Davanti a Montecitorio, nel cuore della Repubblica, quella che un tempo si chiamava sinistra oggi gioca ai ribelli con lo striscione da centro sociale. Scritto a caratteri cubitali: “L’ipocrisia uccide con la fame”. E fin qui, niente di nuovo. Firmato Alleanza Verdi e Sinistra, Fratoianni-Bonelli: gli indignati a corrente alternata.
A stendere la lenzuolata ci hanno pensato in prima persona il signor Fratoianni, eterno moralista senza maggioranza, e il compare Bonelli, che ogni volta rispunta come il prezzemolo nei momenti simbolici, ma rigorosamente inutili. Naturalmente, il leader di Sinistra Italiana si è subito premurato di giustificare la sceneggiata con una dose di retorica da capogiro, di quelle che non passerebbero neppure a un esame di terza media: “È una cosa che non capita tutti i giorni e che non deve accadere tutti i giorni perché questo è il Parlamento della Repubblica, è un luogo importante, ha una sua sacralità…”.
Ma guarda un po’. Dopo anni passati a ridicolizzare le istituzioni, a chiamare “fascisti” tutti quelli che non la pensano come loro, oggi si scopre che il Parlamento è un luogo sacro. Però, se si tratta di inscenare la solita carnevalata contro Israele, allora la sacralità può anche andare a farsi benedire. “…ma di fronte a quello che sta accadendo a Gaza, di fronte al genocidio, all’orrore, allo sterminio, alla deportazione, alla pulizia etnica, al cinismo insopportabile del criminale di guerra Netanyahu e di fronte all’inaccettabile silenzio della comunità internazionale, al doppio standard all’ipocrisia e alla complicità che ogni giorno diventa più pesante, siamo convinti che oggi tutto sia non solo legittimo, ma necessario.” Tutto è legittimo. Anche l’abuso della parola “genocidio”, che evidentemente oggi non è più un termine giuridico preciso, ma una parola passepartout buona per ogni comizio. “Tutto è necessario”. Anche strumentalizzare un dramma vero con la solita scenografia ideologica da presidio.
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E non è finita. Fratoianni, ormai in trance oratoria, rincara la dose: “Di fronte a questo buio della ragione, a questo buco nero dell’umanità tutto deve essere messo in campo… dalle bandiere appese alle finestre, dalle manifestazioni, dalle mozioni parlamentari… e ancora oggi ancora lo faremo nell’ennesimo question time. Dove chiederemo al governo di Giorgia Meloni che dice che non è il momento giusto per riconoscere lo Stato palestinese, quando arriva il momento giusto? Quando non ci sarà più un palestinese vivo o una casa in piedi?” Il classico interrogativo retorico da palco. Nessun riferimento a Hamas, nessun accenno a razzi, ostaggi, milizie terroristiche. Solo la solita rappresentazione in bianco e nero dove Israele è il male e chiunque altro, automaticamente, è il bene.
Poi la chiusa. Drammatica, indignata, stanca: “Di fronte a questa ipocrisia oggi è il momento in cui tutti e tutte si alzino in piedi, con schiena dritta, recuperino dignità e la pretendano da chi rappresenta le istituzioni del nostro Paese. Perché noi non ci stiamo a vedere il nostro Paese, la nostra Patria sì, questa parola di cui loro si riempiono la bocca ad ogni piè sospinto, trascinata nella vergogna di chi ha scelto la parte sbagliata e peggiore della storia”.
La “parte sbagliata della storia”: quella frase che ogni militante da assemblea ama tirare fuori quando ha finito gli argomenti. Il tutto mentre si profana il Parlamento con uno striscione e si pretende di avere il monopolio morale del bene. Una volta li chiamavano gesti simbolici. Oggi sembrano solo rappresentazioni grottesche di una politica che ha perso la misura, ma non l’arroganza.
Ma attenzione: non c’è solo da stigmatizzare la scenetta a Montecitorio. La realtà fortunatamente è diversa da quella raccontata da Fratoianni e socio. Fortunatamente, secondo COGAR, ieri oltre 200 camion sono stati raccolti e distribuiti dalle Nazioni Unite e da organizzazioni internazionali. Più di 220 camion sono entrati a Gaza e sono ora in attesa di raccolta e distribuzione, insieme a centinaia di altri ancora in coda per il ritiro da parte dell’Onu. E ancora, come confermato dal deputato Mauro Malaguti (FdI), quattro autocisterne di carburante sono entrate per garantire il funzionamento dei sistemi umanitari essenziali. 52 pallet di aiuti sono stati lanciati per via aerea in cooperazione con Emirati Arabi Uniti e Giordania.
Franco Lodige, 30 luglio 2025
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