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“C’è l’immunità ibrida”. E Vaia smentisce i catastrofisti del Covid

Il direttore delle Malattie infettive allo Spallanzani critica la Cina: “Politiche di chiusura medievali”

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Sul tema infinito della pandemia di Covid-19, registriamo l’interessante intervento di Francesco Vaia, direttore delle Malattie infettive dello Spallanzani di Roma, nel corso di Quarta Repubblica, in onda tutti i lunedì su Rete 4.

In premessa, debbo sottolineare che in questa inverosimile vicenda di un virus a bassa letalità tendo da tempo a distillare le dichiarazioni di chi, rivestendo un ruolo pubblico, è in qualche modo costretto a pagare pegno al dogma sanitario, pur sostenendo una linea assai più ragionevole dei catastrofisti che ancora oggi tendono a monopolizzare la scena. Catastrofisti la cui impostazione è stata comunque criticata in radice dallo stesso Vaia alla fine del suo intervento.

In estrema sintesi, l’autorevole infettivologo, dopo aver espresso l’auspicio che la Cina condivida appieno i dati sulla diffusione del coronavirus sul suo territorio, in modo da tenere sotto osservazione lo sviluppo di nuove varianti, ha tenuto a rassicurare gli italiani circa i rischi di una cattiva recrudescenza del medesimo virus. Evidenziando che gli ospedali sono sotto controllo, con un Sars-Cov-2 che non determina più la forma grave che ha terrorizzato oltre ogni misure l’intero Paese – tanto che lo stesso Vaia ha proposto di cambiare nome alla malattia, denominandola Covid-23 -, egli ha ribadito quanto espresso recentemente in merito ai rischi, per noi inesistenti, in merito all’infezione di ritorno dalla Cina.

Due, a suo parere, le ragioni di ciò: in primis il fatto che le varianti sequenziate dai tamponi effettuati ai soggetti provenienti dal grande Paese asiatico siano le stesse in circolazione in tutta Europa. In secondo luogo, il combinato disposto della vaccinazione di massa – e su questo da semplice osservatore mi limito a sospendere il giudizio – e dell’immunità naturale ottenuta dal contagio (immunità che secondo personaggi del calibro del compianto Luc Montagnier e del nostro illustre Giulio Tarro risulterebbe ben più efficace e duratura rispetto a quella indotta dagli attuali vaccini a mRna) dovrebbe tenerci al sicuro da eventuali rischi. Anche se, mi permetto di aggiungere, dato che sotto il cielo tutto può sempre accadere, sarebbe anche ora di finirla con i rimasugli della folle linea di pensiero imposta dall’ex ministro Speranza, il quale ha puntato per oltre due anni all’insensato obiettivo, di chiara matrice cinese, con zero contagi e zero morti.

Obiettivo completamente abbandonato dal più potente regime comunista del mondo e che Vaia ha definito frutto di una di politica sanitaria anti-Covid di stampo medievale. Politica sanitaria di stampo medievale che, è importante ricordarlo, l’Italia ha seguito per moltissimo tempo, anche con metodi di estrema brutalità democratica, arrivando ad imporre un obbligo vaccinale attraverso un abominevole lasciapassare sanitario.

Claudio Romiti, 10 gennaio 2023