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Bologna, sogno o son Champions

La stagione della squadra di Thiago Motta è un’impresa ma non frutto del caso. Cosa c’è dietro il capolavoro di Zirkzee e compagni

Zuppa Sportiva bologna

L’autorevole vittoria esterna per 2-0 maturata sabato pomeriggio su un Napoli sempre più alla deriva aveva “apparecchiato” l’appuntamento con la storia per un Bologna cui mancava soltanto l’aritmetica per festeggiare una fantastica qualificazione alla prossima Champions League.

Lo scontro diretto del Gewiss Stadium di domenica sera tra Atalanta e Roma, chiuso con il convincente successo della squadra di Gasperini, ha certificato con 2 giornate di anticipo l’impresa Champions dei felsinei, mandando in estasi una città che in questa stagione ha letteralmente sognato ad occhi aperti.

Non si può non parlare di impresa. Il Bologna ritrova il palcoscenico europeo dopo oltre 20 anni (nel 2002 partecipò alla Coppa Intertoto che oggi non esiste più) e soprattutto torna a disputare la principale competizione continentale per club a distanza di 60 anni dall’ultima volta.

Un simile risultato sportivo acquisisce ancora più rilevanza se si pensa che nel 2014 i rossoblù retrocedevano in Serie B e che dopo l’immediata risalita nella massima serie vantavano come migliore piazzamento il 9° posto in classifica della passata stagione (sempre con Thiago Motta in panchina).

Pensare al traguardo Champions come ad un evento “fortunato” o frutto del caso sarebbe del tutto fuorviante. Questa fantastica annata affonda le sue radici in una precisa strategia della società del Presidente Saputo, improntata ad una crescita graduale e progressiva del club a 360° e che nell’ultimo biennio ha subito una forte accelerazione.

Senza ombra di dubbio tra i principali artefici di questo Bologna da sogno vi sono Giovanni Sartori e Thiago Motta; il Responsabile dell’Area Tecnica, dopo aver fatto grandi cose prima al Chievo e poi all’Atalanta, si è confermato sotto le Due Torri vero e proprio top player del calciomercato, capace di individuare calciatori di grande prospettiva in giro per il mondo, funzionali al progetto tecnico e candidati ideali per garantire importanti plusvalenze future al club.

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Motta dal canto suo ha saputo valorizzare al meglio la rosa a disposizione, riuscendo ad esaltare le doti dei suoi calciatori e forgiando un gruppo in grado di affrontare con grande personalità e sfrontatezza qualsiasi avversario senza mai rinunciare al proprio calcio, probabilmente il più bello da vedere dell’intera Serie A.

Da sottolineare poi la grande continuità di rendimento espressa da un Bologna che in stagione non ha mai registrato veri e propri passaggi a vuoto ed ha saputo gestire con maturità e consapevolezza le fisiologiche fasi di appannamento vissute. I felsinei non hanno mai perso la “bussola” ed hanno performato in modo ottimale anche sotto pressione, vincendo scontri diretti fondamentali in ottica Champions. Basti pensare che il Bologna ha fatto percorso netto con Atalanta, Roma e Lazio, battute sia all’andata che al ritorno.

La capacità di gestione dello stress e di aspettative via via crescenti non va sottovalutata ed ha rappresentato un valore aggiunto per la stagione dei rossoblù, trasformandoli da piacevole “sorpresa” in bellissima “realtà” della Serie A. Spesso e volentieri le cosiddette “sorprese”, dopo un avvio sprint tendono a “sgonfiarsi”, magari perché non in grado di focalizzare un obiettivo che in corso d’opera è divenuto più ambizioso e sfidante rispetto a quello iniziale.

Questo Bologna invece si è dimostrato estremamente solido anche a livello mentale, non ha sofferto di vertigini da “alta classifica” ed al contrario l’obiettivo Champions è stato il carburante migliore per spingere la squadra oltre i propri limiti, trovando di volta in volta protagonisti diversi (più o meno attesi) in grado all’occorrenza di prendere per mano la squadra.

Se Zirkzee, con le sue giocate sopraffine è l’uomo copertina di questo Bologna, che dire di un Orsolini in grande spolvero (arrivato a quota 10 reti in campionato) e tornato in orbita nazionale o di un Saelemakers che in rossoblù si è rigenerato. Calafiori è cresciuto esponenzialmente ergendosi a leader indiscusso della retroguardia; a centrocampo Freuler si è rivelato un innesto prezioso mentre Ferguson si è ritagliato un ruolo da protagonista assoluto.

E anche le cosiddette “seconde linee”, ogni qual volta sono state chiamate in causa, hanno risposto presente sfoderando prestazioni di assoluto livello in grado di non far rimpiangere i titolari.

Il ruolino di marcia imposto dai rossoblù in campionato rappresenta qualcosa di entusiasmante, soprattutto per una squadra che ambiva sì a disputare un’ottima stagione ma di certo non era annoverata tra le principali pretendenti ad un piazzamento Champions. Ben 67 punti conquistati in 36 match (media di quasi 1,9 punti a partita), frutto di 18 vittorie, 13 pareggi e 5 sconfitte ed un ottimo bilanciamento tra gol fatti (51) e subiti (27) con il valore aggiunto della seconda miglior difesa dell’intera Serie A (dietro solo all’Inter delle meraviglie).

Analizzando meglio i numeri colpisce come la squadra di Thiago Motta, dopo un girone d’andata di altissimo livello (chiuso al 5° posto in solitaria con 32 punti in 19 giornate) sia stata capace di incrementare i giri del proprio motore al ritorno, accumulando ben 35 punti nelle successive 17 giornate, bottino destinato ad essere ulteriormente migliorato nei 2 turni ancora da disputare.

Da segnalare poi come il sontuoso girone di ritorno disputato dal Bologna, contrapposto alla totale involuzione di risultati della Juventus (passata dalla lotta scudetto ad una media punti da retrocessione), abbia permesso ai felsinei di rosicchiare la bellezza di 14 lunghezze alla Vecchia Signora e di appaiarla a quota 67 punti in classifica.

Ironia della sorte, nel monday night del prossimo turno, al Dall’Ara andrà in scena proprio la sfida contro i bianconeri. Dopo aver messo in ghiaccio la qualificazione alla Champions e scritto una nuova pagina di storia del club, gli uomini di Thiago Motta possono alzare ulteriormente l’asticella e togliersi un’altra soddisfazione.

Nell’attesa di capire quale sarà il destino del tecnico italo-brasiliano e se qualche big della rosa sarà “sacrificato” sul mercato estivo, quale migliore occasione per porre il punto esclamativo su una stagione magica accaparrandosi il 3° posto in solitaria e mettendosi la Vecchia Signora alle spalle?

Enrico Paci, 14 maggio 2024

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