Che vergogna lo sciopero degli statali

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Lo sciopero dei dipendenti pubblici indetto per la giornata odierna è una delle più grandi vergogne degli ultimi anni. Inutile fare giri di parole per definire una decisione che, oltre ad essere fuori luogo e sbagliata, è irrispettosa nei confronti di milioni di italiani che da mesi non arrivano a fine mese e fanno sacrifici enormi per tenere aperte le proprie aziende o attività.

Mentre piccoli e medi imprenditori, partite Iva, commercianti hanno avuto un calo ingente dei propri guadagni a causa della pandemia con la chiusura di migliaia di attività non più in grado di andare avanti, in tutti questi mesi i dipendenti pubblici hanno ricevuto regolarmente il proprio stipendio. Non è una colpa, ci mancherebbe, ma occorrerebbe il rispetto e la sensibilità verso i propri connazionali che si trovano in una situazione difficile a causa della pandemia.

Stiamo parlando di milioni di lavoratori, operai e dipendenti del settore privato, molti dei quali sono sono ancora in attesa della cassa integrazione. La solidarietà di cui si parla molto spesso dovrebbe partire da qui. Con lo sciopero di oggi non si fa altro che inasprire un clima già teso e acuire una divisione tra i cosiddetti “garantiti” e chi invece non ha nessuna garanzia di ricevere il proprio stipendio a fine mese a causa della pandemia.

Ma c’è un altro aspetto paradossale: scioperando i dipendenti pubblici creano gravi disagi proprio alle aziende e ai commercianti che non possono accedere a servizi essenziali e quindi sono costretti – contro la loro volontà – a non poter lavorare a pieno regime. Nel merito, la richiesta dei sindacati di nuove assunzioni e aumento degli stipendi (discorso a parte per la sanità), in questo momento storico è fuori luogo.

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18 Commenti

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  1. Sempre addosso agli Statali. Adesso non possono neppure ‘scioperare’!?

    La vita, ma anche il lavoro, è a volte una questione di scelte, più o meno giuste, più o meno sbagliate, ma pur sempre lasciate al libero arbitrio.
    Pertanto chi per libera scelta o magari per necessità oggi si ritrova a fare il dipendente pubblico oppure il libero professionista, l’artigiano o il commerciante, già sapeva illo tempore a cosa andava incontro.
    Il dipendente pubblico, ad un lavoro con uno “stipendio fisso”, pochi soldi (maledetti e subito!), ferie e malattia, scarse soddisfazioni, zero margini di carriera, tassazione alla fonte e un pubblico concorso per accedere ai ruoli di qualsiasi livello e settore.
    La partita Iva, tutto l’esatto contrario.
    E allora quando poi si diventa… ‘grandi’, c’è poco di cui lagnarsi.
    Non per questo il lavoratore – pubblico o privato che sia, oppure la partita Iva – deve rinunciare al ‘diritto-dovere’ di rivendicare migliori condizioni di lavoro e perché no, anche scioperando!
    Ora, accanirsi contro i dipendenti pubblici tacciandoli di ogni ‘male’, facendone di tutta l’erba un fascio e mettendoli in croce perché il ‘9 dicembre u.s. sono scesi in sciopero’, è puro accanimento nei confronti di una categoria di lavoratori che non sta rubando niente a nessuno, ma che è stata pesantemente penalizzata dal passaggio dalla Lira all’Euro, che di fatto ne ha dimezzato il potere d’acquisto, che oggi sciopera per un rinnovo del contratto disatteso e che alla resa dei conti porterà in busta paga poco più di un caffè!
    Ma i delatori del Pubblico Impiego, che non perdono occasione per dare addosso agli Statali, hanno definito lo sciopero fuori luogo e sbagliato, irriguardoso nei confronti di milioni di italiani che da mesi non arrivano a fine mese e fanno sacrifici enormi per tenere aperte le proprie attività a causa della pandemia, quando, invece, in tutti questi mesi i dipendenti pubblici hanno ricevuto regolarmente il proprio stipendio.
    Insomma, un vergogna!
    Purtroppo questo accanimento, ieri contro i migranti e oggi contro gli statali, non fa altro che gettare benzina sul fuoco innescando una guerra tra poveri di cui il paese in questo delicato momento farebbe volentieri a meno, dal momento che c’è da combattere un’altra battaglia, quella contro il virus e la crisi economica, e i dipendenti pubblici ogni giorno stanno lì, in trincea, per assicurare e garantire, a tutti, i servizi pubblici essenziali, anche a coloro che evadono ed eludono il fisco, anche a coloro che li denigrano.
    Signori miei, sono ben altre ‘le vergogne’ di questo grande paese, per cui taluni farebbero meglio ad andarsi a nascondere, non certo lo sciopero degli Statali!

    • Poverelli questi statali! Prima hanno cercato le raccomandazioni per avere un posto fisso e uno stipendio sicuro, adesso scioperano perché sono scontenti. Nessuno vieta loro di licenziarsi e aprire un’attività artigianale, commerciale o di zappare la terra… e guadagnare tanti, tanti soldi.

      • Fai un bel concorso per diventare statale: medico, psicologo, docente, carabiniere, poliziotto, avvocato dello stato, ingegnere ecc ecc
        poi ne riparliamo, analfabeta.

  2. Che vergogna lo sciopero degli statali, si sono vergognati anche loro di farlo: 4% di adesioni!!! Compagni, son tornato, e mo’ vi purgo, altrove vi spiego tutto.

  3. Scioperare in questo momento e da vigliacchi, c’è gente che lavora più di voi è in questo momento sta aspettando la cassa integrazione che non arriva anche per colpa vostra.grazie Italiani onesti.

  4. “i dipendenti pubblici creano gravi disagi proprio alle aziende e ai commercianti che non possono accedere a servizi essenziali” dice Giubilei.
    Ma come! I dipendenti pubblici non erano parassiti inutili ? Adesso il loro lavoro risulta addirittura essenziale per i commercianti?
    Ma che bella scoperta!

    • Ebbene si, in generale, con le dovute eccezioni , sono una roccaforte della burocrazia più tracotante che non fornisce servizi adeguati e riesce a rallentare ogni cosa.
      Il suo commento è un patetico tentativo di arrampicata sugli specchi con giramento di frittate.

    • La vergogna si chiama CCNL, che spinge tutti i salari verso il minimo comune denominatore in nome di un’uguaglianza di facciata.

      Ma un sindacato mai permetterà vere contrattazioni a livello locale.

      • @Luca Beltrame Un contratto è il risultato di uno “scontro” di due o più parti. Per quanto riguarda quindi il contratto di lavoro è il risultato dell’incontro/scontro tra due parti in cui una delle due, quella datoriale, è più forte e quindi tanto è più debole l’altra parte (quella dei lavoratori) rappresentata dai sindacati tanto meno questi otterranno risultati buoni per loro. E non dimentichiamoci che anche gli imprenditori sono rappresentati da un loro sindacato, chiamasi Confindustria… Comunque stavo dicendo che tanto è più debole quella dei lavoratori, rappresentata o no dai sindacati, tanto più, non solo dal punto di vista economico ma anche delle regole orari permessi ferie eccetera eccetera e non ultima anche la parte che norma la sicurezza dei luoghi di lavoro, tantomeno otterranno. E gran parte dei lavoratori che lavorano in massima parte per piccole/medio piccole aziende se hanno quel poco che hanno lo devono/lo dobbiamo ai lavoratori e ai sindacati delle grandi aziende che hanno avuto il coraggio e la forza di scioperare per rivendicare diritti e salari per TUTTI, E IO PERSONALMENTE LI RINGRANZIO. PARTENDO DA QUESTA BASE UGUALE PER TUTTI SE POI TERRITORIALMENTE O AZIENDALMENTE O OPEL REPARTO O UFFICIO SETTORE O PERSONALMENTE SI HA LA FORZA E/O MEGLIO ANCORA VIENE SPONTANEAMENTE RICONOSCIUTO UN MERITO DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO PER QUESTO QUELLO BEN VENGA E QUESTO SUCCEDE ANCHE NORMALMENTE. QUINDI PER ME VIVA VIVA VIVA IL CCNL.

        • Avendo il sottoscritto partecipato, per la parte datoriale, ad una trattativa sindacale posso dire: balle.

          Ho visto sindacalisti (tutti della triplice, aggiungerei) ululare e mettere il veto contro provvedimenti meritocratici perche’ “si toglievano i soldi a tutti”, fare finto egualitarismo di facciata e quando ci sarebbe stato da discutere su veri problemi lavorativi (questioni di benessere organizzativo, ma e’ chiedere troppo a chi si occupa dei “lavoratori” solo sulla carta…e solo se dipendenti) tutti zitti e muti.
          Altro che “scontro tra le parti”.

          il CCNL e’ una follia, che pretende di regolare minuziosamente a livello nazionale situazioni completamente diverse a livello locale, lasciando margini ridicoli alla contrattazione integrativa decentrata.

          Quanto ai dipendenti pubblici, invece di chiedere piu’ risorse, se si eliminasse almeno un quarto della burocrazia attuale (ANAC in primis, per non parlare del codice degli appalti…) “magicamente” non servirebbero piu’ tutti questi dipendenti….

      • @ Luca Beltrame Un contratto è il risultato di uno “scontro” di due o più parti. Per quanto riguarda quindi il contratto di lavoro è il risultato dell’incontro/scontro tra due parti in cui una delle due, quella datoriale, è più forte e quindi tanto è più debole l’altra parte (quella dei lavoratori) rappresentata dai sindacati tanto meno questi otterranno risultati buoni per loro. E non dimentichiamoci che anche gli imprenditori sono rappresentati da un loro sindacato, chiamasi Confindustria… Comunque stavo dicendo che tanto è più debole quella dei lavoratori, rappresentata o no dai sindacati, tanto più, non solo dal punto di vista economico ma anche delle regole orari permessi ferie eccetera eccetera e non ultima anche la parte che norma la sicurezza dei luoghi di lavoro, tantomeno otterranno. E gran parte dei lavoratori che lavorano in massima parte per piccole/medio piccole aziende se hanno quel poco che hanno lo devono/lo dobbiamo ai lavoratori e ai sindacati delle grandi aziende che hanno avuto il coraggio e la forza di scioperare per rivendicare diritti e salari per TUTTI, E IO PERSONALMENTE LI RINGRANZIO. PARTENDO DA QUESTA BASE UGUALE PER TUTTI SE POI TERRITORIALMENTE O AZIENDALMENTE O OPEL REPARTO O UFFICIO SETTORE O PERSONALMENTE SI HA LA FORZA E/O MEGLIO ANCORA VIENE SPONTANEAMENTE RICONOSCIUTO UN MERITO DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO PER QUESTO QUELLO BEN VENGA E QUESTO SUCCEDE ANCHE NORMALMENTE. QUINDI PER ME VIVA VIVA VIVA IL CCNL.
        PS il maiuscolo non e` un “urlare” e` solo voler un po` evidenziare… cmq con scuse.

    • La vera vergogna sta nel fatto che nonostante siamo il terzo Paese che versa maggiori contributi,assieme alla Francia e alla Germania,per sostenere questo carrozzone che si chiama Eurozona,l’Italia eroga contratti minimi salariali molto più bassi rispetto agli altri Paesi..

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