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Centrodestra: la piazza c’è, ora andiamo oltre

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C’è un’Italia che non si arrende alla nascita del governo più di sinistra della storia repubblicana e che manifesta in modo pacifico, unitario, ordinato e colorato dal verde, bianco e rosso delle bandiere tricolori. È Piazza San Giovanni a Roma dove circa duecentomila persone hanno espresso a gran voce la volontà di tornare a votare per mandare a casa il governo Pd-Movimento Cinque Stelle. Ed è una piazza da cui emerge un messaggio di unità dalle parole dei tre leader del centrodestra. Berlusconi, Meloni e Salvini si esprimono senza giri di parole contro il nuovo governo colpevole di aver aumentato le tasse e di promuovere una politica pro immigrazione.

Non c’è spazio per slogan e posizioni estremiste e per provocazioni ma per ricordare con un minuto di silenzio i due poliziotti uccisi a Trieste, per chiedere giustizia per i fatti di Bibbiano e maggiore libertà. Una piazza che nei giorni scorsi si è cercato di screditare definendola “fascista e razzista” ma in realtà composta da decine di migliaia di italiani partiti da tutto il paese e uniti dall’amore per la propria nazione. Voler sminuire una gigantesca manifestazione popolare con categorie politiche fuori dal tempo non è solo sbagliato ma è una mistificazione della realtà che, a prescindere dalle varie anime che hanno riempito Piazza San Giovanni, serve solo ad attaccare in modo infondato un evento significativo per la politica contemporanea.

Una manifestazione in contemporanea alla Leopolda di Matteo Renzi a Firenze con il centrodestra che riempie di tricolori una piazza simbolo per la sinistra italiana un tempo dominata dalla bandiere rosse e oggi rappresentate dai partiti che Meloni e Salvini definiscono “asserragliati nel palazzo” e “attaccati alla poltrona”. Nella manifestazione dell’”orgoglio italiano” le radici cristiane vengono evocate a più riprese anche in chiave anti-islamica con l’immancabile citazione di Oriana Fallaci da parte di Matteo Salvini che evoca la contrapposizione tra popolo ed élite per sintetizzare la distinzione tra l’Italia che non si arrende e chi governa “contro la volontà della maggioranza degli italiani”. Non c’è però solo un centrodestra di protesta ma anche istituzionale come dimostra la presenza dei governatori di alcune delle principali regioni italiane a testimoniare la capacità di governare e amministrare.

La manifestazione di oggi non deve essere un punto di arrivo ma di partenza per dar vita a un progetto politico che guardi al futuro. Come scrive Pierluigi Battista nel suo editoriale sul Corriere della Sera “La destra oltre la piazza” è necessaria una destra matura, rassicurante per le famiglie, i giovani, i pensionati, i ceti produttivi e la classe media e in grado di presentare proposte e progetti per governare il paese. Per farlo è fondamentale l’apporto del mondo culturale, accademico e metapolitico rappresentato dalle fondazioni e dai centri studi che devono fungere come luogo di elaborazione di idee per la politica.