L’esercito israeliano ha abbandonato Gaza da meno di una settimana e il popolo palestinese sembra già aver ripreso le forze in maniera istantanea, a tal punto da presenziare in massa alle esecuzioni sommarie che Hamas sta conducendo lungo tutto la striscia, nel tentativo di ristabilirsi indiscutibilmente al vertice della gerarchia del potere.
C’è voluta appena una manciata di giorni perché si tornasse ad assistere alle barbarie condotte dai terroristi, che ovviamente sono tornati ad agire indisturbati: nelle ultime ore sono decine le sparatorie o le più cruente fucilazioni in piazza, nelle quali persino i bambini vengono manipolati e urlano che Allah è grande quando qualcuno viene giustiziato dai miliziani, poiché sospettato di essere membro di un clan collaborazionista con Israele (o più realisticamente membro di una famiglia rivale).
Ma una domanda sorge spontanea: tutti quelli che promettevano di tenere gli occhi su Gaza anche dopo il ritiro di Israele, che fine hanno fatto? Hanno pianto due giorni fa per la morte di un presunto giornalista affiliato con Hamas, “Mr Fafo”, accusando Israele di essere il mandante del suo omicidio e di essere ancora presente sotto banco foraggiando la lotta al terrorismo islamico (come se eventualmente ciò fosse un danno…) e oggi tacciono dinnanzi alla violenza perpetrata da Hamas pubblicamente? Davanti a donne e bambini urlanti, che secondo la loro narrazione sono terribilmente provati da un genocidio efferato?
Tantissimi nodi stanno venendo al pettine. Tonnellate di ipocrisia e di doppiopesismo. Hamas sembra così essere davvero una forza incontrollabile in Palestina, che unisce gran parte della popolazione (e lo si vede più che chiaramente dal consenso che ha per le strade), ed altrettanto incontrollata in Occidente, dove le autorevoli voci Pro Pal non solo stanno zitte davanti a queste barbarie, ma addirittura giustificano il ritorno allo scoperto dei tagliagole poiché in un certo senso “legittimati” dalla gente palestinese.
ha creato un sistema di scuole, ospedali e strutture pubbliche
E a tal proposito tornano alla mente le parole, proferite questa estate durante una conferenza, dalla illustrissima dott.ssa Francesca Albanese: “Hamas era l’autorità di fatto ed è fondamentale che si capisca che quando si pensa ad Hamas non si deve pensare necessariamente a tagliagole e gente armata fino ai denti”. Ah no? Hamas quindi non è un gruppo terroristico infame? È composta da governanti illuminati e va legittimata? È da queste immagini che si vede che Hamas “ha creato un sistema di scuole, ospedali e strutture pubbliche”, come ci spiegava la relatrice speciale Onu?
Dopotutto, forse, per tanti Pro Pal le esecuzioni sommarie cui stiamo assistendo non sono minimamente atti deprecabili, ma vanno contestualizzate e inquadrate in una dinamica di lotta partigiana e di restituzione del potere al popolo. Giusto?
Ogni ora che passa dinnanzi a questo scempio, si abbassa di qualche centimetro in più la maschera di chi in Occidente ha mentito sapendo di mentire in merito alla situazione a Gaza.
E ora che Hamas è tornata in auge dimostrando ciò che davvero è, per favore, accogliamo la richiesta che ci veniva fatta qualche tempo fa: teniamo tutti quanti gli occhi su Gaza.
Alessandro Bonelli, 15 ottobre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


