Eccoci all’ennesimo cortocircuito della sinistra italiana, con un consigliere comunale di Milano – Alessandro Corti, Municipio 7, centrosinistra – che si lancia in una lezione di diritto internazionale che più che dotta suona come una clamorosa difesa ideologica. Sì, perché in un reel su Instagram, il signor Corti ha pensato bene di spiegare al popolino che la lotta armata è legittima, pure quando la fanno certi gruppi che, per il resto del mondo civile, sono semplicemente organizzazioni terroristiche. Il riferimento, ovviamente, è ad Hamas.
Testuali parole: “La lotta armata è legittima sulla base del diritto internazionale. Che sia fatta da socialisti o islamisti è sempre lotta armata. Io l’ho capito che a tutti voi razzisti parte l’embolo appena sentite parlare in arabo, subito ‘islamista, islamista di qua e di là’. Signori, non è la stessa cosa: Hamas non è uguale all’Isis. Punto. Lo dice la storia di quella regione. Dovete imparare, andate a studiare, siete solo degli ignoranti. Ci credo che poi è facile intortarvi, riempirvi di tasse. Vi fate intortare perché siete degli ignoranti“.
Ora, lasciamo un attimo da parte l’insulto gratuito al prossimo – perché se non sei d’accordo con lui, sei un ignorante, magari anche un po’ razzista – e concentriamoci sul contenuto. Corti, che si presenta come “studioso di diritto internazionale” e sostiene di aver “lavorato con la Corte Penale Internazionale” (non si sa in quale ruolo), sostiene di aver detto una cosa ovvia: cioè che “il diritto internazionale consente, in tutto il mondo, la resistenza, anche armata, dei popoli sotto occupazione militare straniera”. E che quindi, se qualcuno si scandalizza, è solo perché non capisce la legge.
Nel video successivo rincara la dose contro la “Destra”, che – a suo dire – lo starebbe strumentalizzando. A chi lo accusa di legittimare Hamas, lui risponde che non ha espresso giudizi politici o morali, ma solo “un concetto giuridico che vale in tutto il mondo”. E guai a contraddirlo, perché “è assurdo fare polemica con un giurista che ha semplicemente esplicitato uno dei cardini del diritto internazionale”.
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Ma chi lo contraddice, fortunatamente, c’è. E parla chiaro. Marco Bestetti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, non la manda a dire: “È riuscito a superarsi legittimando la lotta armata di un’organizzazione terroristica e criminale come Hamas”, dice, e chiede l’espulsione di “questo triste personaggio, che infanga le nostre istituzioni con frasi gravissime e inaccettabili”.
Anche Federica Valcauda, tesoriera di Europa Radicale, mette i puntini sulle “i”: “Hamas non gode di riconoscimento giuridico come ‘movimento di liberazione’, perché i suoi atti includono crimini contro civili. Anche contro i civili palestinesi”, ricorda. E sottolinea che quando ha vinto le elezioni, Hamas avrebbe potuto iniziare a costruire uno Stato. Invece ha preferito imporre una dittatura, altro che resistenza legittima.
Ma niente da fare. Il consigliere Corti va avanti imperterrito, forte del suo presunto background accademico, e continua a scambiare il diritto alla resistenza con l’assoluzione preventiva per chi lancia razzi, prende ostaggi, massacra civili. A Gaza come altrove. Che dire? In un Paese dove l’ambiguità paga e il vittimismo è un’arma politica, c’è anche spazio per chi difende (senza dirlo apertamente) chi al diritto preferisce la violenza. Ma, almeno, risparmiateci le lezioni di superiorità morale. E magari, visto che parlate tanto di “studiare”, date anche un’occhiata alle vittime.
Franco Lodige, 22 ottobre 2025
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