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Caro millennial, alza ogni tanto lo sguardo dalla tastiera!

Caro coetaneo,

è difficile essere figli di questa epoca. Gli avanzamenti in campo medico, tecnologico, etico e quant’altro sono preziosi ma l’era digitale mette a dura prova. Polemiche a parte, essere connessi sempre e ricevere migliaia di informazioni durante il giorno forgia cittadini consapevoli, vero, ma quanto è difficile rimanere al passo con la velocità con cui si muove questo mondo? Se non esplori e comprendi il mondo dei social sei inevitabilmente tagliato fuori, ormai è un business troppo redditizio e utile; se ti “stacchi” un attimo per disintossicarti hai la sensazione che tutto proceda e vada avanti mentre tu rimani fermo. Ansia. E tu, studente, che ti fai in quattro per passare gli esami al meglio, parallelamente cerchi di mantenere uno straccio di vita sociale, di essere informato su come va questo benedetto mondo e di mantenerti in forma con la palestra.

Che frustrazione vedere che sui social dilaga una ricchezza da fare invidia, milioni di modelle e modelli con vite da sogno, corpi perfetti e, apparentemente, zero problemi. Perché sui social non si postano le giornate no, gli insuccessi, gli sforzi sostenuti per arrivare dove si è. Una gara continua a chi si veste meglio, a chi viaggia di più o ha la pelle più sana. E magari ti fai idee sbagliate, caro coetaneo, pensi che quella sia la normalità e inizi a disprezzare la tua vita, le persone meravigliosamente ordinarie e ti paragoni a quei corpi statuari senza essere indulgente con te stesso. Sei frustrato, scontento, ti dimentichi che sei già fortunato perché sei sano, con una bella famiglia, pieno di amici, hai una bella casa ma, mannaggia, non hai il guardaroba di Kanye West o il corpo di Irina Shayk.

E poi conosci le varie Ferragni che girano il mondo in una settimana mentre tu, caro studente, per andare a New York devi aspettare almeno tre anni o cercarti un lavoro part-time che non ti prosciughi l’ultima goccia di energie. Però che diamine, giovani, animo! Fregatevene, usate tutto ciò come stimolo a dare il massimo a scuola, all’università, a lavoro, in palestra. Perché se da un lato nascono l’ansia e la frustrazione, dall’altro ci sono la fame di arrivare a quei livelli o la voglia di piacersi.

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4 Commenti

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  1. Giulia Romana ha affrontato un frammento di realtà, non poteva certo scrivere un trattato a favore dei critici pregiudiziali; con i suoi occhi si è soffermata su un angolo di mondo e ha dato un parere ed una panoramica dal suo punto di vista, a me l’articolo è piaciuto, niente da dire. E poi oggi spesso i commenti sui blog sono lo specchio di una tendenza: agire d’impulso, parlare per criticare sic et simpliciter, essere presenzialisti . Forse un bagno di Socratico pensiero ogni tanto farebbe bene a tutti

  2. La generazione dei millennial comprende i nati tra il 1981 e il 1996. Per cui cara Giulia ne sei fuori. Inizia a darlo tu il massimo e torna a studiare va là.

  3. Cose giuste e tante sciocchezze, non credo proprio che i giovani che attraversano con il rosso incollati allo smartphone stiano guardando la rassegna stampa o come stanno andando le borse mondiali.Io vedo sui mezzi pubblici il 90 % della gente con in mano un cellulare che fanno sfilare le foto di Instagram, le ultime cazzate di facebook o le idiozie che si mandano ( con ragazzine che fanno di tutto per mostrare qualcosa di loro!). Questo popolo di smart non sono certo quelli che si batteranno fino alla morte per arrivare nella scuola e nel lavoro, sono gli utili idioti che fanno fare i milioncini a nullità come le Influencer che ti dicono che se non hai l’ultimo paio di scarpe (fatte in cina) da 400 Euro non sei cool e ti devi adeguare.

  4. Caspità lei ha un enorme bagaglio di problemi e nonostante ciò riesce pure a vedere che esistono bambini ed adulti che muiono di fame in altri continenti ma ci metterei, anche il suo ove abita.
    Quindi lo sconforto della sua generazione millenials nasce dall’obbiettivo frustrante, Ferragni e simili piuttosto che dall’obbiettivo di calmierare la fame di coloro a cui la Ferragni e simili, con meritocrazia ( quale ma soprattutto basata su cosa?), sottraggono risorse per acquistare Gucci borsette?
    Lei e coloro che rappresenta sieta la speranza dell’umanità una profondità di riflessione tale che immagino derivi dalla consuetudine di essere divoratori di “informazioni” mediatiche.
    Sa che la sua posa in fotografia, molto spontanea, non mi avrebbe mai fatto pensare che lei fosse così profonda?
    Così scevra e refrattaria alle frivolezze del sistema?
    Adesso con il suo articolo mi ha tolto ogni dubbio. Grazie!

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