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Bibbiano: abbiamo pagato tutto noi

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Buongiorno. Seconda puntata su Bibbiano (dopo la prima in cui racconto la notizia nascosta dai giornali). Continuiamo nella lettura delle motivazioni consegnate dal giudice del tribunale del riesame di Bologna che ha revocato i domiciliari allo psicoterapeuta Claudio Foti imponendo però l’obbligo di residenza. Questa volta ci aiuta un lungo articolo di Francesco Borgonovo su La Verità di oggi. Borgonovo riporta le parti delle motivazioni relative all’interesse economico (oltre che ideologico) alla base della incredibile vicenda degli affidi “facili” di minori abusati. Scrive il giudice: “Foti ha approfittato del suo ascendente per svolgere alcuni anni psicoterapia su un numero elevato di minori, al fine di perseguire un ingente profitto economico, con parallelo danno degli Enti pubblici”.

Sentite come funzionava il sistema Bibbiano, a parere del giudice: “L’assegnazione del servizio di psicoterapia di minori abusati, individuati dai servizi sociali a soggetti privati quali Foti, Bolognini e Testa (i responsabili del centro Hansel e Gretel, ndr) è avvenuta di fatto senza alcuna regolare procedura pubblica, senza apposita gara o provvedimento motivato”. Continuiamo: “vi è stata una perdita economica per l’ente pubblico e uno sviamento dei beni pubblici dal loro uso tipico, rappresentati dalla sostanziale concessione a soggetti privati dei locali de La Cura, immobile destinato a uso pubblico e per cui l’amministrazione pagava un canone di locazione, senza ricevere alcun contributo dagli psicoterapeuti privati che da solo la utilizzavano e che percepivano alte remunerazioni per ogni seduta di psicoterapia ivi svolta, tra l’altro pagata interamente da soggetti pubblici”.

Tradotto: Hansel e Gretel non pagava una lira di affitto agli enti pubblici per locali a proprio uso esclusivo; gli affidatari dei minori pagavano con soldi rimborsati con bonifico dai servizi sociali “senza che la reale destinazione del denaro fosse palesata”. Così era più difficile ficcare il naso. Foti aveva fondato una Srl per gestire “la psicoterapia su larga scala” per cui, secondo il giudice, conosceva le questioni tecniche relative ai pagamenti della pubblica amministrazione. Insomma: questo giro di soldi sulla pelle dei minori l’abbiamo pagato noi contribuenti.

Alessandro Gnocchi, 17 agosto 2019

Bibbiano, la notizia che i giornali nascondono