
Caro Porro, chi Le scrive è un insegnante di una scuola primaria genovese. In questi giorni molti hanno esaltato l’apporto dei giovani alla vittoria del no al referendum parlando, erroneamente, di lucidità di pensiero anziché vedere in ciò il frutto di anni di indottrinamento politico svolto nelle scuole sia dai docenti in prima persona che da organizzazioni esterne presentate come terze ma in realtà tutte vicine alla sinistra più o meno estrema.
Al riguardo le racconto due delle mie molte esperienze in tal senso. Nel 2019, durante la discussione relativa allo ius soli, i docenti della “scuola” dove lavoravo fecero fare agli alunni stranieri un autoritratto con scritto «io sono italiano» che appesero nei corridoi della “scuola”. Quando feci presente che la scuola, tanto più se pubblica e dunque pagata coi soldi di tutti, non dovrebbe fare politica di parte mi sentii rispondere, sia da colleghi sia dai genitori, che se non condividevo i loro valori non avrei dovuto insegnare in quell’istituto. L’anno seguente, nonostante la richiesta di essere confermato, fui trasferito in un’altra scuola.
Quest’anno nella mia scuola alcuni insegnanti hanno proposto una delibera di condanna della guerra a Gaza. Ho fatto notare loro l’opportunità di condannare tutte le guerre e non solo quella a Gaza per non far passare l’idea (sbagliata) che vi siano guerre e morti di serie A ed altri di serie B. Alla fine, seppur con qualche lieve aggiustamento, è stata approvata una mozione che presentava la guerra a Gaza come una guerra molto più importante delle altre.
Sempre quest’anno, nella medesima scuola, è stato appeso sulla porta di una delle classi il disegno di una bandiera palestinese con la scritta «Palestina libera». Ho chiesto invano di rimuoverla o quanto meno togliere la scritta in quanto il messaggio che trasmette non è certo un messaggio pacifista ma un messaggio militante. Ad oggi è ancora al suo posto;
A tutto ciò si aggiungono la forte presenza nelle scuole dell’ANPI, la stessa che a Genova ha cercato di impedire un evento in ricordo di Norma Cossetto e che si attribuisce, in modo fascista o più correttamente fasciocomunista, il diritto di decidere chi è conforme alla Costituzione e può parlare e chi no; Music for peace che, al raduno da lei organizzato lo scorso 17 settembre, ha visto tra gli interventi quello di Hannoun indagato per finanziamento ad Hamas e Libera che pur dicendosi contro tutte le mafie e dunque apartitica, in realtà è assolutamente schierata tanto è vero che alcuni responsabili dei campi estivi organizzati dall’associazione, chiamavano Berlusconi «il mafioso di Arcore».
Purtroppo la scuola di oggi è sempre meno impegnata ad insegnare agli alunni a pensare limitandosi dire loro cosa devono pensare. A molti docenti non interessa che i propri alunni imparino a ragionare con la propria testa ma con la loro…..
C. J., 28 marzo 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).