Caro Porro, ho appena letto l’articolo sui rider e mi chiedo se effettivamente, come scrive Claudio Romiti, “Tertium non datur”, perché purtroppo il “tertium” esiste ed è tutto a danno dei rider.
Immaginiamo lo scenario nel quale Glovo o Deliveroo decidono di seguire Uber Eats ed escono dal mercato Italiano, cosa succede? Le opzioni sono due: una poco credibile che prevede lo stop alle consegne a domicilio, nel quale i rider rimangono senza lavoro, il secondo più probabile è il ritorno alla frammentazione con ogni locale che gestisce le proprie consegne con propri rider che, probabilmente, pagherà in nero. Oltre alla mancanza di garanzie che è l’aspetto più importante, per i rider diminuisce il reddito visto che ha un solo “cliente” invece di una moltitudine aggregata in un consolidatore.
Insomma quella che sembra una difesa dei diritti diventa solo un modo per penalizzare questi lavoratori ed i consumatori. È triste vedere come per interessi corporativi, si va a far del male ad una fascia così ampia di popolazione ed è ancora più triste che personaggi pubblici usino il palco di Sanremo per perorare questa causa, senza possibilità di contraddittorio.
Un vostro assiduo lettore
Alessandro
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


