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Caro Porro, multano me e non gli spacciatori

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Buonasera direttore,

sono un onesto cittadino di Genova. Cercherò di essere breve. Vorrei raccontare la triste storia e purtroppo realtà che noi onesti cittadini stiamo vivendo. In breve, esco da un panificio nel centro storico di Genova, mi abbasso la mascherina per poter prendere un po’ di ossigeno, mi strofino la faccia per riprendermi, probabilmente faccio qualche passo con mascherina abbassata, ma poi la rimetto.

Proseguo la mia strada e 50 metri dopo mi fermano ben quattro vigili urbani per chiedermi documenti. Penso ad un semplice controllo e non presto attenzione a ciò che sta succedendo.

L’agente mi restituisce i documenti con una multa da 400 euro. Ovviamente rimango scioccato… ma la cosa che mi fa vergognare di essere italiano è un’altra: dietro di me passano tre persone ubriache, probabilmente spacciatori, dato che lo spaccio regna sovrano nel centro storico. Faccio notare all’agente…e la risposta è devastante: “Bere è consentito”.

Non mi voglio dilungare e farle perdere altro tempo ma penso che questo sia lo specchio di quello che succede in Italia. Non contesto la multa, pagherò perché sono un onesto cittadino che paga le tasse e le pagherà sempre. In cambio però vorrei una sanità che funziona, una scuola che fa crescere i nostri figli. Ma voglio essere anche tutelato dalle forze dell’ordine e non essere trattato come un delinquente e accerchiato da quattro agenti di polizia.

Mattia De Ferrari, un cittadino di Genova che sogna per i propri figli un futuro lontano dall’Italia, 26 dicembre 2020