La Francia infligge un castigo a Israele per eccesso di legittima difesa. Come se la resa di chi ha deciso di combattere fino alla fine la guerra santa non fosse la condizione per la pace. Che senso ha il riconoscimento dello Stato di Palestina preannunciato da Macron? Una punizione per i crimini commessi da Israele? E quale allora la punizione per i crimini commessi da Hamas?
Israele ha ucciso migliaia di civili, e fra questi, inidentificabili, migliaia di terroristi. Ma Hamas è colpevole di aver iniziato la guerra, di aver compiuto un eccidio con inaudita brutalità, di aver rapito, torturato, ucciso decine di ostaggi, e di non aver voluto mai rilasciarli per porre fine alla guerra. Hamas ha voluto la morte di migliaia di innocenti palestinesi per disporre di un arma di protezione da un lato, di ricatto dall’altra. Non ha mai voluto la pace per non cedere il suo potere e per non rinunciare al suo progetto di uccidere o costringere all’esilio dalla Terra Santa tutti gli israeliani e tutti gli ebrei.
Che cosa accadrà dopo il riconoscimento dello Stato palestinese? Hamas si convincerà a mutare d’animo, a convivere con Israele, a non compiere quella che ritiene una missione impostagli da Dio? Questo pensa Macron? E se ciò non avvenisse e la sua non fosse soltanto la volontà di punire Israele, come se la Francia possedesse l’unità di misura della verità e della giustizia, quale punizione pensa Macron di infliggere ai palestinesi che fanno parte o si riconoscono in Hamas?
Marco Taradash, 26 luglio 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


