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Caro Porro, sulle sovvenzioni a Ryanair ti sbagli (e ti spiego perché)

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Caro Porro,

ho sentito nei giorni scorsi la sua contrarietà alle sovvenzioni pubbliche a Ryanair.

Sono un appassionato del viaggio a tutto tondo. Non solo viaggiatore, ma anche appassionato di tutte le dinamiche, leggo le riviste del settore, frequentavo le fiere del turismo. Secoli fa O’Leary, il boss di Ryan dichiarò : “Noi non vendiamo biglietti aerei a passeggeri, ma passeggeri ad aeroporti”.

Allora esattamente tutti più o meno sapevano che volesse 3€ a passeggero.

A Verona voleva dire avere un aeroporto pieno invece della miseria attuale, pieno di turisti, che i 3€ di investimento sicuramente li lasciano già in aeroporto al ritorno, visto che una bottiglia d’acqua e qualcosa da mangiare dovrai prenderlo visto che Ryanair non ha pasti gratis, figuriamoci poi in hotel, taxi, ristoranti, visite turistiche.

Non credo esista investimento migliore.

E non si può invocare la par condicio verso le compagnie di bandiera, che non fanno tratte point to point, ma usano questi piccoli aeroporti solo come feederaggio verso i loro hub per i voli intercontinentali (quello su cui ci si guadagna oltre al point to point da low cost, motivo per cui un’Alitalia che fa una via di mezzo è destinata al passivo); e quindi non fanno in nessun modo l’interesse dei territori raggiunti, del loro turismo, ecc ecc.

Sono rimasto sorpreso considerato che è molto liberale, al contrario mio.

Alla prossima zuppa.

Vanes

(da Bologna, città che è passata da morta con zero turisti ad una città invasa dai turisti, con decine di nuove attività aperte, grazie a Ryanair, o se preferisce grazie all’investimento di pochi euro a persona effettivamente atterrata, quindi in modo meritocratico….)