La posta dei lettori

Caro Porro, il prof Schettini mi sta sulle balle. Ma ha detto una verità (liberale) sulla scuola

Il fisico youtuber e l'ospitata a Sanremo tra le polemiche su contenuti culturali "da mettere sul mercato". Noi lo difendiamo

Vincenzo Schettini Il prof Youtuber
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Caro Porro, chi ti scrive è uno “zuppista” della prima ora. Lascio perdere i convenevoli, ma ti sono realmente grato per il servizio che rendi ogni giorno: essere zuppisti è uno state of mind, un esercizio quotidiano di apertura mentale che, con la mole di contenuti che produci, è diventato quasi un secondo lavoro. Ma ne vale la pena!

Ti scrivo perché vorrei sottoporti una riflessione sulla “shitstorm” (licenza millennial 39enne, permettimelo) che ha travolto Vincenzo Schettini, il prof Youtuber.

Premessa doverosa: il personaggio mi è sempre stato sulle palle. Non digerisco quel suo entusiasmo perennemente ostentato, quel sorriso che trovo forzato e quel politically correct sull’inclusività che ormai ha stufato. Per non parlare del ciuffo da bimbominkia (aridaje con sto millennial) e della spettacolarizzazione della cattedra.

Eppure, bisogna dargli atto di un enorme merito: Schettini ha intercettato, prima di tanti altri, il linguaggio dei nuovi studenti. È stato un visionario in una platea di mummie. In una scuola italiana ferma a cinquant’anni fa, spesso ridotta a un centro di indottrinamento statalista e anticapitalista, Schettini ha rotto il sistema.
Il punto di rottura è arrivato con una sua recente intervista (qui sotto il video).

Schettini ha fatto un ragionamento moderno, quasi banale nella sua logica liberale: ha detto che l’insegnamento cambierà, che i docenti saranno professionisti anche part-time e che i loro contenuti culturali, se di valore, possono e devono poter essere venduti sul mercato. Apriti cielo. Per un liberale, sentire parlare di un sapere non più sussidiato esclusivamente dallo Stato spendaccione, ma validato dal mercato, è come volare sognando il sistema tra nuvole a forma dei voucher del mitico Milton Friedman.

Ma la verità, si sa, offende. Il “giornale manettaro” per eccellenza (che evito di citare per non alimentare la loro nota propensione alla querela facile) ha scatenato una polemica… selvaggia! Sono spuntate denunce di ex alunni su presunti voti di scambio in cambio di visualizzazioni (che poi, fosse anche vero, sarebbe solo un modo creativo per spingere i ragazzi a seguire la lezione) e colleghi pronti a infangarlo. Colleghi che magari lavorano in istituti che hanno visto impennare le iscrizioni proprio grazie alla visibilità mediatica di Schettini.
La rete, meravigliosa rete, è questa: ti dà una visibilità esagerata e un attimo dopo ti getta nel fango. È il prezzo del successo, bellezza!

Torno al punto: Schettini continua a non starmi simpatico, ma proprio per questo lo difendo. Da liberale e libertario, difendo il principio. Lo abbiamo fatto con la Ferragni, lo abbiamo fatto con Sala (che considero il peggior sindaco di Milano): il garantismo e la libertà economica valgono per gli amici, ma soprattutto per i “nemici”. È il garantismo…sacro garantismo!

Abbasso la scuola vecchia, statalista e polverosa. Viva il merito, viva il mercato e, per quanto mi costi dirlo… viva Schettini.
VIVA LA LIBERTÀ!

Angelo Margarito, 27 febbraio 2026

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