Sul piano umano non posso che esprimere la massima solidarietà per Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due rapinatori e ferito un terzo. Tuttavia, avendo visto e rivisto il filmato, posso solo dire che, considerando anche l’attuale contesto sociale, forse la Cassazione avrebbe potuto ulteriormente alleggerire la pena, anziché confermare i 14 anni e 9 mesi di reclusione. Ma sta di fatto che le immagini non lasciano molto spazio a ricostruzioni benevole.
Personalmente ho avuto la netta sensazione che il commerciante, in precedenza vittima di altre numerose rapine, sia stato preda di un prolungato eccesso di rabbia. Una rabbia incontrollata e probabilmente accumulatasi nel tempo che, per come la vogliamo mettere, lo ha portato a trasformarsi in uno spietato giustiziere. E proprio un tale, prolungato stato di alterazione, certamente scaturito dall’azione criminale dei tre rapinatori, sembra averlo condotto ben oltre i limiti della legittima difesa.
D’altro canto, sebbene la legislazione sulla legittima difesa sia stata migliorata in favore delle persone aggredite, con il concetto di proporzionalità oggi ancorato alla percezione soggettiva di chi tale aggressione subisce, non può passare il concetto che tale percezione, una volta che il pericolo sia effettivamente cessato con la fuga dell’aggressore/aggressori, possa legittimare una reazione mortale ben oltre questo ragionevole paletto.
In questo senso, anche se già immagino gli improperi che riceverò per questa mia presa di posizione, sono convinto che persino gran parte dei più feroci sostenitori di questa forma di giustizia fai da te, nel caso si trovassero ad affrontare la disgraziata situazione vissuta dal povero Roggero, ci penserebbero due volte a rovinare l’esistenza sua e della propria famiglia agendo nel modo del tutto insensato del gioielliere di Grinzane Cavour.
Una condotta insensata, ribadisco, che trova un fondamento in un accumulo di esasperazione per le molteplici rapine subite, ma in uno Stato di diritto essa deve trovare una risposta adeguata. Risposta che magari avrebbe potuto essere più comprensiva, ma non certo fino alla completa assoluzione.
Claudio Romiti, 16 luglio 2026
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