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Caro Porro, ho visto le truffe: col bonus cultura al concerto del rapper sfigato

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Buonasera Dott. Porro,

sono Riccardo, studente universitario di Economia. Le scrivo a riguardo della possibile abolizione di 18 App, la celeberrima app istituita dal Governo Renzi che garantiva indiscriminatamente a tutti i 18enni italiani un bonus di 500 euro da spendere in attività “culturali”.

Problema di questi bonus (RdC, bonus Renzi, bonus 18 App) è il rischio che vengano trattati come merce di scambio per il voto, già solo per questo non andrebbero bene, ma lascio a voi queste considerazioni.

Mi vorrei invece soffermare su altro, su qualcosa di cui probabilmente voi adulti non siete a conoscenza.

Al tempo ero ancora uno studente liceale e ricordo benissimo la felicità mia e dei miei coetanei nell’apprendere dell’istituzione di questo bonus. Che i soldi del bonus potevano essere spesi in tantissime attività; attività che però di culturale avevano ben poco. Cito a memoria le cose che si potevano fare e che ho personalmente acquistato con quel bonus: biglietto per andare al cinema (per vedere qualsiasi tipo di film), concerti (o live) di qualsiasi tipo di cantante, cd e libri di qualsiasi tipo.

Alcuni miei amici, pensi, riuscirono addirittura a pagare l’abbonamento di Spotify in anticipo per i 5 anni successivi.

Quindi, con quei soldi, un diciottenne poteva tranquillamente comprarsi una Divina Commedia oppure comprare un libro, per rimanere attuali, di Soumahoro, andare al concerto di qualche rapper sfigato che cantava di droga e gioielli oppure potevi acquistare un biglietto di un concerto del compianto Morricone.

Ricordo anche che altri miei conoscenti vennero contattati da persone che in cambio del bonus (500 euro) ti bonificavano sul conto corrente 300 euro liquidi con i quali eri poi libero di fare quello che ti pareva.

Da quel che sapevo, queste persone tramite i social network facevano man bassa di bonus 18 app, non oso immaginare i guadagni fatti alle spalle dello Stato. Sarebbe forse il caso che le risorse dello Stato vengano investite in progetti sensati e ragionati, con dietro una visione di lungo periodo, e che i soldi dei cittadini non vengano dilapidati in cavolate di questo genere.

Unica nota positiva la possibilità di poter comprare i libri scolastici e universitari.

Dite al senatore di Rignano che l’operazione “cultura” è stata una Caporetto. Spero quindi che questa lettera venga letta dai sostenitori del bonus e che possano uscire dalla caverna e aprire finalmente gli occhi.

Un saluto

Riccardo Picone, 12 dicembre 2022