Lunedì sera, un gruppo di attivisti filo-palestinesi ha impedito lo svolgimento di un incontro-dibattito sulle prospettive di pace in Medio Oriente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, interrompendo l’intervento dell’ex parlamentare del PD Emanuele Fiano con slogan e cartelli contro il sionismo.
Un episodio che ha suscitato lo sdegno di (quasi) tutta la classe politica. Numerosi parlamentari, di destra e di sinistra, hanno espresso solidarietà a Fiano — chi più apertamente sui social, chi in modo più riservato, come Elly Schlein, che ha preferito telefonare personalmente all’ex deputato. Ci sono però due figure politiche, solitamente molto attive nel commentare ogni vicenda di attualità, che in questa occasione hanno mostrato un po’ di imbarazzo: Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs).
Mentre la loro capogruppo alla Camera, Luana Zanella, ha manifestato solidarietà a Fiano in una nota stampa, i due leader principali ci hanno messo lunghissime ore per riuscire a partorire qualche riga. Nessuna telefonata (a detta di Fiano), nessun post social di solidarietà. “Moltissimi messaggi mi sono arrivati dal Pd ovviamente ma anche da Azione e Italia Viva oltre che da tutto il centrodestra, con i ministri Bernini e Lollobrigida ma anche dalla Lega. Solo da Avs e dal M5s non è arrivato alcun messaggio di solidarietà”, ha raccontato l’ex deputato Pd. Ieri poi pare che Conte abbia provato a telefonargli, senza riuscirci.
E invece Fratoianni si è limitato a qualche parolina con poco trasporto. “Sono tanti gli argomenti e i temi su cui con Fiano non siamo assolutamente d’accordo, su quanto accade in Israele e in Palestina, e sulle manifestazioni dopo il genocidio a Gaza, ma quello che gli è accaduto ieri non è in alcun modo accettabile – ha scritto in una nota – Nel nostro Paese ci deve essere la possibilità di confrontarsi e di potersi liberamente esprimere, nel rispetto della Costituzione e dei valori antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica”. Di Bonelli non abbiamo trovato altro, di certo se l’ha fatto non è stato così bravo a diffonderlo ovunque al pari dell’aggressione ricevuta dal giornalista che indossava una felpa antifà.
Leggi anche:
- Fuori i sionisti dalle università. I Pro Pal censurano Emanuele Fiano (Pd)
- Scontri con la polizia e bandiere bruciate: lo sciopero pro Pal smaschera il finto pacifismo
C’è chi parla di coerenza, e chi la pratica a corrente alternata. Bonelli e Fratoianni si mostrano spesso molto critici nei confronti del conflitto israelo-palestinese, schierandosi frequentemente a sostegno dei cortei pro-Pal e giustificando ogni atto violento dei manifestanti. L’importante, si sa, è fare opposizione in ogni modo anche chiudendo un occhio sulle violenza contro le forze dell’ordine.
Eppure, quando l’attenzione pubblica si è spostata sul caso di Emanuele Fiano — figura di rilievo della comunità ebraica italiana, da sempre impegnato nel dialogo e nella difesa della memoria — i due leader hanno tirato il freno a mano.
Si potrebbe interpretare questo atteggiamento come un’ulteriore dimostrazione di “indignazione selettiva”. È palese come questi due politici siano molto solerti nel denunciare i torti di Israele, ma si dimostrano invece restii quando si tratta di episodi che coinvolgono figure legate al mondo ebraico italiano.
È il paradosso (o ipocrisia) di una sinistra che, nel tentativo di cavalcare sempre e comunque la protesta, finisce spesso per smarrire il senso del confronto equilibrato. Il risultato è una figuraccia politica senza precedenti.
Cristina de Palma, 29 ottobre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra
© STILLFX tramite Canva.com


