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Caro Porro, da liberale temo la tecnofinanza

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Riporto volentieri una lettera inviatami da un commensale della Zuppa su alcune riflessioni che ha voluto condividere con noi circa l’impatto che le nuove tecnologie, informatiche e di intelligenza artificiale potrebbero avere sulla visione di un liberale.

Caro Direttore,
vorrei condividere con lei alcune considerazioni sull’impatto delle moderne tecnologie sulla visione “liberale”. Per quanto ampia e variegata sia la cultura liberale, ed anche senza teoria come dice Corrado Ocone in un suo interessante scritto, l’individuo ne rimane il soggetto principe, con le sue aspirazioni, visioni, interessi etc.; almeno così la interpreto io, nel mio piccolo. L’avvento delle nuove tecnologie, informatiche, dell’intelligenza artificiale e le altre di profilazione, altro hanno messo a disposizione di gran parte dell’umanità, in questi ultimi 50 anni, risorse e potenzialità enormi; la  cultura nel senso più ampio, è rimasta la stessa di allora e forse è ancor più decaduta proprio in forza di questi nuovi strumenti.

Oggi si può andare da Roma a Sydney in 12 ore a costi ragionevoli, ma non sappiamo perché ci dobbiamo andare, ma visto che costa poco ci andiamo! Nel campo della informazione poi le tecnologie IT ed i social hanno stravolto, a mio avviso, il panorama complessivo dilatando spazio e tempo in modo esagerato senza un incremento di conoscenza e riflessione. Mi spiego meglio, una volta il dialogo, le discussioni politiche e di ordine vario avvenivano in luoghi ristretti (bar sport, parrocchia, casa del popolo, sedi di partito, circoli culturali, salotti elitari,..) con un numero limitato di  soggetti; la dimensione temporale limitata agli incontri si poteva dilatare grazie alla carta stampata, ma sempre con una circoscrizione spazio temporale contenuta. Le informazioni avevano bisogno di tempo per arrivare, lo spazio su cui incidevano era ristretto e strettamente correlato al tempo.

Oggi lo spazio si è dilatato al villaggio globale, ed il tempo a zero, basta un click. Ma c’è anche l’illusione di poter accedere a tutto senza rendersi conto che le notizie non possono che essere mediate, non solo taroccate o falsificate ma anche semplicemente omesse. Permane l’illusione che Internet ci offra come una visione dal satellite di ciò che accade nel mondo mentre invece è ora ancor più mediato di ieri. A fronte di questa virtuale offerta d’informazione globale (sempre da leggere con l’avvertenza di cui sopra) ogni soggetto è abilitato a divulgare qualunque pensiero, considerazione, giudizio, offesa, aggressione verbale, su qualunque tematica la “rete” gli offra. Il salotto, circolo di una volta è oggi divenuta la “rete”, ma poiché i tempi si son annullati anche le risposte, considerazioni, reazioni debbono essere in tempo reale; nessuna o poca riflessione, studio, ricerca; tutto va usufruito in tempo reale.

Ma su questo traffico di informazioni, pensieri, abitudini messe nella  piazza virtuale, si innescano le nuove tecnologie di intelligenza artificiale che profilano i soggetti e li riducono a semplici consumatori di cui si può prevedere tendenze sia economiche che politiche. Se è pensabile che un “influencer” possa condizionare milioni di persone ad acquistare una borsetta, un profumo, etc., è facile supporre, temere che qualcuno possa sulla base delle informazioni, spontaneamente rese disponibili dal popolo sulla rete, cercare, con le sofisticate tecniche di marketing disponibili, di influenzarne scelte politiche. Questo porta a temere che anche in una società formalmente liberale possano esistere forme di etero direzione, così come avviene nel campo della finanza in cui soggetti con enormi capacità finanziarie sono in grado di condizionare dall’esterno nazioni intere (I mercati insegneranno agli Italiani come votare !). Il combinato disposto della potenza della comunicazione di massa unita a quella finanziaria può vanificare l’aspirazione Liberale  che il singolo individuo abbia una posizione centrale nella società contro quella opposta della Sinistra ex Marxista (ma sempre poco ex nelle pratiche e visioni) che invece la assegna alla Società, questo moloch di vaga definizione!

Si potrà arrivare all’assurdo che l’utopico mondo marxista diretto dall’alto da illuminate guide, sia realizzato grazie al mondo liberal-capitalistico ove alcuni soggetti, non eletti, ma autoproclamatosi grazie agli strumenti di cui sopra, leader mondiali guidino un mondo di omologati consumatori sia di prodotti che di idee politically correct. Non è un caso che in questi situazioni di crisi sanitaria globale come quella attuale pontifichino soggetti come Bill Gates o Soros. La sinistra, da sempre con l’accattivante etichetta  di “progressista”, è in realtà la più bieca “conservatrice”, ma non della tradizione o della identità di un popolo ma delle posizioni di potere acquisito. Grazie alla alleanza fra questa sinistra, che da sempre aspira a guidare ed educare il popolo, ed i grandi gruppi di potere che sanno ben usare gli strumenti del marketing ideologico ed economico/finanziario si potrà realizzare quell’ordine mondiale di cui, la Cina, nel suo piccolo (!), è un terribile esempio.