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Conte-bis, un governo all’insegna del trasformismo - Seconda parte

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La risposta l’ho trovata in una delle poche analisi politiche fuori dal coro, quella del professor Giovanni Orsina su La Stampa: “… Anche perché il Palazzo europeo è molto debole, a tal punto che con la tentata reincarnazione del governo Conte, è alla seconda mossa azzardata in un paese fondatore della comunità, dopo quella che ha portato Emmanuel Macron all’Eliseo”. Per fortuna, il Wall Street Journal l’ha buttata sull’ironia: “Immaginate uno sconosciuto professore che diventi Presidente degli Stati Uniti e abbia, politicamente parlando, due Vice Presidenti come Berni Sanders e Donald Trump…”

Per 10 ore, con telecamere puntate ossessivamente su un portone di una piccola via di Milano, un grande paese ha trepidamente atteso che uscisse (in grave ritardo) un notaio con capelli arruffati per dire. “Tutto si è svolto in modo corretto”. Come è arrivato, è scomparso. Era il segnale atteso da Roma perché le Istituzioni tornassero in campo per certificare in analogico il già certificato in digitale. Auguri.

Riccardo Ruggeri, 4 settembre 2019

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