Il misterioso appunto gettato da Andrea Sempio, dopo aver subodorato di essere di nuovo indagato – siamo al 26 febbraio del 2025 – continua ad alimentare il dibattito. Nella puntata di Storie italiane, in onda la mattina su Rai1, la conduttrice Eleonora Daniele ha messo in evidenza una presunta incoerenza rispetto alla spiegazione che l’indagato e i suoi legali hanno fornito alla stampa. Spiegazione sostenuta anche da Gianluigi Nuzzi, il quale avrebbe chiesto a Sempio di partecipare ad un suo spettacolo teatrale, e che da garantisti non possiamo che considerare veritiera fino a prova contraria.
In particolare, come è già stato spiegato in queste pagine, l’appunto in oggetto ripercorrerebbe i momenti in cui, quando si trovava nella propria abitazione, apprende dalla televisione di essere indagato per la prima volta, ovvero nel dicembre del 2016. In un recente video l’avvocato Liborio Cataliotti, ripreso da gran parte dell’informazione, ha spiegato che, in previsione di realizzare un breve video come contributo al citato spettacolo teatrale, il suo assistito avrebbe scritto una sorta di breve promemoria nel quale sono sommariamente tracciati i vari passaggi della sua sgradevole scoperta che, come abbiamo visto, sarebbe avvenuta in casa.
Il problema, però, nasce da una intervista rilasciata da Angela Taccia, amica di gioventù di Sempio e sua attuale legale, la quale nel marzo dello scorso anno ha rilasciato la seguente dichiarazione al Corriere della Sera: “Un giorno, nel 2016, io e Andrea stavamo al bar….All’improvviso successe l’impensabile. La voce della radio disse: ‘svolta nel caso di Garlasco; c’è un nuovo indagato: Andrea Sempio’. Provate a immaginare che effetto può avere una notizia del genere che ti piomba addosso. Fu il panico. Andrea all’inizio nemmeno ricordava questo episodio al bar (dobbiamo dedurne che poi lo fece, lo rammentò come lo racconta la Taccia?). Io credo che fosse per lo choc di quel momento”.
Comunque sia, si tratta di un fatto abbastanza bizzarro, così come bizzarra è stata le decisione di Sempio di precipitarsi a gettare lontano da casa questo, almeno apparentemente, insignificante pizzino. In sostanza, ci troviamo di fronte all’ennesima stranezza che sembrerebbe emergere nel comportamento dell’indagato, almeno secondo le risultanze degli inquirenti, che non fa certamente di lui un assassino, anche se non può che accrescere i sospetti sul suo conto. Sospetti sicuramente insufficienti per una condanna.
Claudio Romiti, 14 maggio 2026
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