Cronaca

Garlasco, ecco cosa rispondo al generale Garofano sulle intercettazioni

“Invenzioni, mai passato nulla”, tuona l’ex comandante dei Ris che annuncia via legali, Ma gli atti sono pubblici dal 2008

generale garofano intercettazione garlasco Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nel corso dell’ultima puntata de Lo Stato delle Cose, condotto su Rai3 da Massimo Giletti, il generale Garofano ha fatto chiaramente riferimento all’articolo che abbiamo pubblicato il 23 febbraio scorso sul caso di Garlasco, in relazione ad alcune intercettazioni divulgate dalla youtuber Bugalalla. Intercettazioni, teniamo a precisare, che sono agli atti sin dal 2008, e sulle quali non è stato imposto alcun segreto di Stato.

Nel merito Giletti ha chiesto all’ex comandante dei Ris di Parma lumi in relazione ad un dialogo tra Rita Preda e il suo avvocato, Gian Luigi Tizzoni, in cui la madre della povera Chiara Poggi afferma che alcune particolari foto sarebbe stato l’allora colonnello “a passarle ad una giornalista sua amica”. Questa la risposta piccata di Garofano: “Se io avessi divulgato materiale riservato allora sarei stato indagato per quello, ma nessuna Procura lo ha fatto. Figuriamoci se avrei potuto farlo, sono invenzioni di chi le propone o le manipola, sono già andato per vie legali nei confronti di chi utilizza questa discovery, quindi la dottoressa Bugamelli, è una cosa oscena. Se l’avessi fatto il reato sarebbe prescritto, è squallido che qualcuno oggi abbia scritto che per me le cose si mettono male. Chi l’ha proposto ha estratto da alcune frasi che sono de relato”.

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Dopodiché, non pago di questa precisazione, egli ha aggiunto: “Diffido chiunque altro rilanci questa notizia becera, che non corrisponde a verità. Io non ero nemmeno consulente, lo erano i miei collaboratori, non sapevo tutti i particolari. Mai sarei andato a dissipare qualcosa di così delicato e riservato”. A questo punto interviene Umberto Brindani, direttore di Gente, chiede al generale: “Querelerà anche l’avvocato Tizzoni? È lui che ha diffuso questa falsità“. Garofano risponde: “Il suo spirito lo dedichi ad altro”.

Ora, per quel che ci riguarda saremmo ben felici di ospitare un eventuale intervento del generale Garofano, volto a dissipare qualsiasi dubbio in relazione a tali intercettazioni. Nessuno si è mai sognato di mettere in dubbio sua l’onorabilità e la sua serietà professionale. Tuttavia, dato che gli elementi portati in luce da Bugalalla e rilanciati da altri mezzi di informazione sono pubblici, non credo che attraverso lo strumento della diffida si possa impedirne la libera divulgazione. Altra cosa sarebbe, e in questo caso il buon generale ne avrebbe tutti i diritti, se qualcuno utilizzasse l’indicativo per sostenere che gli addebiti sostenuti de relato siano assolutamente veritieri. Infatti, nel merito, noi abbiamo scritto, usando sempre il condizionale, che i fatti in oggetto sono ancora tutti da dimostrare. In tal senso, mi sembra che tra il diritto di cronaca e la diffamazione il confine sia piuttosto ben delineato.

Claudio Romiti, 24 febbraio 2026

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