in

Una scarica elettrica per renderci pro accoglienza

L’Aktion T4 è il nome convenzionale con cui gli storici chiamano il Programma nazista di eutanasia che, sotto responsabilità medica, prevedeva nella Germania hitleriana la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e da portatori di handicap mentali. Cioè delle cosiddette “vite indegne di essere vissute”. La ricerca dell’uomo perfetto è sempre stata la prerogativa di tutte le dittature, di destra o di sinistra, atte a perseguire l’eliminazione di chi, secondo il regime, era un peso per la nazione. Modus operandi tipico del regime nazista o fascista, oppure di quelli comunisti con i Laogai, i famigerati campi di rieducazione cinesi, o con i Gulag sovietici. Metodi diversi per raggiungere lo stesso fine.

Vi chiederete perché alla fine estate del 2019 stia scrivendo di cose che dovrebbero essere relegate nel capitolo degli orrori di tutti i libri di storia, la risposta è semplice: troppi sono i segnali che qualcosa si stia nuovamente muovendo, anche se con mezzi moderni ed estremamente tecnologici, verso lo stesso fine. Cioè creare l’uomo perfetto che pensi in maniera corretta secondo degli standard condivisi da chi ne sa di più.

Sui mezzi di comunicazione, giornali o televisioni, ma anche durante seminari di giornalismo e comunicazione, ho sentito più volte ripetere che in futuro bisognerebbe dare la possibilità di votare solamente a coloro che hanno una certa cultura o titolo di studio, perché i più ignoranti non hanno, secondo alcune “menti eccelse”, una visione di insieme di come si governa il mondo. Ho sentito anche dire, soprattutto dopo il referendum britannico per la Brexit, che le persone anziane, quelle che in maggioranza si sono espressi per staccare la Gran Bretagna dalla palude europea, non dovevano votare perché non avrebbero avuto tanto futuro da vivere, mettendo fine, di fatto, non solo alla democrazia ma anche alla divina provvidenza.

Alcuni mesi fa il quotidiano La Verità di Maurizio Belpietro ha dedicato un articolo a Gilberto Corbellini, dirigente del C.N.R. che in un proprio articolo pubblicato da Wired aveva proposto l’uso della ossitocina (si tratta di un ormone) per rendere gli italiani più inclini all’accoglienza e meno salviniani. Inutile dire che insulti e derisioni hanno subissato la redazione del giornale che però, non aveva poi sbagliato tanto visto che il 16 agosto, con gli italiani in ferie occupati solo a riposarsi, l’Huffingtonpost ha ospitato un articolo blog di Maddalena Marini, ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia intitolato: “La stimolazione cerebrale non invasiva contro pregiudizi e stereotipi sociali”.

La dottoressa Marini nel suo articolo ci dice: “Nel corso degli ultimi decenni, la globalizzazione ha portato a un’intensificazione degli scambi internazionali nella nostra società, favorendo su una scala senza precedenti il crescere dell’economia mondiale e la coesistenza di differenti gruppi socioculturali. Tale processo, però, oltre ad avere certamente aspetti positivi molto rilevanti per l’evoluzione della società moderna come il superamento dei confini spazio-temporali, la velocità e la circolazione delle comunicazioni, e l’arricchimento culturale, ha portato a ripercussioni e scontri a livello sociale dovuti allo scambio culturale tra civiltà e culture molto diverse tra di loro. Infatti, nonostante la nostra società sia ora popolata da individui appartenenti a diverse culture, la nostra mente riflette ancora le tracce di un’eredità evoluzionistica dove gli esseri umani vivevano in piccoli gruppi composti da individui con caratteristiche genetiche e sociali simili tra loro, portandoci tuttora a preferire le persone che sono socialmente e culturalmente “simili a noi” rispetto a quelle che “differiscono da noi”. A conferma di ciò, la ricerca scientifica ha mostrato che la nostra mente contiene stereotipi e pregiudizi che sono legati alle diverse caratteristiche sociali degli individui, quali ad esempio l’etnia, il colore della pelle, il peso, il genere, l’età, l’orientamento sessuale, politico o religioso, la disabilità e la malattia fisica o mentale”.

Diciamo che questa premessa è abbastanza riduttiva della realtà, ma il problema riguarda principalmente l’idea che questa dottoressa vorrebbe realizzare, e qui c’è di che far gelare i polsi: “L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi. In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze. Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento”.

In tutta sostanza la dottoressa Marini vorrebbe indurci a cambiare il nostro comportamento usando stimolazioni cerebrali eseguite con delle procedure non invasive e, secondo lei, sicure. Si tratterebbe soltanto di piccole scariche elettriche o magnetiche a cui il popolo bue dovrebbe sottoporsi per smettere rapidamente di essere razzista, antisemita, islamofobo o altro ancora. Una scarica elettrica e il mondo sarà tutto rose e fiori, peace and love. Ma non è tutto perché nel suo pezzo la dottoressa Marini ci dice anche che: “Per far fronte a questo problema, i ricercatori negli ultimi 20 anni hanno cercato di creare degli interventi che siano in grado di modificare tali stereotipi e pregiudizi. Per esempio, è stato scoperto che è possibile ridurre il pregiudizio etnico/razziale, fornendo delle informazioni che vanno contro lo stesso pregiudizio, come per esempio presentare uno scenario relativo a un’aggressione, in cui un uomo bianco interpreta il ruolo dell’aggressore e un uomo di colore interpreta il ruolo del soccorritore. Questi interventi però, nonostante si siano mostrati efficaci hanno prodotto solo risultati limitati, soprattutto, in termini temporali. I loro effetti infatti non sono più presenti dopo qualche ora o giorno”.

Condividi questo articolo

45 Commenti

Scrivi un commento
  1. Maddalena Marini, ogni convinzione di pensiero va rispettata, ma dal passarla come cura neuroscientifica il passo è lungo.
    In primo luogo lei propone la cura al curatore dell’animale, intendo dire che lei propone la cura ha chi dimostra di avere dei pregiudizi (atteggiamenti ingiusti) verso il mondo circostante che è una parte dell’intelletto.
    Sino ad oggi sono stati i sacerdoti ad insegnarci l’arte “culinaria” del come prostrarsi ai potenti, adesso arriva lei con la cura delle scariche elettriche adottata durante la guerra mondiale per rendere ebeti.
    Gli scienziati, tra i vari aspetti hanno pregiudizi e curiosità verso tutto per progredire nella conoscenza, i quali privati di questi doni perdono le loro capacità.
    Lei sta giocando con quanto nessun scienziato conosce che è il cervello umano e addirittura ha la cura per quanto di ingiusto possa esistere nella parte razionale dell’uomo, il pensiero.
    Lei conosce il cervello nella sua struttura e funzioni e potenzialità? lei si è già sottoposta alla cura? Su quali basi di sperimentazione si basa oltre al periodo nazista?
    La conoscenza umana ha appena sfiorato le proprietà del cervello nelle sue caratteristiche animali e se lei ha iniziato un percorso più profondo ne renda partecipe gli scienziati verso una sinergia globale.
    Le auguro di portare maggiori argomentazioni approfondite alle sue dichiarazioni estremamente pericolose.

  2. No mi scusi, sig. Votto, mi offendo, la prego mi dia del professorone se proprio deve schernire.
    Non voglio sindacare i suoi pregiudizi circa le università, ne sa sicuramente più di me in fatto di stimolazione transcranica e neuroscienze cognitive.
    Essendo la sua cultura superiore alla mia (cosa di cui ne son ben felice) allora mi insegnerà che gli stereotipi e i pregiudizi sono spesso degli errori (bias il termine corretto in inglese, dico bene?) cognitivi, e che pertanto, sia interessante studiarli e provarli addirittura a correggere. Cosa che tentiamo già di fare nella vita quotidiana, altrimenti andremmo allo zoo e non ci avvicineremmo al leone dietro la recinzione, giusto? Lei mi insegna che ci sono pregiudizi che possono salvarci la vita, come appunto non andare ad accarezzare un leone libero nella savana. Ma ci sono anche molti pregiudizi più sbagliati, come pensare che il vino che costa più caro al supermercato è sicuramente un vino più buono. Che se la modella fa la pubblicità dell’acqua oligominerale allora diventerò come lei. Il marketing (un settore che pullula di comitati etici) non usa questi pregiudizi per lavarci il cervello?
    Quello che si vuole dimostrare con questi studi è che ci sono bias anche sociali, e che questi sono dovuti al funzionamento di determinate aree cerebrali. Ora, per capire se questo è vero, la stimolazione di tali aree puo’ transitoriamente cambiare il comportamento o il giudizio. Saprà bene che si parla di differenze minime, coglibili solo con analisi statistiche appropriate e su un grande campione di persone nonché su un gran numero di trial (infatti questi esperimenti sono noiosi!).
    Lei mi insegna che queste tecniche si usano quotidianamente in ricerca ma anche in clinica. Non le dico perché i comitati etici decidono se approvare o meno uno studio, visto che lo sa già, ma lo dirò a chi non lo sa: la ricerca, la scienza, la tecnologia avanza. E tutti vogliamo che sia cosi’ perché ci migliora la qualità della vita. Servono comitati etici per non avallare esperimenti nazisti in cui il sapere progredisce di certo ma a un costo morale ed etico eccezionalmente alto. Quindi o ci fermiamo e torniamo nelle caverne, o avanziamo con una svastica al braccio (i fortunati) e una stella di david (le cavie), altrimenti ringraziamo l’esistenza di leggi e comitati etici. Il sospetto è che anche la firma del presente articolo non voglia certo la seconda opzione, tantomeno la prima.

    • https://www.huffingtonpost.it/entry/la-stimolazione-cerebrale-non-invasiva-contro-pregiudizi-e-stereotipi-sociali_it_5d53c03fe4b0c63bcbef8e8d

    • Io non le dò di certo del “professorone”.
      Questo è il termine in cui ama crogiolarsi per raccontarsi di saperne, insieme a tanti suoi simili che se lo raccontano a vicenda, in genere a spese nostre.
      Quindi continuerò a darle dello pseudo esperto, che è ciò che penso: qualcuno che crede di saperla molto più lunga di quanto non la sappia in realtà.
      Ed il suo sarcasmo è irrilevante: il non – sapere nelle università ha ampiamente passato il livello di guardia, per cui è assolutamente da contestare (non la vera conoscenza, ovviamente).
      E qui veniamo subito ad un punto: non è un “pre” giudizio. E’ un “post” giudizio. Oppure un’euristica.
      Ma dubito coglierà appieno il concetto.
      Quindi ciò che le insegno, innanzi tutto, è – come ho già detto, quindi devo purtroppo registrare una comprensione dei testi scritti inferiore a quanto mi aspettassi – che lei sopravvaluta l’irrazionalità (presunta) del comportamento umano.
      Nel senso che risponde a logiche che lei, i suoi simili, e gli economisti che amano “pungolare” la plebe sulla base di questa presunta “irrazionalità”, non comprendete.
      Tanto per stare ai suoi esempi, le dò giusto un paio di spunti facili facili: sapere se il leone è dietro o no alla recinzione, sapere se la recinzione è realmente protettiva, è un problema che ne pone altri.
      Pone innanzitutto un problema di costi: informarsi costa.
      Semplicemente potrei fare un calcolo tra i costi per informarmi (che possono essere alti), ed i benefici che ne posso eventualmente ottenere (che possono essere bassi – ragioni un momento fuori dalla metafora).
      Quindi, se io scelgo comunque di non avvicinarmi al leone, può darsi che non stia affatto sbagliando. Può darsi che sia, banalmente, la scelta più razionale che possa fare, dopo aver fatto questi calcoli. Dedicando ai calcoli stessi – che sono costosi – una quantità di risorse limitata, proporzionale all’intera faccenda.
      Ma qual è il punto? Che molto spesso questo genere di calcoli, di approssimazioni, non sono neanche noti. Sono frutto, appunto, di evoluzione, secondo meccanismi non del tutto noti.
      Quindi, qual è un altro punto?
      Che voi pseudo esperti, di fronte a qualcosa che non conoscete e non capite, non solo non avete alcuna remora a bollarlo come “errore”, ma volete pure “correggerlo”.
      Si rende conto della presunzione implicita nel voler bollare tutto il processo di calcolo tra costi, benefici, e soprattutto rischi, come “errore”?
      Si rende conto di quanto sia superficiale tutto questo?
      Anche il vino al supermercato, è chiaro che sia sbagliato pensare che nel 100% dei casi “quello più caro sia quello più buono”. Ma questo è un ragionamento superficiale.
      Può anche darsi che scegliere un vino caro sia una scelta perfettamente razionale, in quanto probabilisticamente permette di ottenere spesso un vino buono, e quasi mai una completa porcheria (noti quanto l’intera valutazione non sia puntuale, ma abbia a che fare con incertezza e rischi della scelta stessa).
      A questo, tuttavia, deve aggiungere un altro fattore fondamentale, che tuttavia con la vostra presunta “irrazionalità” ignorate: le scelte, le preferenze umane, sono soggettive e sono variabili, non uguali per tutti.
      Quindi una scelta può benissimo essere razionale per Tizio, in quanto corrisponde alle sue particolari preferenze, anche in termini di rischio, ma non per Caio.
      Quindi può darsi che per Tizio sia razionale accarezzare il leone, ma per Caio no.
      E nel tempo le cose possono cambiare: il rischio di portare un vino porcheria ad una cena è diverso dal rischio di buttarla per aprirne un’altra con la suocera ospite a cena.
      Ma a voi che vi frega.
      Con 4 statistiche ridicole e superficiali bollate tutto come “irrazionale” e “da correggere”.
      Come in un campo di rieducazione qualsiasi.

      Sul comitato etico, non ha capito: dopo aver assistito in questo paese (e non solo) a prevaricazioni di ogni genere, sempre in nome del “bene” e quando abbondavano i soggetti preposti ad evitarle (ha sentito parlare di Bibbiano?), non ci sentiamo affatto tutelati dalle sue scelte.
      L’unica scelta che tutela le persone è la libertà delle stesse, e dei propri figli, di non essere prevaricate e “corrette”, tantomeno in nome della “scienza” o del “bene”, proprio e “comune”.
      Quindi ringrazio le leggi in tal senso, ma difficilmente farò lo stesso coi comitati etici.

    • Dimenticavo, caro Gioacchino.
      Ho un’altra cosa importante da insegnarle.
      Lei crede, nel senso che è illuso in questo senso, che la scienza, la tecnologia e la conoscenza procedano solo, o prevalentemente, grazie alle università. Senza le quali vivremmo nelle caverne.
      Non è così. Affatto.
      Le dedico questa citazione: “Academia is to knowledge, what prostitution is to love”, allo scopo di informarla che il mondo è progredito, la tecnologia si è sviluppata e con essa la scienza, al di fuori delle università stesse.
      Si può dire prevalentemente al di fuori delle università stesse, e della ricerca pianificata.
      Nel mondo del lavoro, dell’impresa, e di studiosi indipendenti.
      Come l’esempio dell’articolo stesso dimostra, oggi si fa più propaganda che altro, ai danni della collettività.

      • Ecco, ci mancava Bibbiano. La prego però, è l’unica cosa che la invito a fre nei miei riguardi mi chiami professorone. I pregiudizi sono un errore, o bias come le dicevo che raccoglie meglio il senso, non c’è un corrispettivo adeguato in italiano. Lei non mi puo’ dire che non sia vero. Le euristiche inducono spesso all’errore e certo, ha ragione, questo spesso ci preserva da commetterlo davvero un errore, appunto quello di farsi mangiare dal leone, per questo sopravvivono. E assolutamente si, ci permettono di farci risparmiare risorse cognitive. Ciò non toglie che siano bias.
        Le statistiche ridicole sono quelle ad oggi riconosciute, se ne ha di migliori, la invito a informarne la comunità scientifica o, se non crede nel metodo scientifico, la invito a diffonderle agli sciamani o a chiunque lei crede ne sia degno. Ma condivida, altrimenti non produce sapere ne dentro ne fuori l’università e allora lei, di certo, non contribuisce al progresso.
        Stesso discorso vale per i comitati etici, che possono fare scelte sbagliate perché fino a prova contraria non sono Dio e si basano su concetti culturali di etica che variano nel tempo e sono diversi da continente a continente.
        Io non le sto dicendo quel che lei deve fare, non sia mai. Le sto dicendo che questo articolo è parziale, e pregiudiziale.
        Possiamo discutere su dove e come vada sviluppato il sapere, ma spero sia d’accordo che questo vada sviluppato. Perché informarsi costa ma non si può vivere disinformati. Tra l’altro c’è chi è bendisposto a spendere molto per informarsi, lasciamoglielo fare. Altrimenti possiamo parlare solo di Bibbiano.

        • Non le piace parlare di Bibbiano? Fior fior di persone istruite, laureate; fior fior di etica espressa al massimo livello, per salvaguardare il genere umano, e guardi un po’ che risultati.
          Capisco che le mandi in tilt il cervello e che non ne voglia parlare.
          Indelicato da parte mia in effetti.

          Purtroppo vedo che si ostina a vedere le cose in modo superficiale: chiusura mentale e limitatezza di vedute che fa parte della sua non cultura.
          Non ha capito che:
          a) la loro presenza non è un “errore”: confonde la loro esistenza col risparmiarsi di andare a vedere un leone da vicino. Lo considera un “errore”. Non è affatto detto che lo sia. Solo che deve vedere le cose da una prospettiva diversa, e più ampia, per capirlo. Cosa che la limitatezza intellettuale le impedisce di fare.
          b) non sono affatto da “correggere” per evitare “errori”.
          c) le statistiche ridicole sono inaffidabili, e come tali vanno considerate.
          Avendo io con ogni probabilità studiato statistica & c. meglio di lei, ne sono consapevole e me ne rendo conto.
          E soprattutto non faccio l’errore di pensare che prendere per buona una statistica bacata sia meglio che non prenderne per buona nessuna.
          Ma sono certo che, in realtà, non lo fa neanche lei: neanche lei prende per buone le statistiche bacate quando ci sono di mezzo i suoi soldi, o qualcosa di personale a cui tiene.
          Le prende per buone solo quando si tratta di imporle agli altri, ed il fatto che siano bacate non la mina in alcun modo.
          Anzi, magari aiuta il suo conto in banca.

          Io credo nella scienza. Anzi, no. Non “credo”. Si crede alla religione, non alla scienza.
          Il “metodo scientifico” non esiste nel senso che intende lei, cosa che saprebbe se avesse incidentalmente studiato decentemente epistemologia, prima di darsi arie da scienziato.
          Se esiste qualcosa che assomiglia ad un metodo scientifico, è caratterizzato da molta più prudenza ed umiltà di quella che mostrano coloro che vogliono “correggere gli errori” nel pensiero degli altri.
          E qui ricadiamo nel solito noto, triste e ripetuto problema di quelli come lei: non avete idea di quello che state facendo, non avete idea di come considerare, appunto, ciò che osservate.
          Purtroppo continuate a darcene dimostrazioni di continuo.
          Il dramma è che intrinsecamente il vostro modus operandi si accompagna ad una prepotenza insopportabile ed inaccettabile.

          Dei comitati etici non capisce che le persone devono essere difese da una legislazione che li renda “inviolabili”, e non da un soviet che stiri l’etica a propria discrezione, come se giocasse con animali da laboratorio.

          Sto condividendo tante cose con lei, caro Gioacchino.
          In qualche breve messaggio io le ho insegnato tante cose che lei non sapeva, e tuttora non sa perchè non comprende ciò che ho scritto.
          Lei invece non mi ha insegnato nulla di nulla, e si è limitato a confermarmi ciò che già sapevo su quelli come lei.
          Persone che hanno molto, moltissimo da imparare da Bibbiano, e non solo, ma che non hanno l’onestà intellettuale per poterlo fare.

          • Hai ragione su tutta la linea, continua così, sono solo un saccente che non sa niente di statistica uno scienziatucolo, manco un professorone. Ommioddio. Mai un contenuto o una discussione normale, io scrivo e cerco confronti tu insegni e insulti senza neanche sapere chi sono. Ma dove vuoi imparare se sai già tutto e non sai confrontarti? La tua infondata rabbia ti consumerà. Questo sì, me l’hai insegnato. Grazie Viotto.

            Se qualcuno è interessato a un confronto normale mi scriva.

  3. Vi ho letto con interesse e in gran parte sono d’accordo con carlottacharlie.
    Non sono più un giovanotto, ma ho una figlia piccola alla quale dover rendere conto.
    Ho iniziato a vendere le mie proprietà e qualcosa sono già riuscito a concludere.
    Non appena avrò terminato; prevedo ancora tre o quattro anni, venderò anche l’azienda e lascerò questo paese comprandomi un’altra cittadinanza e se mi converrà rinuncerò a quella italiana.
    Crescerò mia figlia cercandole di farle capire che in Italia ci dovrà tornare solo ed esclusivamente per le vacanze (sempre che sia ancora possibile trascorrerle in tranquillità) e le chiederò perdono per averla fatta nascere qui quando avrei potuto farlo oltreoceano, ma questa scelta era stata fatta solo per onorare i miei famigliari che hanno perso la loro vita in guerra combattendo per questa Terra che io amo sopra ogni altra cosa ( famiglia a parte).
    Purtroppo sono a giunto a detestare con tutto me stesso questo popolo a cui appartengo, una volta nell’altro paese cercherò di rinnegare le mie origini il più possibile.
    Spero che chi leggerà questo semplice commento, riesca a comprendere il perché delle mie parole.

  4. Nell’immagine, un rudimentale e antiquato elettroencefalografo a 16 canali che registra (non stimola) il segnale elettrico cerebrale (come un elettrocardiografo). SI usa ad esempio per controllare la popolazione affetta da condizioni epilettiche.
    Sono un neuroscienziato che usa le tecniche di stimolazione cerebrale descritte nell’articolo ma su altri argomenti (codifica dell’azione e sistema motorio). L’articolo è scritto in maniera quantomeno parziale per far credere ai lettori che i professoroni non potendo prevalere sul volgo con metodi democratici, tentano con quelli nazisti. Non è questo in realtà l’obiettivo, e tali stimolazioni nazista non sono i metodi che adottiamo (peraltro c’è sempre un rigido comitato etico che deve approvare lo studio). Ma non mi conoscete, probabilmente anche io posso apparirvi come un professorone. Ci sta invece che vi fidiate di Sfaradi che conoscete e non ha una laurea. Oppure, lettori provate a usare anche altre fonti di informazione.

    • Peccato per lei, caro pseudo esperto, che abbiamo letto anche direttamente l’articolo dell’Huffingtonpost del 16 agosto a cura di Maddalena Marini, ricercatrice IIT, che parla precisamente di “modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi” … “inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.”

      Quindi, tanto per cominciare, abbassi le cresta: al 90% la mia cultura è superiore alla sua.
      La mia specialità sono gli pseudo esperti che credono di conoscere ma non conoscono affatto, se non in modo superficiale ed approssimativo.
      Ce ne ha appena dato una dimostrazione: ci siamo eccome informati anche a monte, eppure lei ha dato per scontato il contrario.

      Leggere queste cose, per modificare comportamento e soprattutto PENSIERO umano, per fini ridicolmente politici ed idelogici, è semplicemente agghiacciante.
      Ed ora mi risparmi la predica su quanto certi “pregiudizi” siano “irrazionali”, perchè non è affatto come credete, ed è qui in particolare che mostrate il vostro pericoloso mix di presunzione e non conoscenza.

      PS: crede davvero che, dopo tutto quello a cui abbiamo assistito, ci fidiamo del “comitato etico”?

      • Non le ho risposto nel settore appropriato, mi scusi, trova la mia risposta tra i commenti più recenti.
        p.s. Cosa vuol dire “al 90% la mia cultura è superiore alla sua”?

  5. Si, in sostanza si potrebbero modificare i modi di ragionare con scossette, con pasticchette, con un po’ di rieducazione….no, non é il.metodo Montessori, é il metodo “Bibbiano”

  6. Lei dice bene e correttamente, gentile Sfaradi.
    Quanti di noi si sono accorti della deriva che stava affondando il mondo già tanti anni fa?
    Credo pochi pochissimi rari. Come credo che anche tanti che leggeranno il puntuale articolo, dopo poche righe passeranno ad altro.
    Pochi capiscono lo strisciante annoso desiderio d’uniformare le menti, fatti che accadono oggi.
    Le masse, specialmente italiche, pensano solo al morto fascismo e far loro presente che oggi c’è qualcosa di ben peggiore li fa ridere, ridono da beoti quali sono.
    Ho una età che forse non mi permetterà di vedere la fine di questo olocausto mentale ed ho una paura immensa per i miei nipoti che dovranno vivere con tale spada di Damocle.
    Sicuramente ho educato figli e nipoti a non cadere nell’oscurità ch’è ormai è abitudine sulla Terra, ed immaginare un mondo d’idioti fa accapponare la pelle e riesce a far apparire il lager dove sono nata una barzelletta.
    Fermare subito, senza indugi già che con le tante idiote farabutte e criminali ricerche hanno già creato danni; pensare alle epidemie che da un giorno all’altro sono balzate a colpire le popolazioni, epidemie sconosciute create in laboratorio, il primo assaggio.
    Come si potrà fermare la morte cerebrale che vogliono indurre?
    Chi non è un cretino sarà pronto ad usare tutte le armi possibili a far terminare, bloccare l’olocausto prossimo futuro.

  7. Dobbiamo capire che la Psichiatria non è scientifica, che le malattie mentali sono dogmi, che i pensieri e i comportamenti non sono malattie. Dobbiamo cacciare la Psichiatria delle università e dagli ospedali. Questo non significa eliminare completamente delle sostanze che danno del sollievo a chi non riesce a vivere in questa società malata . Ma che vanno considerate droghe che allievano il dolore, Fine Non farmaci, non cure.

  8. ClioBer come sempre Lei ha ragione ed ha colto alla perfezione la realtà che ci circonda. Sono ormai parecchi lustri che Hollywood ed i media globalisti cercano di influenzare le nostre coscienze proponendoci film e pubblicità nelle quali la gente di colore o comunque i non bianchi sono persone positive e magari anche migliori di noi, che hanno diritto di vivere tra di noi ecc.. Per invogliare la convivenza, poi, ci propongono di sovente il clichè del negro/arabo/asiatico buono e del bianco cattivo e senza scrupoli (magari se di origine russa è anche meglio, così come sta avvenendo di nuovo negli ultimi anni e come avveniva ai tempi della guerra fredda) ed ovviamente non mancano le coppie multirazziali dove preferibilmente la donna deve essere di origine europea altrimenti in caso contrario si rischia di essere considerati razzisti. Mi sa che con me dovranno proprio folgorarmi perchè certe cose non le posso digerire e non ho intenzione di farmele piacere.

  9. alla dottoressa Marini suggerirei una cura a base di oggetti di forma cilindrica, con spigoli arrotondati. Un uso costante e frequente attenuerebbe certamente le sue esternazioni, causate, ci sono pochi dubbi in proposito, da una evidente forma di isteria.

  10. Sta a vedere che ci tocca riabilitare POL POT
    IL COMPAGNO CAMBOGIANO col vizietto di collezionare sullo scaffale i teschi degli oppositori…
    .forse Lui non era cattivo..ma solo lungimirante…Aveva CAPITO CON 50 ANNI DI ANTICIPO DOVE CI AVTEBBERO PORYATO I CERVELLONI DELL.INTELLIGENTIA COMUNISTA….al velemose bene in una collettività di zombi….geneticamente modificati…

  11. A gente della mia eta’ (old whie men), tentare metodi del genere significa andarsi a cercar rogne. Altrimenti a giovani mamme e papa’ consiglio di attrezzare i pargoli con bodycams per controllare capllarmente come vengono plagiati i loro pargoli

  12. Vorrei sapere chi finanzia queste ricerche e di che campa la Marini. Basterebbe sottoporre lei (ed i suoi seguaci) ad una piccola scossa elettrica invertendo gli elettrodi per chiudere subito la questione e salvare l’umanità da questi mentecatti.

  13. Pratiche psichiatriche già in voga nell’URSS… Nulla di nuovo sotto il Sole. Non hanno mai cambiato la propria forma mentis nazi-comunista.

  14. “Per esempio, è stato scoperto che è possibile ridurre il pregiudizio etnico/razziale, fornendo delle informazioni che vanno contro lo stesso pregiudizio, come per esempio presentare uno scenario relativo a un’aggressione, in cui un uomo bianco interpreta il ruolo dell’aggressore e un uomo di colore interpreta il ruolo del soccorritore.”
    Hollywood è da un pezzo che ci serve questa minestra e chi non se ne accorto – la dott.ssa Marini, sembra una di quelle o fa la gnorri – vuol dire che ha le fette di salame sugli occhi e pochi neuroni ancora attivi.

    • Infatti, con tali mezzi, hanno convinto il popolo bue che frox è normale, non è un disturbo mentale, anzi bisogna andarne “pride”…

  15. Sono forse le stesse scossettine date ai bambini, in quel di Bibbiano, per convincerli di essere stati stuprati?

  16. Ci provassero con me, mi offro volontario, voglio vedere chi la vince, io o la macchina friggicervello. Gliela mando in corto circuito dopo due secondi di terapia, per la miseria!
    A parte l’ironia, questi qui mi sembrano i nuovi nazisti e per questo bisogna combatterli senza tregua. Bravo Porro!

  17. E se usassimo le tecnologie della dottoressa per livellare il cervello di certi soloni che si credono superdotati intellettualmente per riportarli al livello umano naturale? Pensate che conquista.

  18. Credo che questi due grandi geni, Gilberto Corbellini (nomen omen) e Maddalena Marini, in realtà siano desiderosi di ricevere una stimolazione invasiva praticata tramite l’ introduzione di un big bamboo nell’ infundibulo anale, di cui sono sicuramente già dotati, da parte di individui appartenenti alla masse alla cui invasione vogliono renderci, malgrado la nostra volontà, favorevoli ! Sono solo degli infami rinnegati che vogliono distruggere la nostra civiltà e privarci della (poca) democrazia di cui ancora godiamo …

  19. Credo che questi due grandi geni, Gilberto Corbellini (nomen omen) e Maddalena Marini, in realtà siano desiderosi di ricevere una stimolazione invasiva praticata tramite l’ introduzione di un big bamboo nell’ infundibulo anale, di cui sono sicuramente già dotati, da parte di individui appartenenti alla masse alla cui invasione vogliono renderci, malgrado la nostra volontà, favorevoli ! Sono solo degli infami rinnegati che vogliono distruggere la nosrea civiltà e privarci della (poca) democrazia di cui ancora godiamo …

  20. Non c’e’ bisogno di fermarli, non vanno da nessuna parte con tutto il mondo contro:) A un certo punto spariscono.

  21. Io sono daccordo sulla scarica elettrica ma da un migliaio di Ampere da incenerire tutte queste teste di… che credono che con le loro idee siano i padroni del mondo. Il popolo, i contadini, gli operai e i pensionati sono il termometro della validità di un governo e ovviamente della ineguatezza dello stesso a risolvere i problemi di base come le buche delle strade o la costruzione di case popolari con la sabbia e lo sputo. Con queste teorie sai le mafie come dilagherebbero in poco tempo perchè ricordiamo che ” Pecunia non olet e non è ignorante”.

  22. Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento”,perché mi ricorda maledettamente Bibbiano?

  23. Tale Maddalena Marini ma avrà studiato psicologia a Paperopoli??? Sa questa “dottoressa” cosa é in realtà un pregiudizio??? DOMANDA: é un pregiudizio associare un attentato terroristico ad un islamico se negli ultimi 20 anni il 95 per cento di attentati è stato compiuto da queste persone o é forse una associazione di idee scaturita da fatti oggettivi? Se non tocco a mani nude una pentola da cui vedo uscire del fumo ho un pregiudizio contro il fumo oppure so per esperienza che ho un alta probabilità di bruciarmi???

  24. Alla faccia della Neuroetica e del libero arbitrio! Chiederei all’esimia dottoressa, come giustifichi che caratteristiche tanto esecrabili, che lei, affetta dalla sindrome del Demiurgo cercherebbe di estinguere, si siano serenamente mantenute nel tempo e si siano selezionate con l’evoluzione.

  25. Sono un neuroscienziato che usa queste tecniche di stimolazione cerebrale. L’articolo è scritto in maniera quantomeno parziale per far credere ai lettori che i professoroni radical-chic buonisti non potendo prevalere sulle persone non-professoroneradicalchicbuoniste nonché sui loro amati figli e sul cuoreimmacolatodellaverginemaria tentano con metodi nazisti. Beh questo non è il nostro obiettivo e queste stimolazioni, appunto, naziste non sono i nostri metodi. Ma non mi conoscete, probabilmente sono ai vostri occhi un professorone o un italiota. Ci sta invece che vi fidiate di Sfaradi che conoscete e non ha una laurea. Oppure, lettori, provate a usare anche altre fonti di informazione.
    P.S. nell’immagine: un probabilmente rudimentale e antiquato elettroencefalografo a 16 canali che registra il segnale elettrico cerebrale, non stimola. Si usa, ad esempio, per controllare la popolazione affetta da epilessia.

  26. Qualche piccola scarica elettrica ben assestata e diventi buono e civile, non voti Salvini o suoi epigoni, ma solo chi è gradito ai padroni del mondo e da bravo cittadino denunci prontamente i “dissidenti”, fossero anche i tuoi genitori: il bellissimo mondo brillantemente perseguito da Pol Pot, tanto per citare uno dei più convinti assertori della necessità di non porsi limiti per l’educazione del popolo.
    La tragedia è che si possano tranquillamente perseguire obiettivi del genere. assai probabilmente utilizzando fondi pubblici, senza che praticamente nessuno abbia alcunché da eccepire, in specie fra i “sinceri democratici difensori della libertà”. E poi ci si scandalizza di Bibiano?

  27. Chissà come mai ma l’approccio “scientifico” della professoressa mi ricorda fatalmente – mutatis mutandis – quello dei vari “Dr. Mengele” di hitleriana memoria: con una sostanziale differenza. Quelli nazionalsocialisti erano pienamente coerenti con l’ideologia che professavano – una sorta di suprematismo razziale – mentre la ns. professoressa usa metodi e logiche “naziste” (nel peggior senso del termine) per imporre una visione che sostiene essere di “democrazia” globale. Una democrazia senza demos – o meglio: con un “demos” artificiale, allevato ex novo in vitro …

  28. Due considerazioni:
    1) O vengono fermati da qualcuno, o continueranno ad andare avanti come degli schiacciasassi, come fanno da decenni, fregandosene di calpestare qualsiasi diritto umano, a cominciare dalla libertà di pensiero e di espressione.
    2) Mi inquietano proprio le persone che si credono “istruite”: mai come oggi vedo tanti pappagalli che accettano, ed hanno accettato, in modo acritico, tutto ciò che viene insegnato da istituzioni presunte autorevoli (università in primis), personaggi e giornali presunti autorevoli.
    Manca completamente l’intelligenza di avere senso critico, di mettere in discussione ciò che sentono, di verificarlo.
    Vige solamente il più completo principio di autorità: l’ho letto sul New Yorker o l’ho sentito alla Columbia University e quindi è vero, punto.
    Come corollario del raccontarsi la loro “istruzione”, amano dare del troglodita, dell’ignorante, a chi invece mette in discussione ciò che, in generale, ha ampiamente dimostrato di dover essere messo in dubbio.

    Solo a me ricorda la fede religiosa? In cui si accettano le parola dei vari sacerdoti e profeti, tacciando di eresia chi non “crede”, ma cerca di usare la razionalità?

    Ho idea che la società sia molto meno secolarizzata di quanto si creda, e che le religioni classiche stiano venendo sostituite da altro.

  29. Ma che cosa c’entra il razzismo? Verso i migranti economici c’è da parte della gente un rifiuto economico, perchè si vedono usurpati i servizi e i diritti per i quali si pagano profumate tasse… e questi arrivano e si trovano tutto gratis senza pagare, anche se fossero biondi e con gli occhi azzurri, la reazione del Popolo Italiano sarebbe la stessa al di là della loro razza. Si vuole spostare l’argomento solo per creare il business dello sfruttamento umano, vero e proprio schiavismo moderno, questo si fatto con grande disumanità.

  30. @ Mario Galaverna:
    Mi hai tolto la penna di mano…
    Stavo giusto per scrivere “No Dottore!!! Il Grande Ludovico Van, NOOO!!”
    E va ricordata anche quell’altra grandissima storia, “Qualcuno volo’ sul nodo del cuculo”.
    C’e’ poi anche una novella di fantascienza che ci si avvicina moltissimo, “Ucciso dall’Estasi”, di Larry Niven, nella raccolta “Superuomini” curata da Isaac Asimov.
    Per legge del contrappasso, capitera’ che i primi ad assaggiare il frutto malato dei loro sforzi, saranno proprio quelli che hanno “inventato” questa nuova barbarie. In realta’ l’invenzione in se stessa e’ utilissima, dato che e’ inizialmente nata per stimolare la riorganizzazione delle sinapsi in pazienti con danni cerebrali, stimolazione oltretutto ottenuta senza impiantare elettrodi nel cranio, mediante interfacce, appoggiate sul cranio, in grado di produrre onde elettromagnetiche all’interno del tessuto cerebrale. E” questo tipo di applicazione, CHE VA IMMEDIATAMENTE DICHIARATA FUORI LEGGE, alla stregua delle torture e delle violazioni dell’individuo quali l’utilizzo del siero della verita’.
    Per fare un’esempio, le pinze di un caricabatterie sono nate per essere APPLICATE AI POLI DI UNA BATTERIA, NON AI TESTICOLI DI QUALCUNO… E non mi si venga a dire che “tanto non fa male”… NO, DISTRUGGE SOLO LA LIBERTA’ DI POTER FORMULARE UN PENSIERO ALL’INTERNO DEL PROPRIO CERVELLO!!!

  31. Anche il povero Alex di Arancia Meccanica fu sottoposto a simili esperimenti. Nulla di nuovo se non la volontà di imporre un pensiero unico deciso dagli ottimati di turno.

One Ping

  1. Pingback:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.