Campania in zona gialla. Perché? Boh

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L’Italia è il Paese delle maschere (Pulcinella, Pantalone, Colombina) ma se oggi diamo uno sguardo alla cartina geografica del nostro stivale apparirà Arlecchino.

L’arlecchinata è soprattutto politica e la questione Campania zona gialla ne è la prova. Ve ne parlo in questo video-commento.

Giancristiano Desiderio, 6 novembre 2020

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18 Commenti

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  1. La Campania denominata zona gialla in quanto a cambiarla in rosso ci pensa De Luca Vincenzo, in questo modo il governo giallo-rosso gli lascia la possibilità di mostrarsi in tutta la sua protervia senza sostanza costruttiva.
    Aveva ragione la Rosy Bindi quando dichiarò De Luca un elemento improponibile dal partito PD.

  2. Ieri sentivo dire ad una trasmissione che la Campania è stata dichiarata “zona gialla” perché l’unica provincia in cui c’è l’emergenza è solo quella di Napoli. Se è davvero così sarebbe demenziale. Innanzitutto perché metà della popolazione della Campania risiede nella Provincia di Napoli, e poi perché il virus non bada ai confini provinciali, si diffonde e basta.

  3. Proverbi superati.
    Rosso di sera bel tempo si spera.

    Risveglio di Raimondo e Sandra:
    di che colore siamo oggi?

    L’Italia tra giallo, rosso e arancione
    e’ economicamente tutta al verde.

    Domani è un altro colore.
    Si vedrà.

  4. Caro Desiderio, ti risponde l’epidemiologo
    e dirigente dell’Iss Rezza nel corso della conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia.
    La Campania ha un Rt molto più basso ad esempio di Lombardia o Calabria”. L’indice di trasmissibilità Rt, dunque, è stato il più decisivo tra i 21 parametri utilizzati dal Governo per scegliere in che fascia mettere ogni Regione durante questa nuova crisi da Coronavirus. “Evidentemente – ha continuato Rezza – la trasmissione è molto aumentata nelle scorse settimane, ma adesso in qualche modo si è stabilizzata. Per questo motivo oggi c’è un Rt non particolarmente alto, anche se il numero di casi è ancora elevato. Le ordinanze regionali possono avere avuto un certo effetto sulla trasmissione”.
    “Ci troviamo in rosso una Regione come la Calabria che ha un’incidenza sicuramente inferiore, ma un Rt molto alto. Come può succedere questo? Rt stima che in questo momento c’è molta trasmissione dell’infezione in un determinato luogo. Evidentemente, dopo un certo periodo si manifesterà anche un aumento del numero dei casi. Un Rt elevato anticipa dunque di qualche giorno l’aumento dell’incidenza dei casi. Se poi in quella Regione l’indice di occupazione di posti letto e di terapie intensive sono già alti e non si riescono a tracciare i contatti o contare i focolai, a quel punto automaticamente ci troviamo in una situazione di alto rischio. E comunque, la possibilità di istituire zone rosse in

    • Si puó comprendere. Rimangono comunque valutazioni che non sono verificabili senza la conoscenza dell’algoritmo e dei suoi parametri. Con questo concetto, un domani, anche il calcolo delle tasse, potrebbe essere imposto dall’AdE sulla base di un algoritmo di cui non si conoscono i parametri facendoci pervenire solo l’importo finale.

  5. Quando a governare ci sono incompetenti e scappati di casa succede proprio così.
    Si tratta, peraltro, di gente votata dai sudditi.
    Quindi tutto ben meritato.
    Bastonati e zitti.

  6. La spiegazione potrebbe essere molto semplice, alla luce di ciò che è avvenuto a Napoli nei giorni scorsi e che è stato gentilmente censurato nei TG di regime (io le immagini le ho viste sulle reti SKY, i cui operatori sono stati aggrediti dalla folla inferocita). Ecco, a Napoli, la cui economia si regge su una serie di attività non propriamente lecite che sarebbero completamente compromesse dal lockdown (e nessun “ristoro” per parcheggiatori e tassisti abusivi, contrabbandieri, spacciatori, sfruttatori etc.), scoppierebbe una rivolta di proporzioni gigantesche, per cui meglio soprassedere.

  7. Il fatto che non sia stata dichiarata zona rossa, la Campania, la dice lunga su un sistema che con pochi contagi è riuscito subito ad andare in tilt senza fornire dati che rispecchiano la reale situazione: cioè il numero dei contagi se è basso e gli ospedali sono al collasso dimostra che l’organizzazione è fallimentare, se invece i contagi sono pochi perché il signor “lanciafiamme” ha chiuso tutto disobbedendo anche alle direttive del governo e della ministra della pubblica istruzione. BOH!!!!! (Forse lui può)

    • Lo sceriffello con il lanciafiamme aveva bisogno di mettere le mani su altri fondi governativi, dopo aver sprecato 7 milioni di euro per strutture prefabbricate da adibire ad ospedali covid mai entrate in funzione per mancanza di macchinari. Ergo, per poter chiedere i soldi con la scusa anche dei risarcimenti alle attività, dovrebbe chiudere tutto. Ora apre tutto (eccetto le scuole) perchè non essendo zona rossa non potrebbe garantire il risarcimento e teme l’ ira funesta dei Campani che già hanno promesso 4 giornate il 2 novembre.

  8. Guardare Desiderio che “va in puzza” perché la Campania non è zona rossa è l’apoteosi del grottesco in cui gli italiani sono precipitati in era covid19.

    • Di grottesco, qui, c’è solo un algoritmo definito come elaborato su base scientifica, di cui sono stati secretati alcuni parametri, che ne impediscono la verifica. Fato grave visto che influiscono sulla vita di tutti e che necessiterebbe di limpidezza. Mi risulta che le elaborazioni e gli studi scientifici normalmente sono sottoposti al vaglio della comunità. Cosa esclude che uno dei 21 parametri sia il colore politico della regione?

        • Penso senz’altro che tra i 21 parametri – non resi pubblici – alcuni dipendano dal “rischio sociale”. Dobbiamo farcene una ragione: viviamo in una sorta di DDR, più soffice, meno organizzato, e più ipocrita. Forse, alla maggioranza dei nostri compatrioti sta bene così.

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