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Caso Willy, una società decadente e senza valori

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L’indomani di una tragedia come l’uccisione di Willy a Colleferro, è il momento del dolore in cui chiedersi come sia potuto accadere un fatto del genere e come possa un gruppo di persone a macchiarsi di un omicidio con una violenza e una brutalità inaudita, per giunta nei confronti di un giovane la cui unica colpa era quella di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

Occorre fare un passo indietro nella vita di tutti i giorni del branco e domandarsi in quale momento si è superato il punto di non ritorno in cui comportamenti, atteggiamenti e modi di fare violenti, intimidatori, arroganti sono diventati non solo leciti ma sono stati addirittura sdoganati entrando a far parte della normalità. Sembra che nei paesi limitrofi a Colleferro si conoscessero le abitudini del gruppo degli omicidi, solo poche settimane fa uno di loro aveva mandato al pronto soccorso un vigile, colpevole di avergli ricordato di indossare la mascherina. Pare si fossero macchiati di altri comportamenti violenti, addirittura che esercitassero strozzinaggio e micro estorsioni e che fossero coinvolti nello spaccio.

Non ci si può perciò limitare ad analisi fuorvianti che attribuiscono la colpa del pestaggio mortale alle arti marziali o alla Mma né avvallare la posizione di chi vorrebbe “bandire certe discipline ‘marziali’ e chiudere relative palestre”, sarebbe come vietare l’utilizzo delle automobili perché avvengono gli omicidi stradali.

Il problema è in realtà più profondo e non riguarda, come altri vorrebbero farci credere, l’appartenenza politica. Neanche di fronte una tragedia del genere sono mancati pseudo commentatori che hanno speculato per fare squallida propaganda tirando in mezzo la destra, Salvini, la Meloni.
Il nodo della questione è il modello di società che abbiamo costruito che non sa nemmeno più rispettare la morte rimanendo in silenzio di fronte all’omicidio di un giovane innocente ma la utilizza per secondi fini politici.

Una società in cui il fenotipo dell’uomo che ha ucciso il giovane Willy gode nell’ordinario di un’inclusione sociale e di una accettazione in ampia parte della popolazione italiana. L’uomo tutto tatuato, palestrato, arrogante, il macho che ostenta la propria ignoranza facendone un vanto, camicia floreale, pantalone attillato, abbronzatura trecentosessanta cinque giorni l’anno, personaggi che in un contesto sociale normale andrebbero emarginati e considerati delle macchiette ma che diventano un modello, perfetto emblema della decadenza dell’Occidente.

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38 Commenti
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Dario carelli
Dario carelli
15 Settembre 2020 14:11

Centrato in pieno

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Caso Willy, una società decadente e senza valori – Personaltano
13 Settembre 2020 16:54

[…] fonte : https://www.nicolaporro.it/caso-willy-una-societa-decadente-e-senza-valori/ […]

Giacomo
Giacomo
11 Settembre 2020 12:08

Follia quello che leggo in questo articolo ed in tanti commenti. Ma siete impazziti? Quello che sappiamo è che c’è stata una rissa, che è morta una persona e che i sinistrati si sono fiondati sulla faccenda per farne una bandiera, mettendo in mezzo, in maniera totalmente arbitraria, Fascismo, razzismo, odio delle destre ed altri presunti problemi dei quali loro sarebbero la soluzione… e voi abboccate come fessi a questa narrazione? Non sappiamo esattamente quello che è successo, il giudizio deve essere sospeso. I volti dei due fratelli, i loro nomi, persino i nomi dei loro cari sono stati spiattellati dappertutto, e se fossero innocenti, come dicono? È o non è una possibilità? Non notate forse che è un po’ improbabile che, come dicono, quattro persone, di cui almeno due armadi a due ante ed esperti di arti marziali come i due fratelli, picchino furentemente per 20 minuti una persona di cinquanta chili in mezzo alla strada? Cosa sarebbe rimasto di quell’esile figura, un uomo o un ammasso di carne irriconoscibile? Quanto bisogna essere spietati per fare una cosa del genere? Quanto è probabile che tutto il mondo si sia girato dall’altra parte mentre accadeva? Le esagerazioni sono palesi, la strumentalizzazione evidente e voi siete l’obiettivo di questa strumentalizzazione. È per togliere domani la voce a voi che adesso si… Leggi il resto »

gianluca
gianluca
10 Settembre 2020 15:24

Il Pol Pot pseudoconservative che ha scritto il pezzo dovrebbe accettare l’idea che ognuno vive la propria vita come gli pare col solo limite della libertà altrui di fare lo stesso.

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Ferragni, Baby K e il marketing dell’antifascismo | GiornalediRimini.com
10 Settembre 2020 11:48

[…] silenzio e rispetto per il dolore dei familiari, da una parte, e poi una riflessione più generale, come scriveva Francesco Giubilei su queste pagine, sui valori e i modelli estetici e comportamentali predominanti nella nostra società, sull’ethos […]

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Ferragni, Baby K e il marketing dell’antifascismo | GiornaledelRubicone.com
10 Settembre 2020 11:45

[…] silenzio e rispetto per il dolore dei familiari, da una parte, e poi una riflessione più generale, come scriveva Francesco Giubilei su queste pagine, sui valori e i modelli estetici e comportamentali predominanti nella nostra società, sull’ethos […]

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Ferragni, Baby K e il marketing dell’antifascismo | Giornale di Cesena
10 Settembre 2020 11:23

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Ferragni, Baby K e il marketing dell’antifascismo - Corrado Ocone
10 Settembre 2020 9:00

[…] silenzio e rispetto per il dolore dei familiari, da una parte, e poi una riflessione più generale, come scriveva Francesco Giubilei su queste pagine, sui valori e i modelli estetici e comportamentali predominanti nella nostra società, sull’ethos […]