Commenti all'articolo Che cosa manca dal decreto sostegni

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Natalia
Natalia
23 Marzo 2021 19:53

Disobbedienza civile, signor Spaziani Testa è un anno che parla al vento ed è più che chiaro che nessuno la ascolta. Forse uno “sciopero” dell”IMU sarebbe più efficace o una protesta in piazza. Siamo stufi delle chiacchiere.

Paolo
Paolo
23 Marzo 2021 15:45

Cosa manca? che lo stato si levi da ambo gli zebedei. E tutto si risolve per il meglio. La soluzione per ora: anarco-individualismo. Per ora almeno. Poi lo stato potrà rientrare in gioco dopo essere passato per le forche caudine e aver chiesto scusa ai cittadini.

alessandro
alessandro
23 Marzo 2021 15:45

“L’altra assenza è quella di una qualche forma di risarcimento in favore dei proprietari che stanno sopportando da più di un anno il blocco degli sfratti (previsto fino al prossimo 30 giugno, anche se il Parlamento aveva proposto di anticipare al 31 marzo il riavvio delle esecuzioni almeno per le vecchie morosità). Persone spesse volte in estrema difficoltà economica, sovente in attesa già da anni di tornare in possesso del loro immobile e in molti casi costrette a pagare le rate di un mutuo e le spese condominiali riguardanti un bene di cui non hanno la disponibilità. Una congrua somma a titolo di indennizzo e la cancellazione dell’Imu 2021 dovrebbero essere considerate due misure minime per chi sta subendo questo vero e proprio sopruso di Stato…”

Assolutamente CONDIVISIBILE, si chiama l’ago della Bilancia, nota per essere il Simbolo della Giustizia: sempre deve posizionarsi al CENTRO. Disgraziatamente, in Italia, si PERISCE con la ” GIUSTIZIA “.

Gianluca P.I.
Gianluca P.I.
23 Marzo 2021 15:42

Finalmente qualcuno si è accorto della palese ingiustizia esercitata a danno dei locatori che non percepiscono un euro di affitto dagli inquilini-imprenditori costretti a non lavorare oppure costretti a lavorare in perdita. E già, cari pensionati e cari statali, i soldi che vi vengono regolarmente accreditati sul conto corrente provengono anche dalla mungitura di quelli come il sottoscritto, costretti a dichiarare “per legge” i canoni seppure non incassati e a pagarci su l’IRPEF. Per salvarti dovresti attuare una procedura esecutiva, peccato che anno scorso, in pieno lockdown, ciò fosse impedito dalla chiusura dei tribunali… Il dover ricorrere a un legale per avviare tale procedura verrebbe comunque a costare più dell’IRPEF eventualmente risparmiata, viva la Repubblica Socialista Italiana!