La posta dei lettori

Caro Porro, siamo al paradosso: perché ai fuori sede non è permesso votare?

Si avvicina la data per il referendum. Ma studenti e lavoratori sono costretti a tornare nel loro Comune di residenza. Eppure basterebbe poco

Referendum Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Caro Porro,
seguo tutte le Sue trasmissioni televisive e la stimo profondamente per la sua competenza ed onestà intellettuale. Vorrei porre alla Sua cortese attenzione la questione relativa al voto dei Fuori Sede, ovvero delle persone, lavoratori e studenti, che non sono domiciliate nel proprio comune di residenza.

Ebbene, alla platea dei Fuori Sede non è data la possibilità di votare al prossimo referendum sulla giustizia; non tutti, per svariati motivi, hanno la possibilità di tornare nel proprio Comune di residenza nei giorni del referendum e, di conseguenza, hanno hanno la possibilità, pur volendolo fortemente, di esercitare il proprio diritto di voto; non sono messe nelle condizioni di poterlo fare.

Considerato che, ad ogni tornata elettorale, nelle discussioni che si susseguono al voto, ci si lamenta sempre della bassa affluenza, mi domando e Le domando: “Perché non si fa nulla per agevolare le persone a recarsi alle urne, consentendo anche ai Fuori Sede, tutti, indipendentemente dalla categoria di appartenenza (studenti, lavoratori e quant’altro) di andare a votare nel proprio Comune di domicilio?”.  Non credo sia così complicato dal punto di vista organizzativo, specie per il referendum ove vi è un unico quesito che è sempre lo stesso ovunque ci si trovi a votare (Nord, Centro e Sud).

Agli Italiani all’Estero è sempre consentito di votare, per cui non vedo perché non si possa fare anche con i Fuori Sede che vivono in Italia. Francamente, mi sembra un paradosso.

Sono molto meravigliato, in negativo, che non si parli mai di questa questione, salvo poi lamentarsi a posteriori, in generale, della bassa affluenza scaricando il motivo sugli elettori che sono disaffezionati alla politica. Molti andrebbero a votare, ma non sono messi nelle condizioni di poterlo fare.

Vorrei un Suo parere in merito e, se possibile, di dibattere della questione con i politici ospiti delle Sue trasmissioni affinché dalle prossime elezioni sia possibile consentire di votare al di fuori del proprio comune di residenza.

Grazie per la cortese attenzione.

Maurizio Bove, 18 marzo 2026

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