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Berlusconi ha venduto Il Giornale

Il quotidiano fondato da Indro Montanelli passa nelle mani degli Angelucci

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La famiglia Berlusconi cede il Giornale. Il quotidiano fondato da Indro Montanelli passa nelle mani della famiglia Angelucci, che già detiene Il Tempo e Libero.

Sono anni ormai che si parla di una possibile uscita della famiglia Berlusconi dal quotidiano. In particolare le trattative con gli Angelucci andavano avanti da tempo, come confermato un paio di settimane fa anche dal Comitato di Redazione di via Negri. Le prime indiscrezioni erano apparse il 2 dicembre su Bloomberg, secondo cui le parti erano ormai vicine all’accordo. Oggi la conferma: Mondadori e la Pbf di Paolo Berlusconi hanno ceduto le loro quote ad Angelucci.

La dichiarazione di Paolo Berlusconi

Sentito dall’Adnkronos, l’azionista di maggioranza del quotidiano, Paolo Berlusconi, afferma: “Il Giornale sarà venduto, se sarà venduto, nei prossimi mesi con un passaggio delle azioni. Ad oggi non ci sono ancora passaggi”.

La storia del Giornale

Il Giornale viene fondato il 25 luglio del 1974 da un’intuizione di Montanelli, quando il grande giornalista decise di lasciare il Corriere della Sera che aveva intrapreso una decisa virata a sinistra nella sua linea editoriale. Resta storico l’editoriale in cui Montanelli scrisse che “i veri padroni del giornale e dei giornalisti” sarebbero sempre stati i lettori.

Il comunicato del Cdr durante le trattative

“I giornalisti, che hanno ben chiaro che i cambi di assetto azionario nell’informazione sono fisiologici, chiedono però agli attuali e storici azionisti (la Pbf di Paolo Berlusconi e la Mondadori) di garantire, con responsabilità, la tutela dei posti di lavoro e delle competenze di una redazione che ha già visto assottigliarsi pesantemente l’organico (sceso da 80 a 51 redattori solo negli ultimi 4 anni) e che ha sempre contribuito a sanare le difficoltà economiche della testata». E poi assicurano: «Esistono tanti modi per garantire l’organico in qualunque passaggio di proprietà. Eguale impegno si sente di chiedere a qualunque eventuale futuro acquirente, perché i giornalisti del Giornale meritano di continuare ad avere un editore vero. Fiduciosi di poter continuare il nostro servizio ai lettori che, nonostante i tempi, restano numerosi e appassionati