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Caro centrodestra, su Vittorio Sgarbi hai sbagliato

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La vittoria del centrodestra è ormai sotto gli occhi di tutti. Anche chi, in queste ore, sta cercando di delegittimare l’esito delle urne, non può esimersi dal fare i conti con la realtà. È la democrazia bellezza, ci devi stare. Ma questo umilissimo articolo non vuole essere né un’analisi del voto né un attacco ai tanti rosiconi che fanno fatica ad accettare la scelta fatta dagli italiani nella cabina elettorale. Vuole essere una critica ai vincitori. A tutto il centrodestra che, a mio avviso, ha già commesso un errore prima ancora di cominciare.

Sono sicuro che ai nostri attenti lettori non sia sfuggita la notizia che Vittorio Sgarbi non siederà più in Parlamento. E la colpa di questa mancata riconferma è solo dei partiti di centrodestra. Le quattro forze politiche (Fdi, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) hanno messo tutto il loro impegno nel non garantire un seggio sicuro, o quantomeno contendibile, al noto critico d’arte. Sì, perché Sgarbi si è ritrovato a correre per il Senato nel collegio uninominale di Bologna, sfidando Pier Ferdinando Casini. Un collegio impossibile pure per uno come lui. Si sapeva già in partenza che a Bologna non ci sarebbe stata partita, che la coalizione di centrosinistra avrebbe avuto la meglio. E nonostante non si sia risparmiato nei due mesi di campagna elettorale, a spoglio concluso Sgarbi si è fermato al 32% contro il 40% di Casini.

Va bene il taglio dei parlamentari, va bene la difficoltà di garantire a tutti un seggio sicuro, però uno come Sgarbi avrebbe dovuto ricevere un trattamento diverso, come ha lucidamente notato pure Daniele Capezzone durante la nottata elettorale di Quarta Repubblica. Un uomo libero, di indiscutibile cultura, un fuoriclasse della dialettica, del confronto e della provocazione, che si è battuto come un leone durante la stagione dei lockdown e delle restrizioni, non può certo essere trattato come un peones qualunque. Avrebbe meritato maggiore considerazione. Forse ingombrante, imprevedibile, anarchico e ingestibile, per molti un rompicoglioni. Ma sicuramente con lo spessore per continuare a stare in Parlamento anche in questa legislatura, a differenza dei molti che quello scranno non se lo sono dovuto nemmeno sudare.

Ma forse questa “svista” sarà presto corretta. Il centrodestra ha infatti una ghiotta occasione per rimediare all’errore: dare a Sgarbi un incarico al ministero della Cultura, scelta che solo Silvio Berlusconi ebbe il coraggio di prendere nominandolo sottosegretario nel suo secondo governo. Se ciò non dovesse accadere, si tratterebbe di perseverare nell’errore. E a quel punto sarebbe diabolico.

Marco Baronti, 27 settembre 2022