Caro Porro,
la sinistra ha un problema di posizionamento quando il gioco si fa duro perché non riesce a cavalcare i cambiamenti che auspica, i movimenti che accende direttamente o indirettamente e soprattutto non riesce a interpretare bene le svolte del paese. Insomma la sinistra italiana riesce solo a muoversi sul piano dello status quo e quando la realtà richiede spostamenti diversi, non ce la fa a superare gli schemi, anche se assurdi e incomprensibili dai cittadini, anche di quelli che sono sempre stati ligi alla lieta novella.
Errori che continuano a perpetrarsi nel tempo senza aver dato al paese un minimo segnale di discontinuità solo e soltanto “foglie di fico” e mai riforme e cambiamenti per poter dire agli italiani “ora siamo diversi”. Sono orgogliosi del niente e la convinzione è sempre la stessa: “Essere da sempre dalla parte giusta”! Essere orgogliosi e convinti però non significa essere autorevoli e se la persona comune, non ideologizzata dai soliti lavaggi di cervello non ti riconosce meriti, resta ovviamente indifferente ai richiami delle Sibille. Continuano a sostenere di essere maggioranza nel paese ed essere alternativi a quelli di cui il paese vuole liberarsi. Ma è veramente così?
L’ideale sarebbe stato rinnovarsi realmente, aggiornarsi, entrare in sintonia con cosa succede al di fuori dei circoli della sinistra o meglio dei circoli di Madame Verdurin che tendono mostruosamente a non vedere cosa succede “là fuori” convinti come sono che il “loro mondo” sia il “mondo intero”. Si è invece scelto di fare il contrario, cioè di dire a tutti “siamo noi, sempre più noi, non cambieremo mai”.
È un problema di interpretazione, di comportamenti e soprattutto, è un problema di narrazione e la narrazione è fatta di contenuti e di atti simbolici, di forma, ma non di sostanza. La sinistra italiana composta non solo dalla componente politica oggi è connotata da sentimenti di odio, arroganza, violenza verbale e fisica con una totale incapacità ad accettare il responso delle urne quando non corrisponde al proprio sentire. La proverbiale e sistematica capacità di stravolgere la realtà e darla in pasto all’opinione pubblica è la cartina di tornasole di quello che è sempre accaduto quando si trovano nelle condizioni di non poter gestire il potere.
Massimo Micheli, 21 settembre 2025
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