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Caro Porro, pazzesco: mi fanno restituire l’indennità Covid

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Ciao Nicola,

mi chiamo Vanessa Frosio, ho 26 anni e sono consulente finanziario. Scrivo tramite questo canale sperando che tu riesca a leggere questo messaggio. Ti stimo moltissimo come professionista e ti seguo sempre con piacere, proprio per questo motivo ho pensato di rivolgermi a te per dar voce a quanto mi è accaduto nei giorni scorsi.

Io sono una giovane partita Iva che a marzo e ad aprile dello scorso anno ha ricevuto la famosa e “lauta” indennità Covid-19 di 600 euro (totale 1.200 euro). Ebbene, dopo un anno, mi è stata recapitata una raccomandata Inps la quale mi invita (come se fossi una delinquente) a restituire “somme percepite indebitamente“, ossia i 1.200 euro, entro 30 giorni e senza alcuna spiegazione.
Faccio presente che la mia categoria di professionisti rientrava logicamente in quelle da indennizzare dunque potrai sicuramente immaginare il colpo che mi è preso quando ho aperto la lettera.

Non sono stata ovviamente con le mani in mano e ho contattato subito Anasf, l’associazione dei consulenti finanziari per chiedere verifiche e una tutela ma ad oggi non ho ancora ottenuto risposta.
Sono andata allora alla ricerca di qualche informazione e ho scoperto la motivazione della richiesta di sostituzione di questa indennità. “Sono assessore comunale” di un comune di meno di 1500 anime. Mi sono veramente cadute le braccia…Non so se sai, ma questo te lo posso dire io, un assessore di un comune così piccolo percepisce una percentuale dell’indennità del sindaco e nel mio caso, non mi vergogno a dirlo, la mia indennità di carica ammonta a 1774,71 euro netti all’anno corrisposti semestralmente a giugno e a dicembre.

Caro Nicola, ti sembra corretto farmi restituire questa indennità solo perché percepisco spiccioli “sicuri e certi” vista la mia super carica politica? Io ricopro questa carica dal 2014 (ero molto giovane) perché mi sono sempre stati a cuore i cittadini e sono una persona che non ha mai perso l’occasione per mettersi in prima linea ad aiutare gli altri. Ovviamente non lo faccio per soldi perché il tempo e le forze che impiego per svolgere questo ruolo solo io li conosco. Inutile dirti che sono fortemente rammaricata.

Nei mesi scorsi i sindaci, assessori e consiglieri d’Italia sono stati a maggior ragione impegnati per contrastare la pandemia, abbiamo messo in campo molte misure a sostegno dei nostri cittadini e onestamente non pensavo di essere gratificata in questo modo. Mi sento beffata, ora capisco perché sono sempre più difficili da reperire persone, come noi amministratori, che vogliono impegnarsi per il bene comune e per il nostro paese! Andando a leggere numerosi articoli ho scoperto che tutto ciò è nato da quel famoso scandalo agostano delle indennità percepite da alcuni parlamentari.