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Confessione choc dell’agente: “Sono i cittadini a chiederci di controllarli” - Seconda parte

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Ecco. Se le cose stanno veramente così, vi confessiamo che quel che ci fa più paura non è il poliziotto un po’ tronfio, che sfonda il cancello di un’abitazione in Sardegna. Quello che ci fa più paura è chi, quel cancello, lo spalancherebbe volentieri. Rinunciando alle garanzie costituzionali, allo Stato di diritto, a secoli di civilizzazione giuridica.

Ci fa meno paura chi è obbligato dai superiori a chiedere “dove fai, cosa fai?”, di chi vuole che ciò gli sia chiesto. Ci fa meno paura uno Stato che approfitta di un’epidemia per sperimentare una forma di pervasivo e massiccio controllo sociale, di una comunità che, questo Stato di sorveglianza, lo invoca. Perché la libertà, la democrazia e la civiltà non muoiono mai per assassinio. Si suicidano.

Alessandro Rico, 7 aprile 2021

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