Come estendere i tamponi a tutti

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La dottoressa Carolina Cerza, biologa molecolare di un laboratorio privato, mi ha inviato questo video in cui ci spiega quale potrebbe essere la soluzione per fare il tampone a tutta la popolazione.

Ma per poter mettere in pratica questa procedura c’è ovviamente bisogno del placet della Regione…

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24 Commenti

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  1. Ma nessuno pensa anche che mancano i fondi, e che a gestire una popolazione intera c’è anche un fattore di gestione, personale, rischi di contatti e contagi ulteriori

    Si fa presto andiamo noi a casa, qui si parla di milioni di persone, e siamo italiani
    In Corea e in Cina ci sono popoli e sistemi diversi, li se dicono di stare a casa perchè passa il medico per il tampone rimangono in casa, qui escono e scrivono sulla dichiarazione che vanno “per motivi di salute a comprare una dose di droga” o “a consumare un rapporto sessuale”; e il giorno dopo aver preso la multa, ripetono la stessa cosa; ma dove vogliamo andare

    Le cose da poter fare sono tante, e non è facile!

    Certo che sarebbe meglio, come sarebbe meglio fare il test a tampone vero e proprio, come sarebbe stato meglio chiudere un mese prima, ma non sempre si può

    Io penso che il motivo principale siano i fondi, e in seconda la gestione
    Oggi tutti politici e sanitari vengono da un mese di durissimo lavoro in prima linea contro la diffusione e per contenere le terapie intensive, e purtroppo anche di distrazioni per tanti che hanno anche criticato

    Non è facile il lavoro che stanno facendo, e oltre che portare questa proposta alla loro attenzione, non penso si possa fare altro se non aspettare

    Staremo a vedere

  2. Brava, continuiamo a chiederlo e a pretendere che ci ascoltino. Anche io apprezzo Porro, fa più lui da casa che tanti in Parlamento (purtroppo).

  3. Ho qualche osservazione da fare.

    La prima, è che ci andrei veramente molto cauto con l’idea di fare test a tappeto a tutta la popolazione per individuare gli “asintomatici” o stanare il positivo con il mal di gola. Noi pensiamo sempre agli “infetti” come ad una minoranza, per quanto magari “grande” e diamo per scontato che rimanga sempre “libera” e sana abbastanza gente per mandare avanti la baracca. Ma attenzione: se questo virus ha, come pare, una diffusività simil-influenzale (se non maggiore) e se è vero che la stragrande maggioranza è totalmente asintomatica, potremmo accorgerci che i “positivi” potrebbero essere non decine di migliaia, ma MILIONI. Forse anche 10-20 milioni. Forse di più. E tra questa gente, ci sono i medici, gli infermieri, i membri della Protezione Civile, gli operai, gli agricoltori. Ebbene, se avessimo a che fare con la Peste, queste persone sarebbero giocoforza “fuorigioco”, ma ci andrei francamente cauto con l’idea di mettere in quarantena MILIONI di persone che stanno bene. Io per esempio sono nella CRI e in questa emergenza, porto gli alimenti a chi è in isolamento e in quarantena. Sto bene, non ho niente. Ma potrei essere un asintomatico… che ne so io? Se mi si facesse il test e risultassi positivo, sarei 1 in meno che aiuta chi sta male e sarei 1 in più da aiutare anche se sta bene. In pratica, la differenza sarebbe di 2, non di 1.

    La seconda, è che già mi pare alquanto ciclopica l’impresa di fare test a tappeto a tutta la popolazione. Ma sarebbe anche più titanica, considerando che in tantissimi casi dovrebbero esser rieffettuati test di conferma o smentita.

    Capisco che questa caccia agli asintomatici sia diventata la nostra nuova psicotica e ipocondriaca paura dell’untore e che l’idea solletichi non poco lo spirito impreditoriale di molti laboratori che in ciò intravedono una potenziale miniera d’oro (non nghiamolo!), ma siamo sicuri che la cosa non finisca poi per paralizzi ancor di più?

    • La domanda è perché però la Corea del Sud ci è riuscita. Certo non a tutti, ma con un tracciamento aggressivo se ne fanno molto di più di quelli di adesso.

      C’è un altro motivo per fare più tamponi. E’ che i dati attuali sono assolutamente spazzatura perché non indicativi di come l’infezione sta progredendo.

    • Buongiorno Carlo. Intanto grazie per quello che fa.

      Infatti se tutti rimanessimo in casa ci sarebbero le forze per voi della CRI, protezione civile, ecc.. per rifornire tutti di viveri?

      Se abbiamo dei Sindaci conigli che per pararsi il c… isolano intere famiglie perchè uno solo dei componenti è contagiato, ma non si incazzano ed evitano di richiedere almeno i tamponi per quella famiglia. Se almeno uno di quella famiglia è sano, dopo 2 tamponi, può uscire lui a fare la spesa, e liberare forze delle organizzazioni per aiutare altre persone.

      • Figurati! Grazie di niente: piuttosto che stare a casa a far finta di lavorare con il lavoro “agile” (che io chiamo “disabile”) farei di tutto, quindi tanto vale fare qualcosa di utile:D

        “Infatti se tutti rimanessimo in casa ci sarebbero le forze per voi della CRI, protezione civile, ecc.. per rifornire tutti di viveri?”

        Purtroppo, ovviamente no. A parte che è uno sforzo logistico notevole già così, ma poi se tutti fossero a casa, ci saremmo anche noi a casa in quarantena. E sarebbero a casa anche quelli che producono i viveri e che li trasportano. Insomma, fare i test a tutti non mi pare una grande idea. Si rischia di mandare a casa anche una grossa fetta di quell’Italia che ancora lavora e che fa lavori ORA ESSENZIALI.

  4. Non mi è chiaro se le Igg e Igm sono specifiche per il Covid-19 o possono essere generate da qualsiasi altra infezione

    • Gli anticorpi IgG e IgM sono generati nella risposta immunitaria cosiddetta “specifica”, quando l’organismo risponde attivamente all’infezione. Qualunque infezione genera IgM prima e IgG poi, ma la loro specificità è estremamente alta. Un anticorpo contro un batterio non reagirà contro un virus, e un anticorpo contro un rinovirus non agirà contro un coronavirus.

      I saggi anticorpali (sierologici) sfruttano questo principio, perché usando gli anticorpi specifici identificano con buona specificità il virus e solo quello.

  5. Buonasera. Siamo alle solite: Paghiamo per una sanità pubblica inefficiente e poi se vuoi un esame in tempi rapidi si paga di nuovo. Passiamo alla sanità privata come in Corea del Sud!

    • Caro Patrizio, mi permetto, da operatore del sistema, di suggerire ed aprire uno scenario e suggerie una solizione.

      Nessuno, e dico nessuno dei politici in carica, si sognerebbe mai di recarsi in tv e esporre “l’unica vera verità”: il nostro SSN è fallito, non riusciamo più a garantire” tutto a tutti”, e questo è già evidente nella misura in cui se lei cerca di prenotare una qualsiasi prestazione diagnostica o visita specialistica attorno ad Ottobre, non riuscirá ad avere quella prenotazione prima del Gennaio successivo, a meno che non viva nelle sole Lombardia e Veneto. Questo perché la spesa prevista e prevedibile assegnata alla maggior parte delle Regioni è già esaurita ad Ottobre. Detto questo, la mia ricetta sarebbe: minimo salvavita garantito per tutti ( interventi chirurgici d’urgenza di ogni genere, assistenza oncologica diagnostica e specialistica ab libitum, diagnostica d’urgenza e specialistica post trauma o stroke) ed assistenza totale per prestazioni di ogni tipo per pensionati over 68 con meno di 15000€ annui, per il resto, una sana e consapevole assicurazione privata che copra tutto il resto, con premi assicurativi a scalare in base alla propria capacità- disponibilità economiche: eresia per i cari 5S-PD- sardine e vario altro pesce azzurro.

      La condizione di assicurazione, in base al premio, potrebbe permettere di accedere a varie tipologie di assistenza, commisurate numericamente e per frequenza anche in base alla tipologia del premio versato. Oltretutto, come accade negli USA, portebbe essere un inflessibile modalità di controllo dell’evasione fiscale: evasori totali costretti a dichiarare per forza qualcosa per giustificare la loro assicurazione, o , esempio: come fai a dichiarare 20000€ annui e permetterti un’assicurazione privata di , esempio tipo, 10000€? Qualcosa non torna: smetti di mangiare per poterti fare RM del ginocchio senza limiti?? Credo si risolverebbero molte storture e anomalie della nostra Nazione. Saluti

      • Buonasera Lorenzo.

        Sarebbe già un buon inizio.

        Come ho già postato su altri articoli del sito, gli unici che sanno in che condizioni è la nostra sanità sono gli operatori e chi ne usufruisce. Non mi racconta nulla di nuovo in merito ai tempi d’attesa per le visite specialistiche.

        Tanto che spesso ci si rivolge a strutture convenzionate per aggirare il problema, pagando così 2 volte.

        Poi bisognerebbe creare il lavoro ben pagato e stabile, non per decreti o aiuti statali ad aziende decotte, per permettere alle persone di sottoscrivere un’assicurazione privata. In Corea del Sud mi pare di aver letto che ce ne sia una statale obbligatoria e la possibilià, anzi la necessità di affiancarne una privata.

        In merito all’evasione, guardi che una persona può dichiarare 0 € di reddito ed allo stesso tempo pagare le imposte. Esempio? Chi ha guadagni finanziari e sceglie il regime di risparmio amministrato delega l’intermediario per gli adempimenti di natura fiscale, che in poche parole agisce da sostituto d’imposta. E i guadagni già tassati alla fonte non vanno dichiarati.

    • Questa esposta la mia ricetta; il motivo per cui non ce lo diranno mai, è che la pressione fiscale per la quale siamo oppressi, non sarebbe più giustificata: per quale motivi dovrei darti, nella miglior delle situazioni, il 45% di quello che guadagno, se alla fine Stato-Governo non mi offri nemmeno un’apparente assistenza sanitaria totale??? Altro che ipotesi di flat tax, a quel punto, la pressione fiscale giustificata per chiunque, non dovrebbe superare più del 20%.

      Saluti

  6. In Italia (non solo nel governo, ma nel paese) è diffusa la fulgida credenza che i problemi che affliggono la società si possano risolvere chiudendo, vietando, bloccando, multando, denunciando, processando… Cercare contestualmente altre strade, magari logiche o di buon senso, non fa per noi. Rassegniamoci.

  7. Si tratta di un virus scarsamente immunogeno E quindi con produzione di anticorpi valida solo in fase conclamata. Per questo non completamente affidabile meglio asintomatico o con sintomi modesti.

    Altro problema: il costo.

    sento girare varie ipotesi. Ma nessuna facilmente sostenibile

  8. Brava. Ma pure lei vittima della burocrazia. Sembra di essere negli USA, col famigerato Trump. Basta telefonare in una qualsiasi farmacia per avere l’appuntamento; nel giro di pochi giorni si va e viene fatto gratuitamente il tampone e quindi esito comunicato entro un altro paio di giorni.

  9. Soluzione semplice ed immediata.

    Se la Dottoressa ha un amico/a politico in area governativa gli telefoni e gli rappresenti la sua proposta.

    In base alle norme non scritte, ma applicate, sul capitalismo clientelare, la Dottoressa avrà immediata risposta , quantomeno.

    Con un’elevatissima probabilità di vedersi accettata la proposta.

    Dottoressa, siamo in italia.

    • .. è troppo giovane ed anche apparentemente “illibata” per avere amicizie “altolocate”.. crede nel proprio dovere, nella trasparenza ed è rispettosa delle regole.. ha una Dignità

  10. Ribadire sempre che il problema dei falsi negativi è secondario….L’importante è sapere chi sono i positivi: perché chi è positivo è destinato per forza a diventare immune nel tempo della malattia.

    Sapere chi è positivo equivale a sapere chi non sarà più infetto.

    La non attendibilità dei negativi non è fondamentale. Rimangono comunque in quarantena.

    • Le autorizzazione vengono rilasciate solo ed unicamente dal Ministero della Sanità, non dalle Ausl né dalle Regioni. Il ministro non ci pensa nemmeno a farlo seppur sia stato fatto in tutto il resto del mondo, a cominciare dalla Corea che con tamponi a tappeto ha bloccato sul nascere il contagio.

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