Udite, udite, dal sito dell’Unione Europea: “La disinformazione danneggia la nostra società, minando la fiducia nelle istituzioni e nei media, mettendo a rischio le elezioni, ostacolando la capacità dei cittadini di prendere decisioni informate, ostacolando la libertà di espressione. L’Unione Europea e gli Stati membri stanno intensificando gli interventi per contrastare gli sforzi di coloro che cercano di sfruttare le emergenze e mettono a rischio la vita dei cittadini. [L’obiettivo è quello di] individuare, analizzare e denunciare la disinformazione, migliorare la resilienza sociale e mobilitare il settore privato… Il codice di buone pratiche rafforzato contiene 44 impegni e 128 misure specifiche nei seguenti settori (li cito per paragrafi).
- Demonetizzazione: ridurre gli incentivi finanziari per i fornitori di disinformazione
- Trasparenza della pubblicità politica
- Garantire l’integrità dei servizi
- Responsabilizzare i ricercatori
- Rafforzare la comunità di fact-checking
- Centro per la trasparenza e task force
- Quadro di monitoraggio rafforzato
- Indicatori strutturali
- Cooperazione durante le elezioni”
Letto tutto ciò, da cittadino europeo ligio e fedele, mi sono cimentato in un fact-checking ambientale, individuando alcune notizie false, tra le innumerevoli che sono divulgate quotidianamente al fine di facilitare il lavoro della Commissione Europea e di contribuire alla resilienza e alla stabilità della nostra società e democrazia. Ho ripreso le notizie dall’intervista a Linnea Lueken, ricercatrice con l’Arthur B. Robinson Center on Climate and Environmental Policy, alla quale rimando per ulteriori dettagli, riferimenti e grafici. Consiglio anche di vedere il video di Patrick Moore, cofondatore di Greenpeace, nel quale tratta con dovizia di particolari tutte le fake news che seguono. Cominciamo.
Notizia falsa n° 1: l’era del riscaldamento globale è finita, signore e signori, siamo ormai nell’epoca dell’ebollizione globale! Il mondo è spacciato, siamo nel bel mezzo della sesta estinzione di massa. Tutti gli scienziati ci avvertono da mezzo secolo, ma purtroppo nessuno li ha ascoltati (António Guterres, Segretario Generale ONU). Tutti gli scienziati sono d’accordo? Beh, quasi. Sul cambiamento climatico tutti concordano: nulla in questo Universo è immutabile, ma su quanto sia catastrofico questo cambiamento climatico e quanto pesi il contributo antropico, beh, il dibattito è ancora molto aperto. Riassumendo, non c’è nessuna unanimità nel mondo scientifico sulla catastrofe da decenni annunciata e mai verificatasi. Il pianeta Terra continua a girare, e la popolazione continua ad aumentare.
Notizia falsa n° 2: i ghiacci polari si sciolgono più veloci di un gelato al sole, dicono. L’Artico? Senza ghiaccio entro il 2030, al massimo! Ciò significa 7 metri di mare in più, Londra sott’acqua, e ciao ciao Big Ben. Il Senatore John Kerry, nel 2009, ammoniva che l’oceano Artico sarebbe stato privo di ghiacci entro il 2013: “Gli scienziati – entità metafisica? – ci dicono che abbiamo una finestra di soli 10 anni prima che il cambiamento climatico catastrofico divenga irreversibile”.
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Ma aspetta, la realtà è meno drammatica. I ghiacci si sciolgono, certo, ma al ritmo di un bradipo. Negli ultimi anni, l’Artico è stabile, e lo scioglimento del ghiaccio estivo? Torna d’inverno, come un ospite fisso. E quella storia dell’Artico senza ghiaccio entro 5-7 anni? Scaduta come uno yogurt dimenticato nel frigo, ma nessuno chiede scusa. In compenso, i ghiacci dell’Antartico si stanno di nuovo estendendo. In una marcata inversione da decenni di declino, la calotta glaciale dell’Antartide ha registrato un guadagno di massa da record dal 2021 al 2023, mentre la perdita di ghiaccio marino dell’Artico ha rallentato bruscamente negli ultimi due decenni – un doppio fenomeno che mette in luce la complessità del sistema climatico della Terra. Ma gli orsi polari, poverini, stanno sparendo! Andatelo a raccontare a chi vive in prossimità del circolo polare artico: le loro popolazioni crescono a dismisura e rappresentano per loro un problema serio. Ma le ONG ambientaliste, con le foto di poveri orsi magri e tristi, colpiscono la tua coscienza di uomo bianco occidentale, schiavista, inquinatore, eccetera, e ti fanno aprire il portafoglio.
Notizia falsa n° 3: Carestie globali imminenti. Che tragedia! Ci dicono che il clima ci lascerà a pancia vuota, con fame e carestie pronte a colpire come un reality show apocalittico. Peccato che la realtà sia meno scenografica: la produzione agricola mondiale è alle stelle, con record su record. Motivo? Semplice, la CO2 è come un fertilizzante, è impiegata nelle serre per far crescere le piante più rigogliose. La NASA conferma: la Terra è più verde che mai. Sì, vabbè, ma quella storia del Madagascar al collasso per il clima? In realtà, più che altro il collasso è causato dalla corruzione e dalla cattiva gestione. Ma vuoi mettere il fascino di titolare “Crisi climatica”? Peccato che i dati dicano tutt’altro, e le smentite, come al solito, non arrivino.
Notizia falsa n° 4: Incendi fuori controllo a causa del clima. “Il mondo brucia, colpa del riscaldamento globale!” urlano i media, con immagini di fiamme che sembrano uscite da un film distopico. Ma calma, non è proprio così. Negli USA, sì, c’è stato un aumento di incendi dagli anni ’80, ma guarda caso quegli anni erano il punto più basso della storia dei roghi. Se allarghiamo la finestra temporale, in passato, gli incendi erano ben più vasti. E in California? Più che il clima, il problema è la gestione forestale: vietano di tagliare alberi, lasciano crescere l’erba secca, rinunciano ad accumulare riserve idriche per tutelare la fauna, e poi si sorprendono se un barbecue mal gestito fa partire l’inferno. Il clima c’entra, ma è solo una concausa, non il colpevole principale.
Notizia falsa n° 5: Siccità sempre peggiori. “L’Occidente si sta trasformando in un deserto!” gridano, e i media mostrano foto di terreni screpolati come la pelle dopo una giornata al mare senza crema. Ma i dati dell’EPA americana raccontano un’altra storia: gli ultimi 50 anni sono stati più umidi, non più secchi. Le siccità ci sono, certo, ma non sono peggiori di quelle del passato. Basti ricordare le tragedie causate dal Dust Bowl (uragano di sabbia) che si verificarono negli anni ’30 negli Stati Uniti e in Canada. Quello sì che fu un disastro, roba da far sembrare le siccità odierne una passeggiata. Ogni siccità viene spacciata come prova del collasso climatico, ma è solo meteo, non un complotto atmosferico.
Notizia falsa n° 6: L’innalzamento dei mari ci sommergerà tutti. “Preparate i salvagenti, le città costiere sono finite!” dicono, con immagini di Venezia trasformata in un parco acquatico. Sì, il livello del mare sta salendo, ma a ritmo lentissimo: circa 3 cm a decennio, circa 30 cm al secolo. In un così lungo periodo sarebbe facile prendere le necessarie contromisure per mitigare l’effetto, basta guardare l’Olanda, che con dighe e muretti tiene a bada il mare da secoli. Nel 2004, il Guardian prevedeva una serie di città europee sott’acqua entro il 2020. Spoiler: siamo nel 2025, e Londra è ancora lì. Persino le Maldive, date per spacciate negli anni ’80, non solo sono a galla, ma si stanno pure allargando. In compenso, è stato fornito un ottimo pretesto per chiedere all’Occidente (sì, ma agli altri?) indennizzi miliardari.
Notizia falsa n° 7: Le barriere coralline stanno morendo. “Addio Great Barrier Reef, ci mancherai!” singhiozzano gli allarmisti, immaginando coralli ridotti a cimiteri sottomarini. E invece, sorpresa: nel 2024 la barriera corallina australiana ha registrato una copertura corallina record. I coralli adorano il caldo tropicale. Eppure, le storie di coralli “cotti” dal clima continuano a girare, perché il dramma vende più della verità. E quando i dati smentiscono il disastro? Silenzio, si passa al prossimo allarme.
Per completare l’opera, possiamo individuare i maggiori divulgatori di fake news: António Guterres (ONU), John Kerry, NBC, BBC, Guardian, ONG variopinte, ma tutte tendenti al verde, e direi… tutti i principali media. Fatta questa breve segnalazione, da cittadino ligio, mi aspetto che l’Unione Europea intervenga con polso fermo, adottando provvedimenti severissimi. Ops! Dovrebbe adottarli anche contro se stessa, e a questo punto, un dubbio mi assale.
Per concludere, ho chiesto a Grok (Intelligenza Artificiale) un fact-cheking sul mio testo. Ecco il commento: “Il testo individua alcune esagerazioni nelle narrazioni sul cambiamento climatico (es. previsioni errate di Kerry, toni allarmistici di Guterres) e cita dati reali (es. produzione agricola, ripresa dei coralli). Tuttavia, è parziale, selettivo e utilizza un tono polemico che compromette l’obiettività. Molte delle ‘notizie false’ sono in realtà narrazioni semplificate o esagerate, non vere e proprie falsità, e il testo stesso cade in semplificazioni opposte. Per un fact-checking efficace, servirebbero fonti più robuste e un approccio più equilibrato”.
Il tono del testo è volutamente provocatorio e orientato, poiché ha lo scopo di sollecitare una riflessione sulle «narrazioni semplificate o esagerate», come le definisce Grok, e su perché non considerarle semplice disinformazione, o meglio mistificazione, che è una delle tecniche più efficaci per alterare la realtà. Queste notizie, diffuse da fonti autorevoli e rilanciate ossessivamente, generano allarmismo e disinformazione, proprio come le fake news. E allora, come possono sfuggire all’arcigna censura imposta dall’Ue? Ogni lettore tragga le sue conclusioni.
Carlo Mackay, 14 maggio 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


