in

Che noia questo teatrino perenne sulla crisi di governo

La crisi tra Salvini e Di Maio assomiglia più alla dimensione del teatro che a quella della politica

Oggi non arriva, forse arriva domani, sicuramente arriva dopodomani. Per afferrare il senso (ammesso vi sia) di queste giornate istericamente uguali a loro stesse, forse bisogna uscire dalla dimensione della politica, ed entrare in quella del teatro. Dell’assurdo. La crisi di governo come Godot nel capolavoro di Beckett. Perennemente annunciata, perennemente attesa, perennemente rinviata. È più o meno da quando è nato l’ircocervo inedito del governo gialloverde, che i due contraenti del mitologico “contratto” (un modo di dire “inciucio” aggiornato all’era social) sono in procinto di spaccare.

Del resto, rappresentano due visioni d’Italia radicalmente inconciliabili. L’Italia della flat tax, dei capannoni, delle piccole e medie imprese stritolate dal combinato disposto tra la vessazione burocratico-fiscale di Roma e quella di Bruxelles. E l’Italia del reddito di cittadinanza, dell’assistenza come obbligo sociale da scaricare sulle mammelle di mamma-Stato (quindi in ultima istanza sulle tasche del contribuente), del blocco dei cantieri e ora perfino del salario minimo, oscenità parasovietica benedetta anche dalla neopresidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Non a caso, votata dai grillini e osteggiata dalla Lega. E si potrebbe andare avanti all’infinito: le manette facili versus la riforma della giustizia, il carcere per gli evasori versus la pace fiscale, Maduro versus Guaidò… Ora s’aggiunge perfino la lacerazione umana. Salvini che tuona “è finita la fiducia personale”. Di Maio che strilla “ci avete pugnalato alle spalle”. E niente, non accade letteralmente niente, in un continuo buco nero infinito della politica e della logica, con due leader che perseverano a coltivare priorità opposte, perseverano ad aggredirsi anche personalmente, e perseverano a sedersi fianco a fianco nel successivo Consiglio dei Ministri.

Condividi questo articolo

2 Commenti

Scrivi un commento
  1. Quando gli assalti con le armi non erano sufficienti a conquistare le città assediate, gli assedianti si accomodavano attorno alle mura aspettando con pazienza di vedere la resa per fame degli assediati. È quello che succede tra Lega e 5s, solo che non si capisce ancora chi assedia chi. O meglio, si capisce benissimo che gli uni e gli altri hanno adottato tattiche identiche. E di solito, come succede nel calcio, partite del genere finiscono sempre 0 a 0, ovvero noia mortale e nulla di fatto. Alla faccia degli italiani che hanno pagato il biglietto per vedere la partita. Un consiglio a Salvini: cambi tattica, anche rischiando in attacco, se non vuole vedersi sostituito da un nuovo allenatore, come succede spesso nel calcio e pure in politica. Con la differenza che in politica purtroppo manca la VAR per smascherare eventuali errori arbitrali, che solo nel calcio sono perlopiù in buonafede.

  2. Eh! Quanta fretta e frenesia , dr Sallusti, e quanto sputare sentenze solo per vedere questo governo, forse non certo il migliore, ma pur sempre il nostro governo in fondo, stendere le cuoia quanto prima possibile o magari vedere verificarsi quanto già i sinistri di ogni forma e razza, sempre a digiuno di potere e affamati come sempre di questo e di altro, vista la loro continua ed atavica magrezza fisica ed intellettuale, come la lonza di Dante c’insegna, preconizzano dal giorno stesso in cui questo governo si è formò e non solo questo governo, ma anche i precedenti che non erano i loro. I giornali poi, ormai sempre e tutti di sinistra, fanno a costoro da megafono continuato nel tempo perché tutto questo si realizzi. E che dire ancora della magistratura politicizzata? Ora anche voi vi ci mettete a fare da menagrami, voi per cui ancora riserviamo un minimo di rispetto intellettuale in quanto amici del Porro, e se non vi si accontenta, subito vi mettete anche a battere i piedi come fanno i bambini viziati se il governo giallo-verde o quale che sia non cade quando volete o prevedete o decidete tutti voi? Calma, dottore, e riflessione, perché qui c’è sempre qualcuno che ci frega con la scusa del rispetto costituzionale e non attende che la fine di questo governo per creane un altro magari a lui più conveniente e con gli intrallazzi di sempre. Si andasse ad elezioni uno volta caduto questo governo, come costituzione comanda e come rispetto della democrazia richiede! Non si può certo riformare e ridare all’Italia un governo degli sconfitti come per il passato recente e come han fatto in Europa le solite congreghe politiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.