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Che vergogna lo sciopero degli statali

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Lo sciopero dei dipendenti pubblici indetto per la giornata odierna è una delle più grandi vergogne degli ultimi anni. Inutile fare giri di parole per definire una decisione che, oltre ad essere fuori luogo e sbagliata, è irrispettosa nei confronti di milioni di italiani che da mesi non arrivano a fine mese e fanno sacrifici enormi per tenere aperte le proprie aziende o attività.

Mentre piccoli e medi imprenditori, partite Iva, commercianti hanno avuto un calo ingente dei propri guadagni a causa della pandemia con la chiusura di migliaia di attività non più in grado di andare avanti, in tutti questi mesi i dipendenti pubblici hanno ricevuto regolarmente il proprio stipendio. Non è una colpa, ci mancherebbe, ma occorrerebbe il rispetto e la sensibilità verso i propri connazionali che si trovano in una situazione difficile a causa della pandemia.

Stiamo parlando di milioni di lavoratori, operai e dipendenti del settore privato, molti dei quali sono sono ancora in attesa della cassa integrazione. La solidarietà di cui si parla molto spesso dovrebbe partire da qui. Con lo sciopero di oggi non si fa altro che inasprire un clima già teso e acuire una divisione tra i cosiddetti “garantiti” e chi invece non ha nessuna garanzia di ricevere il proprio stipendio a fine mese a causa della pandemia.

Ma c’è un altro aspetto paradossale: scioperando i dipendenti pubblici creano gravi disagi proprio alle aziende e ai commercianti che non possono accedere a servizi essenziali e quindi sono costretti – contro la loro volontà – a non poter lavorare a pieno regime. Nel merito, la richiesta dei sindacati di nuove assunzioni e aumento degli stipendi (discorso a parte per la sanità), in questo momento storico è fuori luogo.