei averlo scritto io. Si , non ci pensi a vent’anni e meno male, ma …e sara’ pure banale …a quell’eta’ ti senti davvero immortale. Poi un bel giorno ti dicono che ti devono mettere le mani addosso e devi aspettare una biopsia…e allora lo senti chiaro e forte il soffio della morte ; ti dicono che non c’hai una mazza…improvvisamente il cielo diventa più azzurro , le foglie degli alberi più verdi…e anche tua moglie ti sembra bella come quella sera che in discoteca la conoscesti con la minigonna. Poi un po’ ti dimentichi …ma ” sorella morte ” te la porterai per sempre…e con la relativa paura.P.S. Quella sera in discoteca …e meno male , Briatore non c’era…ahah. Della serie ridemo pe nun piagne.

Tullio Pascoli
Tullio Pascoli
29 Ottobre 2020 14:43

Gli orfani del collettivismo, i nostalgici del comunismo, ci avevano provato con le minaccia dei militanti ambientalisti, senza riuscirci, ora invece, sembra che abbiano avuto successo con la follia che il terrorismo mediatico con il quale hanno saputo diffondere il panico.

Se la gente, questa volta non scende in piazza in massa contro questi politicanti, le libertà individuali saranno veramente in pericolo.

Patti
Patti
29 Ottobre 2020 8:48

Mah!!! Per noi comuni mortali (non per quelli impanicati/terrorizzati dal virus)che vorremmo ritornare ad una vita NORMALE, si chiude tutto…e per qualcuno si fa una eccezione…

https://amp-romatoday-it.cdn.ampproject.org/v/s/amp.romatoday.it/attualita/costanzo-show-pubblico-polemica.html?usqp=mq331AQFKAGwASA%3D&amp_js_v=0.1

Paolo
Paolo
29 Ottobre 2020 8:24

Sono convinto che non può essere solo la gravità della situazione che guida le scelte del governo e a questo punto direi dei governi perchè ci metto dentro anche gli altri paesi europei. E’ vero che si scoprono giorno per giorno tanti contagi, ma i tamponi che vengono fatti sono quasi 200.000, ovvio che se netrovano di più che a Marzo. Ma sono per lo più asintomatici o con pochi sintomi quindi curabili da casa. E allora perchè non si lavora per non intasare gli ospedali? Serve a qualcuno ingigantire la gravità della situazione. E poi leggevo ieri sul Giornale che per esempio a Milano non sembra ci sia tutto questo intasamento degli ospedali, per adesso la stanno gestendo. Io sono di Firenze e prorpio ieri una pesona che lavora in quell’ambito, mi diceva che sì sono sotto pressione, ma i posti per i malati ce li hanno e il sistema sta reggendo bene per ora. Quindi con una comunicazione meno allarmistica potrebbero fare in modo che le persone si curassero da casa, quelle (la maggior parte) che hanno pochi sintomi. Certo dovrebbero funzionare bene i medici di base che dovrebbero fare da filtro. Invece si continua col terrore e allora penso che tutto ciò abbia lo scopo di far arrivare alla svelta i quattrini europei che forse tarderebbero se… Leggi il resto »

Nico Tanzi
Nico Tanzi
29 Ottobre 2020 8:14

“Non dobbiamo temere la morte perché se ci siamo noi lei non c’è, e quando c’è lei noi non siamo più.” (Epicuro, IV sec. a. C.)