Esteri

“Cittadini pronti a combattere”. Londra prepara la guerra contro la Russia

L’allarme del Capo di Stato maggiore di Londra su una guerra contro la Russia. Scambio di accuse Mosca-Kiev per l’aereo abbattuto in Ucraina

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putin sulak © Serhej Calka tramite Canva.com

I civili britannici che fanno parte della “generazione pre guerra” devono essere pronti a combattere una guerra contro la Russia di Vladimir Putin: non ha usato troppi giri di parole il capo di Stato maggiore delle forze britanniche, Patrick Sanders, in un discorso pronunciato a Twickenham, Londra. Un monito che spaventa, soprattutto in una fase in cui l’Ucraina versa in grosse difficoltà e le mire imperialistiche del Cremlino sembrano pronte ad esplodere. Sanders ha evidenziato che i normali cittadini potrebbero essere costretti a rafforzare le forze militari: per il momento non è previsto un ritorno alla leva, abolita nel 1960, ma non è da escludere una forma di esercizio militare sulla falsariga della Svezia.

Per Sanders, la Gran Bretagna deve “fare passi per consentire alle nostre società di essere sul piede di guerra” e tale passo “non è solo desiderabile, ma essenziale”: le fondamenta “di una mobilitazione nazionale” non possono essere limitate a Paesi confinanti o vicini alla Russia per questo “non saremo immuni e anche la generazione preguerra deve prepararsi e si tratta di uno sforzo che coinvolge tutto il Paese“. Forse per dare forza al suo discorso, il militare ha citato l’esempio dell’Ucraina: “Gli eserciti regolari iniziano le guerre e le forze militari composte da cittadini le vincono“. Ricordiamo che appena una settimana fa il ministro della Difesa britannico, Grant Shapps, aveva detto: “Bisogna rendersi conto che stiamo passando da un mondo post bellico a uno pre-guerra”. Come ciliegina sulla torta, l’annuncio dell’invio di 20 mila soldati britannici per le più grandi esercitazioni Nato dopo la fine della Guerra Fredda.

E quello della Gran Bretagna non è il primo monito sulla possibile guerra totale contro la Russia. Già da giorni il futuro degli equilibri mondiali appare sempre più traballante, tanto da spingere il presidente del comitato militare della Nato, Rob Bauer, ad affermare che “i civili devono prepararsi a una guerra totale con Mosca nei prossimi 20 anni”. Per Bauer “dobbiamo renderci conto che vivere in pace non è un dato di fatto” e per questo motivo “ci stiamo preparando per un conflitto con la Russia”.

Un grande segnale di preoccupazione, soprattutto perchè espresso da uno dei vertici dell’Alleanza atlantica. Parole forti arrivate a pochi giorni di distanza dal documento reso noto dalla Bild in cui si profetizzava un attacco di Mosca alla Nato. Il Cremlino ha smentito il piano top secret, bollato come “fake news”, ma i timori per l’escalation sono palpabili.

La situazione sul campo di battaglia sorride a Mosca. L’attacco di martedì in Ucraina ha causato 18 morti e 130 feriti, ma l’attenzione nelle ultime ore si è spostata sullo schianto dell’aereo russo Ilyushin II-76 nella regione di Belgorod. Lo scambio di accuse tra i due Paesi è stato immediato: secondo il Cremlino, il velivolo trasportava 65 prigionieri di guerra e 6 membri dell’equipaggio. Kiev ha confermato lo schianto, ma ha smentito la versione russa: “L’aereo trasportava sistemi missilistici”. Volodymyr Zelensky ha chiesto un’indagine internazionale: “È ovvio che i russi giocano con la vita dei prigionieri ucraini, con i sentimenti dei loro parenti e con le emozioni della nostra società”. Alle prese con diverse criticità e sempre più solo, il presidente ucraino ha incaricato il suo ministro degli Esteri di informare i partner intenzionali sui dati disponibili.

Veemente la reazione del Cremlino, che ha puntato il dito contro Kiev per aver abbattuto volontariamente l’aereo al fine di “incolpare la Russia”. Secondo i russi, le persone a bordo del velivolo facevano parte del blocco di 192 prigionieri prescelti per lo scambio “alla pari”. Secondo quanto reso noto dalla Duma, l’Ilyushin era seguito da un altro aereo con a bordo circa altri 80 prigionieri ucraini, che dopo l’abbattimento del primo velivolo ha invertito la rotta ed è tornato indietro. Lo scambio di accuse andrà avanti nei prossimi giorni, con l’unico risultato di ostacolare le già complicate trattative. Il ministero degli Esteri di Mosca non ha esitato a definire il governo di Kiev “partner indegno” per eventuali negoziati, con il capo della diplomazia Serghei Lavrov che ha immediatamente chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Seguiranno aggiornamenti.

Massimo Balsamo, 25 gennaio 2024

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