Doveva essere una conferenza dedicata alla Settimana della Donna, ma al Congresso dei Deputati di Madrid l’incontro organizzato dal Partito Popolare si è trasformato in un attacco frontale al governo di Pedro Sánchez. Sul palco due figure simbolo della lotta contro le dittature: l’iraniana Masih Alinejad e la dissidente cubana Rosa María Payá.
Il confronto si è acceso soprattutto quando Alinejad ha affrontato il tema della guerra tra Stati Uniti e Iran e delle posizioni espresse da una parte della sinistra spagnola. L’attivista non ha usato mezzi termini, accusando il governo di Madrid di coprire politicamente il regime degli ayatollah dietro lo slogan del “No alla guerra”. «Come potete farlo?» ha chiesto con tono indignato, sostenendo che la retorica pacifista finisce per ignorare la repressione che colpisce quotidianamente le donne iraniane.
HOW DARE YOU?
No, non è Greta ma Mashi Alimedhiad. Invitata dal Partido popular (opposizione) a parlare al congresso spagnolo, la dissidente iraniana ha indirizzato un discorso al primo ministro iberico Sanchez:
“Ho deciso di venire qui per parlare direttamente, se me lo… pic.twitter.com/AfVxrsXa7l
— Leonardo Panetta (@LeonardoPanetta) March 6, 2026
Nel suo intervento ha ricordato le violenze subite dalle oppositrici del regime: arresti, carcere e abusi contro chi sfida le imposizioni religiose, persino per aver mostrato i capelli in pubblico. Alinejad ha parlato apertamente di una battaglia esistenziale contro la Repubblica islamica, descritta come una minaccia che potrebbe estendersi oltre i confini dell’Iran se non contrastata.
Accuse analoghe sono arrivate da Rosa María Payá, figlia dello storico dissidente cubano Oswaldo Payá. La giovane attivista ha denunciato quella che considera una persistente indulgenza di parte della sinistra europea verso il regime castrista, citando anche il sostegno espresso in passato da figure come Irene Montero.
A chiudere l’evento è stato il leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo, che ha utilizzato gli interventi delle due dissidenti per attaccare la linea dell’esecutivo. Secondo il capo dell’opposizione, il governo spagnolo predica il pacifismo mentre nei fatti mantiene gli impegni militari della Nato, come dimostrerebbe l’invio di una fregata nelle missioni dell’Alleanza. «Sánchez – ha concluso – dice una cosa ai cittadini e un’altra ai partner internazionali». Un’accusa che riassume la linea del PP: dietro la retorica del “no alla guerra”, sostengono i popolari, si nasconderebbero ambiguità politiche difficili da spiegare.
Ecco il testo dell’intervento dell’attivista iraniana:
“Ho deciso di venire qui per parlare direttamente, se me lo permettete, con il Primo Ministro della Spagna. Come osi? Come osi? Primo Ministro Sanchez, come osi usare il corpo ferito del mio popolo, i corpi feriti degli iraniani che hanno affrontato massacri, più di 32.000 persone. Stai usando i loro corpi come munizioni politiche contro le tue altre battaglie interne di partito. Non si tratta della tua lotta. Non si tratta di destra e sinistra. Non si tratta di Repubblicani o Democratici. Non si tratta di politica. Questa è un’azione per salvare persone che hanno subito massacri. Uh, non ci piace la guerra. Sono andata sulla pagina social di mia sorella. Una persona normale, scusate, un politico normale condanna un massacro, no? Un essere umano normale, quando vede cadaveri ammucchiati per strada, lo condanna. Dicono almeno una frase per mostrare la loro solidarietà. Ma il, il Primo Ministro della Spagna ha deciso di tacere di fronte al massacro, ma improvvisamente si dispiace per i terroristi eliminati. Ti stai schierando dalla parte degli assassini”.
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