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Caro Porro, le mascherine restano. Ed è anche colpa vostra

Un lettore mi scrive per sfogarsi contro Speranza e il governo

mascherina covid

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Gentilissimo Dott. Porro,
siamo oramai a maggio 2022 (oltre due anni dall’inizio della pandemia) e dobbiamo ancora indossare le mascherine, ultimi in Europa ad avere un attegiamento del genere nei confronti del virus. Solo la settimana scorsa il ministro Speranza è riuscito con un colpo di coda a prolungare l’utilizzo di questo dispositivo per altri 45 giorni in molteplici situazioni.

Indipendentemente dall’essere d’accordo o meno con questo provvedimento sembra che nessuno si sia posto una semplice domanda per giudicare questo provvedimento: cosa si aspetta che accada nei prossimi 45 giorni il ministro Speranza? Si aspetta che il virus magicamente scompaia? Improbabile a detta degli esperti. Si aspetta che venga rilasciato sul mercato un vaccino che finalmente impedisca la propagazione del virus oltre a proteggere i singoli individui dalla malattia grave?

Anche ammesso che questo accada non basterebbero certo 45 giorni per inoculare tutta la popolazione italiana (per non parlare di quella mondiale) chissà poi con quante dosi
si aspetta che i contagi aumentino di modo da poter prolungare ulteriormente questa misura restrittiva magari riesumando il lasciapassare o le zone colorate (idea geniale alla vigilia delle vacanze estive)? Questo è di gran lunga lo scenario più probabile, ma porge il fianco alla più importante delle domande che andrebbero poste al nostro ministro della Salute o al nostro Primo ministro: qual’è la exit strategy che il governo italiano intende adottare? Quale obiettivo intende perseguire: Covid-Zero, occupazione delle risorse del sistema sanitario?

Questa domanda a mio modestissimo parere andava fatta molti mesi fa, addirittura allo scorso Governo ma sembra che nessuno si sia interessato a farla forse per paura della risposta o delle conseguenze. Perchè a seconda della risposta si potrebbe scatenare una feroce contestazione nei confronti del ministro e del governo. Capisco che anche voi giornalisti “teniate famiglia” ma forse noi cittadini meriteremmo una rappresentanza un po più “cazzuta” (mi permetta l’uso del francesismo).