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Che cosa manca dal decreto sostegni

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Al di là delle tifoserie, delle convenienze e degli imbarazzanti innamoramenti per il Premier di qualche giornalista (dal loden di Monti allo standing di Draghi, passando per la pochette di Conte, il livello non accenna a crescere), il “decreto sostegni” approvato venerdì dal Consiglio dei ministri non si discosta molto dai diversi “decreti ristori” varati dal precedente Esecutivo (a parte la scontata soppressione del riferimento ai codici Ateco, richiesta da tutti i partiti e da tutte le organizzazioni economiche).

Del resto – come è stato già osservato – miracoli non può farne nessuno. Di conseguenza, ai beneficiari di volta in volta individuati nei vari provvedimenti non possono che pervenire somme molto limitate. La vera svolta – come pure hanno già detto in diversi – potrà aversi solo quando alle forze dell’economia sarà nuovamente consentito di esprimersi compiutamente, pur con le dovute precauzioni sanitarie.

Quanto all’immobiliare, il piatto piange ancora di più.

Non è stata riproposta, ad esempio, una misura che – pur se imperfetta e bisognosa di aggiustamenti – era stata unanimemente apprezzata dagli operatori e non a caso viene diffusamente richiesta: il credito d’imposta del 60% per gli affitti commerciali, a beneficio degli inquilini ma cedibile a terzi, proprietari-locatori in primis. È auspicabile che il Parlamento ponga rimedio a questa mancanza, disponendo che almeno per qualche mese del 2021 lo Stato si faccia carico di una parte dei canoni di locazione dovuti dai commercianti, dai ristoratori e da tutti coloro che svolgono la loro attività in immobili presi in locazione.

Ma ci sono almeno altre due assenze gravi che caratterizzano il primo provvedimento di aiuti del Governo Draghi.

Una è l’eliminazione della tassazione dei canoni di locazione non percepiti, attualmente prevista solo per gli affitti abitativi (con maggiore o minore complessità a seconda che il contratto sia stato stipulato prima o dopo il 1° gennaio 2020). Un intervento che il buon senso avrebbe imposto già da un anno, non appena si evidenziò il notevole aumento delle morosità, in particolare nei contratti riguardanti immobili non commerciali, ma che ancora non riesce a vedere la luce.

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Natalia
Natalia
23 Marzo 2021 19:53

Disobbedienza civile, signor Spaziani Testa è un anno che parla al vento ed è più che chiaro che nessuno la ascolta. Forse uno “sciopero” dell”IMU sarebbe più efficace o una protesta in piazza. Siamo stufi delle chiacchiere.

Paolo
Paolo
23 Marzo 2021 15:45

Cosa manca? che lo stato si levi da ambo gli zebedei. E tutto si risolve per il meglio. La soluzione per ora: anarco-individualismo. Per ora almeno. Poi lo stato potrà rientrare in gioco dopo essere passato per le forche caudine e aver chiesto scusa ai cittadini.

alessandro
alessandro
23 Marzo 2021 15:45

“L’altra assenza è quella di una qualche forma di risarcimento in favore dei proprietari che stanno sopportando da più di un anno il blocco degli sfratti (previsto fino al prossimo 30 giugno, anche se il Parlamento aveva proposto di anticipare al 31 marzo il riavvio delle esecuzioni almeno per le vecchie morosità). Persone spesse volte in estrema difficoltà economica, sovente in attesa già da anni di tornare in possesso del loro immobile e in molti casi costrette a pagare le rate di un mutuo e le spese condominiali riguardanti un bene di cui non hanno la disponibilità. Una congrua somma a titolo di indennizzo e la cancellazione dell’Imu 2021 dovrebbero essere considerate due misure minime per chi sta subendo questo vero e proprio sopruso di Stato…”

Assolutamente CONDIVISIBILE, si chiama l’ago della Bilancia, nota per essere il Simbolo della Giustizia: sempre deve posizionarsi al CENTRO. Disgraziatamente, in Italia, si PERISCE con la ” GIUSTIZIA “.

Gianluca P.I.
Gianluca P.I.
23 Marzo 2021 15:42

Finalmente qualcuno si è accorto della palese ingiustizia esercitata a danno dei locatori che non percepiscono un euro di affitto dagli inquilini-imprenditori costretti a non lavorare oppure costretti a lavorare in perdita. E già, cari pensionati e cari statali, i soldi che vi vengono regolarmente accreditati sul conto corrente provengono anche dalla mungitura di quelli come il sottoscritto, costretti a dichiarare “per legge” i canoni seppure non incassati e a pagarci su l’IRPEF. Per salvarti dovresti attuare una procedura esecutiva, peccato che anno scorso, in pieno lockdown, ciò fosse impedito dalla chiusura dei tribunali… Il dover ricorrere a un legale per avviare tale procedura verrebbe comunque a costare più dell’IRPEF eventualmente risparmiata, viva la Repubblica Socialista Italiana!

Sergio
Sergio
23 Marzo 2021 15:36

Non condivido la rassegnazione dell’articolo in merito all’entità economica degli indennizzi alle aziende. Questo esecutivo aveva il dovere di fare molto di più poichè se le piccole imprese chiudono i battenti anche i dipendenti perdono il lavoro, così il problema per lo Stato sarebbe doppio.

Antonio
Antonio
23 Marzo 2021 14:43

https://www.informazionefiscale.it/requisiti-fondo-perduto-decreto-sostegno-fuori-potenziali-beneficiari
Salve
Purtroppo noi nonostante i 3 ristoranti siamo rimasti fuori dal decreto la invito a leggere questo articolo

Incredibile

Kim
Kim
23 Marzo 2021 14:31

In Italia l’affitto di un appartamento di 70 mq alla periferia di una grande città costa ad una famiglia dai 500 agli 800 euro al mese.

Questa enorme differenza determina l’insostenibilità degli affitti per i ceti più deboli, lo spostamento di una grande ricchezza dal reddito da lavoro (dipendente e autonomo) e da pensione verso le improduttive rendite immobiliari, l’esplosione della bolla immobiliare e dell’emergenza casa. Di fronte alla grande difficoltà dei ceti più deboli di sostenere tali surreali livelli di affitto, bisogna attuare tutte le politiche disponibili per calmierare il mercato degli affitti delle abitazioni. Questo provvedimento è il minimo che il governo potesse fare in questo momento.

Deve essere garantita una abitazione ad ogni individuo o nucleo familiare con una grande ripresa dell’edilizia popolare e con espropri degli alloggi sfitti legati alle grandi proprietà immobiliari. Con e senza Covid

Nessun risarcimento per i proprietari sono loro che devono risarcire la collettività. Perfino questo governo l’ha capito per non far scoppiare la rivolta sociale.

Albert Nextein
Albert Nextein
23 Marzo 2021 14:29

Egregio Avvocato,
il governo accontenterà la proprietà immobiliare.
Introducendo imposte di successione e donazione progressive.
Rivalutando le rendite catastali.
Inasprendo la tassazione patrimoniale.

Le ricordo che esiste una forma di protesta denominata “disobbedienza civile non violenta”, purtroppo quasi sconosciuta in italia, paese statalista oltre ogni peggiore incubo.

Essa serve più di ogni parola , anche scritta.

I migliori saluti.