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Caro Porro, non ho il green pass e non mi assume nessuno

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Buonasera dott. Porro
sono Federica e le scrivo in merito a un fatto che mi è accaduto ieri. Sono stata contattata da una società per un’offerta di lavoro a cui mi ero candidata tramite Indeed. In fase di colloquio telefonico tutto procedeva per il meglio, ma quando ho risposto alla domanda “signora lei ha il green pass?” dicendo “sì ho il green pass con i tamponi molecolari ogni 48 ore”, l’impiegata ha bruscamente bloccato il colloquio dicendo: “La società assume solo persone vaccinate, il green pass ottenuto con tamponi molecolari per loro noi non è valido”.

Inutile ogni mia spiegazione “umiliata e discriminata” e la signora non mi ha voluto mettere in contatto con un responsabile ne fornirmi il suo proprio nome e nemmeno ripetere il nome della società che rappresentava attaccando bruscamente il telefono. Ferita, mortificata, discriminata in maniera palese in quanto il governo, a differenza di questa società, considera il green pass ottenuto con tamponi allo stesso modo di quello ottenuto tramite vaccini e non obbligandomi a sottopormi a vaccinazioni. Dopo alcuni minuti di ricerche ho trovato il nome della società, indirizzo e recapiti. Il risultato non è cambiato: il centralino fa da barriera e impedisce contatto con i responsabili. Gli intimo che andrò a fare formale denuncia e mi forniscono una mail a cui scrivere, sperando in un loro contatto successivo. Come può immaginare, nessuna risposta ad ora.

Dott. Porro mi chiedo come sia possibile manifestare impunemente tutta questa palese discriminazione. È come se dicessero “la nostra società assume solo bianchi, i neri anche se umani sono diversi e non li accettiamo, non hanno diritto al lavoro”. Un altro piccolo particolare: la società che mi ha contattato si potrebbe pensare abbia molto a cuore la salute delle persone vero? Peccato che il lavoro consisteva nel promuovere tabacchi che, se non sbaglio, “nuocciono gravemente alla salute”. È chiara quindi l’ipocrisia in questa storia.

Il risultato finale è che nonostante mi sarei assunta l’onere economico dei tamponi, io e immagino a chissà quante altre persone viene negato il diritto al lavoro. Comunque ho provveduto a denunciare l’accaduto alle autorità competenti ma credo non possa sortire grandi risultati se tutti insieme non facciamo valere i nostri diritti. Sicura che leggerà questo mio messaggio, spero possa fornirmi una sua opinione e darmi qualche consiglio.
Grazie

Federica Lezza