Ci sarebbe una clamorosa indiscrezione sul caso di Garlasco. Da quanto dichiarato giovedì da Riccardo Signoretti a Mattino 5, condotto su Canale 5 da Federica Panicucci, il famoso ignoto 2 rilevato sulle unghie di Chiara Poggi non sarebbe più tale. Così lo ha spiegato in diretta il direttore di Nuovo: “È una voce che gira da ieri sera, un programma tv sarebbe stato pronto a rivelarlo, ma per rispetto dell’indagine non l’ha fatto. Per ora è un’indiscrezione non confermata, ma è un nome clamoroso perché non rientra nel gruppo di persone di cui si è parlato”.
Ma non basta, anche il medico Legale Pasquale Bacco, divenuto famoso ai tempi del Covid per le sue posizioni contrarie alle abominevoli restrizioni, ha pubblicato un video, poi ripreso dal settimanale Giallo, sostenendo di essere in possesso di informazioni di prima mano secondo le quali il frate Alessandro Biasibetti, che all’epoca del delitto si trovava in vacanza insieme alla famiglia Poggi ed fidanzato con Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, avrebbe fornito una testimonianza molto importante agli attuali inquirenti. Talmente importante, sempre secondo Bacco, da imprimere una ulteriore accelerazione all’attuale indagine.
Sta di fatto che oramai, ad un passo dalla cosiddetta discovery delle carte in mano alla Procura di Pavia, le indiscrezioni non smentite si stanno succedendo a tambur battente, creando grande confusione e nervosismo nell’ancora nutrito gruppo di esperti e di opinionisti da salotto televisivo che per quasi 19 anni hanno raccontato una versione del delitto, quella che ha portato alla condanna di Alberto Stasi, che definirei surreale.
Tant’è che alcuni di costoro, in particolare il Generale Luciano Garofano, che nel 2007 coordinò le analisi del Ris di Parma, si stanno rendendo protagonisti di un accanimento contro Alberto Stasi, con l’evidente intento di riprocessarlo per l’ennesima volta, trasformando il dibattito televisivo in una vera gazzarra.
E dato che Garofano sta manifestando con una certa frequenza le sue intemperanze, impedendo letteralmente di parlare ai suoi interlocutori, in alcuni programmi della Rai, servizio pubblico pagato coi nostri quattrini, tutto ciò non è accettabile. A prescindere se egli abbia ragione o meno, non gli dovrebbe essere consentito di sostenere le sue tesi con la voce grossa.
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Come utenti che pagano il canone pretenderemmo che i dibattiti vengano svolti in modo civile, consentendo a tutti di poter esprimere liberamente il proprio pensiero. In caso contrario i responsabili di tali programmi hanno due possibilità: o non invitano gli ospiti abituati a dare sulla voce a chi non la pensa come loro, o quando costoro si comportano in questo modo spengono loro il microfono, tertium non datur.
Su tragico caso di Garlasco mi sembra che si sia già fatta un gran confusione per quasi 19 anni; evitiamo di buttarlo ancora di più in caciara!
Claudio Romiti, 3 aprile 2026
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