La posta dei lettori

Caro Porro, nonna Leonora è morta sola

La posta dei lettori

Caro Porro,

volevo informarla, vista l’umanità mostrata nel pubblicare la lettera su Leonora, l’inerme anziana ricoverata in una post acuzie a cui era impedito di vedere le figlie, che la donna è morta. Ieri. Senza aver più potuto riabbracciarle. Da sola. Penso che questo basti. L’assurdo, l’orrore, può essere solo seguito dal silenzio, Lo scandalo è il deserto.

La vicenda

E credo, anche se si tratta di una sola persona, di una donna anziana, colpita da una forma ormai severa di demenza (ma quando è stata portata lì aveva lunghi momenti di lucidità, ed era ancora un punto di riferimento affettivo per le sue figlie, capace di spiegare una tremula ala protettrice, sempre più ripiegata, ma ancora ostinata) che la modalità di questa, e di simili morti, ci ferisca, ci deturpi e diminuisca tutti. Perché l’abbiamo permesso. Abbiamo permesso che più di cinquant’anni di maternità non valessero il credito di un abbraccio, di uno sguardo di addio, di una promessa di continuità d’amore. Abbiamo accettato che in nome di non ben precisate prescrizioni governative, chi ci ha messo al mondo, dal mondo se ne vada da solo.

E come questo sia potuto accadere, nell’anno del Signore 2020, mi fa pensare che dal 1348 o dal 1621, le due pesti magistralmente descritte dai nostri grandi, non sia mutato nulla, che a grattare sotto questo sottilissimo strato di civiltà, di norme, idee, filosofie, religioni, ci sia ancora la bestia antica che se terrorizzata, attacca, per istinto di conservazione, o fugge. Ecco, abbiamo aggredito la parte più debole della società, sotto la stretta di un allarmismo che molti esperti fuori dal coro credono pilotato, eccessivo, di ordine più politico che sanitario.

Le circostanze della morte di questa signora non starò a descriverle. Le dico solo che, ad accorgersi che era spirata, è stato l’uomo delle pulizie. Un po’ spiazzante, spaesante, come cosa, non trova? Ha presente come termina La metamorfosi di Kafka, quando i resti di Gregor vengono spazzati via dalla cameriera? Ecco, non sono più persone, con dignità, diritti, sono poveri resti da compostare velocemente, nel silenzio. Questa era la protezione che le era stata accordata. Per questo era stato impedito alle figlie di entrare. E sì che hanno discusso, litigato, minacciato, chiamato avvocati. Niente. Per questo.

Se ne è andata senza che nessuno accorresse. E poi la farsa dei responsabili che, forse a decesso già avvenuto, hanno chiamato le figlie avvertendole che la madre si era aggravata, sì, ma niente di trascendentale, ci risentiamo lunedì, la loro corsa ostinata alla clinica, e, dopo appena un’ora dalla telefonata, l’annuncio, alle poverette che stazionavano ancora una volta dietro quella porta che non si era mai aperta a nessuna compassione, da parte di un’infermiera, con lo stesso tono di un corriere che recapita un pacco:letto 7?

Quello che non torna

Ma è appena deceduta. Come è possibile che una donna con fibrillazione atriale, denutrita – era magrissima, magrissima – non sia stata immediatamente monitorata, se si era aggravata? E come può passare una mezz’ora tra notizie rassicuranti (no, è peggiorata, ma tutto sommato non è in pericolo, a lunedì) e il decesso? E la sedazione (a una donna con problemi di cuore e affetta da asma), l’immobilità coatta, la solitudine infinita, spaesata, quando non c’è un motivo per aggrapparsi alla vita, sarebbero state misure volte a salvaguardarla? E mo’ che è morta, mi bardate, mascherina, suole di plastica, e me la fate vedere? Ora non infetto l’ospedale? Ora non rischio di ammazzarla, tanto l’avete…Ora che non serve più, che lo strazio è stato inflitto?

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