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Caro Porro, replico al lettore sulla Sardegna

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Continua lo scambio epistolare tra i due commensali sardi che in questi giorni hanno espresso le loro opinioni su questo sito in merito alla zona bianca in Sardegna.

Carissimo giovane amico,

tutto quel che asserisci non fa altro che confermare ciò che ho precisato. La zona bianca in Sardegna, isola che rispetto ad altre zone italiane ha sempre avuto pochi contagi, di fatto è una zona giallina pallida. Il coprifuoco alle 23.30 è una misura coercitiva inutile esattamente come quello delle 22 (uno dei più lunghi d’Europa) e la zona bianca come da decreto del 16 gennaio non lo prevedeva affatto.

Chi troppo vuole nulla stringe come dici è vero, per esempio a stringere ancora la cinghia e le funi al collo sono tra l’altro i proprietari di palestre, piscine, centri sportivi totalmente chiusi da questa ordinanza. L’isola ha una grande fortuna, quella di essere isola. Essere isola dovrebbe essere una ricchezza, un’opportunità di controllare meglio porti e aeroporti, di convivere con una malattia adottando strategie giuste. Sicurezza non significa vessare i cittadini oltre ogni ragionevolezza. C’è anche chi si lamenta, purtroppo sono tanti, che non vorrebbe la zona bianca ma vorrebbe “chiudere oggi per aprire…” come era la favoletta, il mantra della prudenza?

Vedi caro amico, io sono solo un giovane-vecchio ma i giovani che conosco io hanno voglia di vivere, di studiare, di condividere e di certo non si accontentano. Certamente alla base di questi provvedimenti vi è un prudenza eccessiva. Meglio le file alle poste? Meglio fare i rave party nelle strade oppure aprire i locali contingentati (che brutta parola), sanificati e regolamentati? La mia non è una polemica verso di te. Magari sarai contento se questo coprifuoco sarà la regola anche in estate così ci salveremo tutti. Non ti biasimo e capisco la tua paura ma bisogna vivere con la paura di morire? Evviva i giovani sempre e comunque. “Chi cammina talvolta cade. Solo chi sta seduto non cade mai.” Sandro Pertini

Cordialità

Alisandru Sanna, 4 marzo 2021