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Caro Porro, ho avuto il Covid a novembre ma mi hanno vaccinato

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Caro Nicola,

oggi ho ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer (l’unico disponibile in Italia per ora), nonostante sia guarito dal Covid a metà novembre. Questa è la prima curiosità: non ci sono indicazioni regionali o nazionali riguardo i vaccini per chi già ha avuto la malattia. Vaccinarli per ultimi o in base al tempo passato dalla guarigione o in base all’età. Niente di niente. Decine di “task force” per non riuscire a concepire delle linee guida.

E a proposito di linee guida… a distanza di 10 mesi dall’inizio dell’emergenza non esistono delle indicazioni partorite dall’Iss, dal Cts o chicchessia riguardo al trattamento dei pazienti Covid. Le Usca? Navigano a vista. Così come tutta la medicina territoriale. Questo, secondo il mio pensiero, ma condiviso anche da molti colleghi giovani e meno giovani, ha contribuito a renderci il paese con la mortalità da Covid più alta: la presa in carico tardiva dei pazienti, quando ormai la situazione clinica era già critica. Tra gli innumerevoli errori di questo governo uno dei più imperdonabili è stata l’assenza di informazione valida.

È vero, si sapeva e si sa poco della malattia, ma alcuni principi di igiene e prevenzione sono validi per tutte le malattia infettive. Si è creato un clima del terrore, come giustamente denunci spesso, perché le persone vengono trattate come bestie emotive più che come esseri senzienti. [Ma lo sanno bene i nostri amici di sinistra: con l’appropriarsi dell’istruzione e della scuola pubblica in Italia hanno appositamente voluto creare generazioni di lobotomizzati.] “Il virus si trasmette per contatto!” e via tutti di guanti in nitrile e vinile, ottenendo che la gente metteva i guanti, usciva di casa, saliva in macchina, starnutiva, si smoccolava, si stropicciava gli occhi, e poi via al supermercato a fare la spesa.